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Come adottare un bambino

Adottare un bambino non è sempre evidente... Burocrazia, colloqui psicologici e analisi varie mettono alla prova la coppia in cerca di un figlio. Doctissimo ti spiega come affrontare al meglio questo percorso.

Come adottare un bambino
© Getty Images

Le adozioni sono di due tipologie: nazionale ed internazionale.

Il percorso, nella prima fase, è identico per entrambe per cui viene sempre consigliato di presentare una doppia domanda.

Per l'adozione nazionale i tempi sono relativamente brevi, parliamo di circa 15 mesi, ma il numero di bambini adottabili è molto basso e le domande molto alte. In questo tipo di adozione è inoltre presente il “rischio giuridico”, la possibilità cioè che la famiglia di origine voglia riprendere con se il minore.

L'adozione internazionale invece ha tempi molto più lunghi, mai meno di tre anni, ma non ha alcun rischio giuridico in quanto il minore, una volta giunto in Italia, non può più essere reclamato dai genitori naturali.

I primi passi per adottare un bimbo

Prima di presentare la domanda di adozione è sempre bene recarsi presso il centro adozioni del proprio comune dove un team di esperti e psicologi aiuterà gli aspiranti genitori a capire quale sia la strada migliore da intraprendere e li seguirà durante il lungo iter burocratico.

La prima cosa da fare è recarsi presso il Tribunale dei minori di competenza, presso la Cancelleria civile, e fare la “Dichiarazione di disponibilità all'adozione”.

Secondo gli articoli 6 della legge 184/1983 e 149 del 2001, le coppie che vogliono presentare la domanda devono avere alcuni requisiti fondamentali:

-      essere coniugati da almeno 3 anni

-      avere un età che superi di 18 ma non sia maggiore di 45 anni rispetto all'età del minore

-      dimostrare di essere in grado di educare, istruire e mantenere il figlio

-      non avere mai avuto alcun periodo di separazione legale

 

Viene quindi chiesto di presentare alcuni documenti: certificati medici di entrambi e la dichiarazione di assenso, da parte dei genitori della coppia, all'adozione richiesta dai figli.

La domanda di adozione ha validità di tre anni, trascorsi i quali sarà necessario ripresentarla nel caso in cui non si sia stati chiamati per un'adozione.

Una burocrazia indispensabile

A questo punto iniziano i controlli degli enti locali per esaminare il lo stato patrimoniale ed economico e l'ambiente familiare. Devono essere sostenuti numerosi colloqui con psicologi ed assistenti sociali per approfondire le motivazioni dell'adozione e verificare l'idoneità ad essere genitori.

Al termine delle verifiche, l'ASL invierà al tribunale una relazione su quanto appurato, unitamente alla documentazione fornita da Polizia e Carabinieri sulla condotta penale.

Il tribunale convoca quindi la coppia e legge loro le relazioni alla presenza di uno psicologo e può decidere di sottoporla a nuovi colloqui, di rifiutare la  domanda o accettarla ed avviare l'iter per l'adozione.

L’attesa

Ora inizia l'attesa, la parte più difficile di tutto il percorso. Possono passare mesi oppure anni senza ricevere alcuna notizia sull'avanzamento della propria pratica.

Tutto si sblocca quando arriva la chiamata del tribunale ed è qui che le strade delle due tipologie di adozione si dividono.

In caso di adozione nazionale, il tribunale ha già individuato il minore e, dopo una serie di colloqui tra genitori e bambino, decide per l'affido temporaneo.

Dopo qualche mese l'affido diventa pre-adottivo per poi trasformarsi in adozione,  nel caso in cui non ci siano stati problemi all'interno della nuova famiglia, dopo circa un anno.

Per l'adozione internazionale invece, la chiamata del tribunale non è che l'inizio di un nuovo percorso.

1 Come adottare un bambino - continua ►

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16/11/2010

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