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Guida alla poppata: istruzioni per allattare il bimbo

L’allattamento al seno non è automatico. Bisogna allattare a ore fisse o quando lo richiede il bebè? Il bebè ha necessariamente fame di notte? Guida pratica all'allattamento e alla poppata.

La guida alla poppata
© Getty Images

Bisogna nutrire il bambino quando ha fame, ovvero adattarsi con flessibilità alle sue necessità senza essere rigide: niente orari fissi ma nemmeno indifferenza! Ogni bambino è diverso.

Comunque, la maggior parte si regola su 5-7 poppate in 24 ore con una o più poppate notturne nelle prime 8-10 settimane perché il neonato non sopporta un digiuno prolungato. Nei primi giorni può essere necessario un maggior numero di poppate. Il rischio di dare "cattive abitudini" al neonato che reclama di notte è assurdo: la periodicità del sonno e della veglia compare verso la terza settimana di vita e si organizza a partire dal secondo mese sotto l'influenza dell'alternanza luce e oscurità. La prossimità fisica della madre nelle prime settimane rassicura il neonato e contribuisce a fargli accettare meglio l'ulteriore separazione.

La poppata della notte (verso le 2 del mattino...) è oggetto di pianti molto frequenti. Pertanto, fino a 2 o 3 mesi, questo pasto notturno deve essere soddisfatto. A partire dai 3 mesi, la maggior parte dei bebè dorme tutta la notte, e si può concludere arbitrariamente che il pasto delle 2 non è più indispensabile...

Che fare quando il neonato si sveglia piangendo verso le 2?

Poiché si tratta di un lattante, bisogna metterlo al seno. Se il bimbo è un po' più grande, in caso di pianti notturni, bisogna verificare non abbia altri motivi per piangere. Un bebè che piange non ha necessariamente fame. Può soffrire di coliche, avere sete, troppo caldo o troppo freddo; può essere a disagio perché ha il pannolino sporco, sente un rumore sgradevole, ecc. Basta offrirgli il seno se ha sete e troppo caldo. Se smette di piangere quando lo si prende in braccio, aveva solo bisogno di essere coccolato...

Certe madri provano a rimandare la poppata della sera (alle 22, 23 o 24) nella speranza di respingere questa famosa sveglia delle 2. In pratica, anche se questo tentativo si può provare, più spesso fallisce...

Fino a 2 mesi, la maggior parte dei bebè reclama ogni 3 ore. Certi bebè protestano ogni 2 ore ed è naturale dar loro il seno con questa frequenza. Queste poppate frequenti e ravvicinate aumentano in pochi giorni la secrezione lattea e il bambino si equilibrerà poi con un pasto ogni 3 ore. Attenzione, una volta completata ogni poppata con un biberon, è probabile che il bambino ne chieda di più ogni 2 ore ma la secrezione lattea andrà esaurendosi progressivamente. Non c'è un metodo migliore di un altro. Se la madre desidera allattare a lungo, ha tutto l’interesse a mettere il bambino al seno ogni 2 ore su richiesta. Se invece desidera svezzare progressivamente il bambino, questo desiderio viene realizzato completando ogni poppata con un biberon supplementare.

Orari fissi o allattamento su richiesta?

Quando si tratta di un neonato ammalato, prematuro, sonnolento o traumatizzato dopo un parto difficile, l'allattamento su richiesta non è prudente. Il bambino in effetti è incapace, provvisoriamente o definitivamente di stabilire i suoi stessi orari. Conviene alimentarlo a orari fissi, ogni 2 ore, ad esempio.

Quando si tratta di un bebè in buona salute, si può invece lasciare che fissi i suoi propri orari. Pertanto, questa regola è flessibile e tutto è questione di buon senso. Se la madre vuole uscire, non deve esitare a svegliare il bimbo. Al contrario, non può più interrompere improvvisamente ogni attività con il pretesto che il bambino si è messo a piangere. La madre e il suo bambino hanno ciascuno i loro diritti e ogni decisione è un compromesso. Se la madre trova più facile allattare a orari fissi, perché non farlo? Se lei preferisce mettersi "in sintonia" con il suo bambino e allattare solo quando lo richiede, perché non farlo? È il suo diritto sacrosanto. L'importante è che la madre si senta bene nella scelta che avrà fatto. L'ideale è cominciare con un allattamento libero e portare progressivamente e con dolcezza il bebè ad orari regolari più compatibili con la vita moderna. A partire da 2 o 3 mesi, gli orari dei pasti fanno parte soprattutto della vita familiare.

Non allattare con l'occhio all'orologio!

Ogni bambino, ogni seno è diverso! Ci sono bambini rapidi e altri più lenti. C'è il latte che fuoriesce più rapidamente o lentamente. Ci sono capezzoli che si adattano più di altri. Ci sono bebè seri e disciplinati e altri più voraci e capricciosi!

Guida pratica alla poppata

Infatti, la semplice osservazione mostra che la maggior parte dei lattanti soddisfa il 90% delle proprie necessità di latte durante i primi 5 minuti della poppata. Nessun lattante in buona salute ha bisogno di più di 15 minuti di suzione efficace da ciascun seno. Passato questo periodo, il bimbo gioca e mordicchia il capezzolo. È a partire da queste semplici constatazioni che il tuo pediatra ti consiglierà al meglio.

È sbagliato sia cronometrare che andare per le lunghe. La cosa più semplice è mettere il bambino al seno e lasciarlo succhiare fino a quando rallenta bruscamente il ritmo di suzione. La madre offre poi l’altro seno per 10 o 15 minuti fino a quando il bebè si addormenta o smette di poppare. La quantità di latte presa da ciascun seno è a volontà. La pesata prima e dopo ogni poppata è fastidiosa, inutile e soprattutto fonte di ansia. Se, dopo la poppata, il bambino si addormenta tranquillo per 2 ore o più, è sazio. Altrimenti, se piange, non bisogna concludere che abbia fame. Un semplice accorgimento permette di rendersi conto se il bebè ha preso la sua razione: si osservano normalmente tre o quattro movimenti di suzione per un movimento di deglutizione. Se ci sono ancora movimenti di suzione, la quantità di latte secreto è bassa ed è il momento di passare all'altro seno... Un altro accorgimento è quello di contare i pannolini bagnati. Se urina spesso, beve a sufficienza!

Alla fine della poppata, spesso nei seni rimane del latte. Occorre provare a svuotarli manualmente, raccogliere questo latte in un cucchiaino e offrirlo da bere al tuo bebè.

Dott. Lyonel Rossant, Dott. Jacqueline Rossant-Lumbroso

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09/08/2012

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