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I vantaggi dell'allattamento al seno

Protezione contro le infezioni, ipoallergenicità. Il latte materno presenta numerosi vantaggi, a partire dal legame privilegiato tra madre e bambino creato dall’allattamento. Anche se il biberon sembra più pratico, l’allattamento al seno presenta numerosi vantaggi: scoprili con l’aiuto di Doctissimo.

I vantaggi dell'allattamento naturale
© Getty Images

Bambini sani e forti

È noto da tempo che i bambini allattati al seno sono più resistenti alle infezioni (gastroenteriti, otiti ecc.) rispetto agli altri: numerosi fattori immunologici e non immunologici ostacolano infatti la proliferazione di microbi nel latte materno. Le immunoglobuline sono proteine in grado di esercitare un’azione antinfettiva: sono stati infatti identificati nel latte materno numerosi anticorpi specifici (immunoglobuline secretorie del tipo IgA, IgG e IgM) in grado di ovviare all’assenza di questi ultimi nelle cellule intestinali del neonato e del lattante, e legati ovviamente alle infezioni contro le quali la madre è stata vaccinata (polio, tetano…) o si è spontaneamente immunizzata.

La loro azione è puramente locale, a livello dell’intestino. Nel latte sono presenti cellule immunitarie intatte (linfociti B e T, macrofagi, leucociti), nonché fattori che stimolano l’immunità (nucleotidi) e anche fattori non immunologici: lattotransferrina o lattoferrina, lattoperossidasi, lisozima, fattori antivirali, enzimi (lipasi), analoghi dei recettori che intrappolano i batteri patogeni, fattori di crescita (EGF), ecc. La lattoferrina inibisce la crescita di numerosi microrganismi, esercita un’azione battericida su alcuni germi e fissa il ferro, indispensabile per la crescita dei batteri.

Questo meccanismo è coadiuvato da una serie di processi biologici: i prodotti della digestione del latte umano sono caratterizzati da un tasso elevato di lattosio, una concentrazione proteica debole e un basso tenore di fosforo; ciò spiega da un lato la rapidità del transito intestinale e dall’altro l’importanza dei residui acidi nel colon. Un tale ambiente acido ha un effetto batteriostatico sui germi Gram-negativi e favorisce la proliferazione del lactobacillus bifidus. Il latte umano contiene infine una proteina, l’alfa-lattoalbumina, che rappresenta un potente fattore antitumorale. 

Bambini protetti contro le allergie

Gli effetti preventivi antiallergici dell’allattamento al seno nelle popolazioni a rischio sono stati dimostrati da vari autori: il latte materno sembra esercitare un’azione protettiva in caso di pregressi episodi atopici familiari, a condizione di non diversificare troppo l’alimentazione del neonato e di evitare in particolare l’introduzione di pesce e uova prima dell’età di 9 mesi.

L’effetto protettivo, o più precisamente, sospensivo del latte materno su un’eventuale patologia allergica del bambino (dermatite atopica, eczema, disturbi digestivi) dipende inoltre dall’alimentazione della donna che allatta, la quale deve infatti eliminare dalla sua dieta un certo numero di alimenti (latte, pesce, uova, agrumi, …) per evitarne gli effetti sul bambino. La difficoltà di dimostrare l’effetto protettivo del latte materno indica che questo da solo non è sufficiente a prevenire le manifestazioni ulteriori di allergia, poiché altri allergeni oltre a quelli delle preparazioni casearie possono essere coinvolti nell’insorgenza di allergie.

Secondo numerosi autori è illusorio cercare di prevenire l’asma, le riniti allergiche o l’eczema intervenendo solo sull’alimentazione, poiché il neonato e il lattante sono esposti a numerose altre stimolazioni allergiche. Quando non può allattare, una mamma può ricorrere al latte materno dei lactarium: ne esistono 17 in Francia, che raccolgono e distribuiscono ogni anno 70-80000 litri di latte materno.

I controlli imposti sono molto rigidi: analisi batteriologiche, test sierologico HIV, HTLV (virus umano dei linfociti T), epatite B e C. Sfortunatamente i metodi di conservazione del latte umano (sterilizzazione, pastorizzazione, congelamento…) alterano o distruggono i fattori immunologici: immunoglobuline IgA, leucociti, lisozima, lattoferrina, sistema del complemento, ecc., privando quindi il latte del lactarium delle proprietà antinfettive e del latte materno fresco.

Adattamento automatico ai bisogni

La composizione del latte varia durante la lattazione: si distingue tra il colostro (I°- 6° giorno), il latte di transizione (6°-14° giorno) e il latte maturo dopo il 14° giorno. Il colostro umano ha un profilo biochimico molto particolare, povero di lattosio e di lipidi ma ricco di sali minerali, di proteine (anticorpi, lattotransferrina) e di oligosaccaridi.

Il latte maturo ha una composizione molto variabile, che rende inutile qualunque " analisi". Durante la poppata la secrezione, che all’inizio è diluita, si densifica progressivamente e la concentrazione lipidica quadruplica: questa modificazione sembrerebbe regolare l’appetito del lattante. Nell’arco delle 24 ore, la concentrazione di lipidi aumenta tra le 6 e le 10 del mattino e diminuisce nel corso della notte. Durante i mesi di lattazione si riducono gradualmente i tassi di lattoferrina, di immunoglobuline IgA e di zinco. Nessun latte industriale può attualmente adattarsi in questa misura ai bisogni specifici del bambino: più il piccolo succhia, più aumenta il latte!

Il legame affettivo tra mamma e bambino

L'allattamento rappresenta un momento di scambi privilegiati tra la mamma e il bambino, in grado di rafforzare i legami affettivi. Numerosi psicologi insistono sull’importante azione dell’allattamento sul comportamento psicoaffettivo del lattante. La fisiologia della lattazione, d’altronde, dipende da questi legami affettivi: la suzione del capezzolo induce a livello dell’ipofisi materna la secrezione di prolattina (riflesso somatico), che a sua volta determina la secrezione lattea.

All’interno di una situazione affettiva e di benessere, la suzione determina la secrezione postipofisaria di ossitocina (riflesso psicosomatico), che è responsabile della produzione del latte. A seconda che il comportamento della madre sia dominato dall’ansia o dalla fiducia, questi gesti verranno ostacolati o incoraggiati. In psicologia non bisogna essere drastici o dogmatici: è evidente che è meglio allattare con piacere che con sofferenza!

Altri vantaggi dell'allattamento al seno

Nello stomaco del neonato il latte materno coagula in fiocchi di piccole dimensioni, facilmente attaccabili da parte dei succhi digestivi, favorendo così una digestione molto rapida. Il latte materno è sterile, sano, tiepido, puro e sempre disponibile, permettendo così di evitare tutti i preparativi dei biberon e la loro sterilizzazione. Si tratta inoltre del latte più economico; nella donna che allatta, infine, si osserva un rafforzamento delle contrazioni uterine, che favorisce una rapida involuzione dell’utero. Gli studi epidemiologici hanno messo in luce altri vantaggi:

Per la madre

• Una durata dell’allattamento pari a dodici mesi (nell’arco della vita) riduce del 30 % il rischio di cancro dal seno durante la premenopausa (che rappresenta un quarto dei casi di cancro al seno);

• Allattare per almeno due mesi riduce del 25% il rischio di cancro alle ovaie.

Per il bambino

• L’allattamento protegge il bambino contro le diarree, le infezioni respiratorie e le otiti, ed è attualmente oggetto di discussione l’eventuale effetto sulla morte improvvisa;

• L’allattamento potrebbe inoltre avere un ruolo nella protezione nei confronti del diabete, della carie, delle malocclusioni e della sclerosi a placche;

• È stato inoltre osservato un effetto benefico sull’acutezza visiva dei prematuri. Le cause non sono ben chiare, ma diverse teorie cercano di spiegare queste osservazioni mettendo in primo piano dei meccanismi immunologici, il tasso di colesterolo, il rapporto zinco/ ecc.

I preparati dietetici moderni riducono i classici inconvenienti dei latti industriali, tutti prodotti a partire dal latte vaccino. I mezzi della tecnologia attuale, tuttavia, non consentono di sostituire il latte materno: è impossibile riprodurre il vantaggio immunologico e non si possono inventare i cambiamenti nella composizione del latte nel corso delle… con il ruolo che queste modificazioni hanno nei meccanismi regolatori dell’appetito e nella protezione nei confronti dell’obesità. È il caso di ricordare inoltre che nei bambini nutriti con il biberon si osserva spesso un’introduzione precoce, e in notevole quantità, di farine, altri fattori di rischio per l’obesità.

Dottor Lyonel Rossant, Dottoressa Jacqueline Rossant-Lumbroso

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26/06/2013
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