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Fai ridere il tuo bimbo!

Socievole, ottimista, in buona salute, più sicuro di se stesso... Se vuoi che tuo figlio cresca felice, non perdere il senso dell’umorismo e fallo ridere il più spesso possibile!

Fai ridere il tuo bimbo!
© Getty Images

Esiste un detto popolare secondo cui bisogna ridere almeno 30 volte al giorno per mantenersi in forma. Secondo diversi studi, i bambini piccoli ridono in media… 200 volte al giorno, alcuni addirittura 300! E gli adulti? 15 volte appena! Se sei una di quelle persone alle quali è difficile strappare un sorriso, è solo perché ancora non conosci i benefici che possono derivare dalle risate. Da alcuni studi è emerso che ridere elimina le tensioni, serve da catarsi1,2 (ovvero, favorisce la scomparsa di ricordi dolorosi finora repressi) e aiuta a produrre più rapidamente le cellule immunitarie.

La risata è contagiosa!

La risata è così sana perché quando si ride a squarciagola (un vero e proprio scoppio di risa), miglioriamo la circolazione sanguigna e l’ossigenazione degli organi, compreso il cervello. Ma lavorano anche diversi muscoli e aumenta la produzione di endorfine, gli ormoni che accrescono la sensazione di benessere. Ridere è anche una buona terapia preventiva: accellerando la produzione di determinate cellule immunitarie, ci si difende meglio dagli attacchi di virus e batteri. Infine, far ridere i propri bambini è senza dubbio il compito più gratificante tra quelli che incombono sui genitori: chi non ha aspettato con impazienza - e celebrato con il massimo entusiasmo - il primo sorriso del proprio bambino?

Bambino: dal sorriso alla risata fragorosa

Alla fine delle prime 2 o 3 settimane di vita, arriva il giorno in cui i genitori vedono aprirsi sul volto del proprio bambino un sorriso appena accennato. Questi movimenti della bocca, frequenti durante il sonno o al momento del risveglio, vengono definiti "sorrisi endogeni" o "primitivi": non sono provocati da alcuno stimolo esterno, sono movimenti innati che appartengono al bambino, il quale li associa naturalmente a momenti di piacere o di soddisfazione. Dalla fine del primo mese di vita, invece, è possibile osservare che i sorrisi sono legati a stimoli di natura più diretta (una carezza, parole pronunciate con dolcezza…).

Entro la 5a e l'8a settimana, il bambino comincerà a rispondere a movimenti provenienti da fonti luminose, al movimento di un volto umano o di oggetti brillanti o con colori molto accesi… Il bambino è dolcemente arrivato alla fase del sorriso attivo. Ora solo un piccolo passo separa questa fase dal sorriso sociale. Verso la 10a settimana, il bambino subisce un’evoluzione importante associata allo sviluppo delle sue capacità percettive e cognitive: a poco a poco diventa più sensibile al suo ambiente, il suo sorriso si allarga, si fa più frequente e più marcato. Da questo momento in poi risponde apertamente ai volti umani. Il bambino utilizza questo mezzo per comunicare, ma per il momento è solo un modo per stabilire una relazione con le persone che gli piacciono… o con gli oggetti.

Intorno ai 6 mesi, i suoi sorrisi saranno accompagnati da rumori provenienti dalla gola, per poi essere sostituiti da veri e propri scoppi di risa se lo si solletica sulla pancia, se lo si solleva per le braccia o gli si fanno delle smorfie. Stimoli che, qualche settimana prima, avrebbero potuto farlo piangere!

Per far ridere il bambino

Diversi studi hanno dimostrato che se il senso dell’umorismo e la risata vengono coltivati fin dalla culla, vi sono grandi possibilità che il bambino diventi una persona positiva, allegra e che ama divertirsi. Insomma, un bambino di buon temperamento!

Ecco quindi alcune idee:

  • Mamma, sei così buffa!

Il tuo sorriso è lo stimolo migliore perché anche lui ti mostri il suo. Quindi, sorridi ogni volta che lo prendi in braccio e tutte le volte che giochi con lui. Non dimenticare: ridi apertamente, senza freni. Non tarderà a imitarti.

  • Il gioco del cucù:

Tradizionale, è vero, ma funziona sempre! È con questo gioco che otterrai le sue più grandi urla di gioia. Avvicina il tuo viso al suo, nascondilo dietro a un velo, un lenzuolo o a un tessuto qualunque e aspetta che sia lui a scoprire che sei nascosta lì dietro.

  • Bagno di bolle:

Procurati il materiale necessario per fare delle bolle di sapone che il bambino cercherà di afferrare. Non appena una di queste esplode, fagli sentire un “plop” bello sonoro: lo adora!

  • Sotto la schiuma… i giochi!

Preparagli un bagno pieno di schiuma e nascondi sotto la superficie opaca i suoi giocattoli preferiti. Applaudi e ridi con lui ogni volta che ne trova uno.

  • Un sorriso fin dal risveglio:

Avvicinati sorridendo alla culla. Appena prima di svegliarlo, sbuca dal punto in cui meno si aspetta: da dietro il mobile, sopra la sua testa o con la tua testa a livello dei suoi piedi… e non dimenticarti di ridere!

  • Il gioco dei suoni:

Tocca con il dito diverse parti del suo corpo (orecchie, ombelico, naso, braccia…) associando a ciascuno di questi punti un suono ben preciso (soffio, campanello, bacio...).

  • Mi concedi questo ballo?

Metti della musica nella sua cameretta e prendilo in braccio (o tienilo semplicemente se si regge già in piedi). Accompagnalo, quindi, molto dolcemente a ritmo di musica. Oltre a farlo ridere, potresti alimentare in lui una precoce passione per la musica.

Non esagerare!

Il tuo bambino adora la tua risata, il tuo sorriso, le tue smorfie, i tuoi movimenti. Gli piace anche vederti danzare, giocare ed emettere suoni divertenti... Ma non è ancora pronto per emozioni troppo "forti" che, invece di farlo divertire, lo spaventerebbero (ad esempio lanciarlo in aria ridendo, cosa in ogni caso del tutto sconsigliata con i neonati). Non bisogna nemmeno prolungare troppo le “sedute” di solletico: riderà sicuramente, ma al contempo lo ecciterai e lo renderai molto nervoso. Prova poi a metterlo a letto!

Devi anche sapere che i bambini non si stancano facilmente. Perché questo gioco continui il più a lungo possibile, il bambino utilizzerà tutta la sua fantasia per ritardarne la fine. Inoltre, ha capito che se diventa serio, la mamma abbandona il gioco, temendo che sia stanco. Quindi, continua! Sta a te convincerlo che è arrivato il momento di riposarsi parlandogli dolcemente, facendo movimenti più lenti, abbassando la voce, accarezzandolo con delicatezza mentre lo accompagni nella sua cameretta o lo metti nella culla.

Laurent Juillet

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21/01/2013
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