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I primi giorni con tuo figlio
 
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Fidati di te stessa!

Quanto hai sognato il tuo bambino! Non hai il minimo dubbio: tuo figlio è il bambino più bello del mondo. Ma dubiti di essere la migliore mamma che possa avere. E se invece ti lasciassi guidare dall'istinto? Non vedevi l'ora di stringerlo tra le braccia! Solo che adesso lui è lì in carne e ossa e tu ti senti disorientata, perché non è un peluche, né una bambola, e neppure un gattino. Eh, no! È un neonato con le sue esigenze e la sua fragilità.

Segui l'istinto materno!
© Getty Images

Dal sogno alla realtà

Per fortuna ci sono persone che ti sostengono e ti consigliano in questo momento particolare della vita. Ostetrica, medico, puericultrice, infermiera: nel reparto maternità sono davvero tanti i professionisti che ti indicano quali sono i gesti più appropriati; ma le domande restano e la prima di tutte è: allattamento al seno o biberon? A te la decisione. Essere madre significa anche assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Quando le nonne si intromettono

Tua madre e tua suocera sono orgogliose del bambino come se fosse il loro. Da qui a dettarti il comportamento da tenere è solo un passo… che compiono bellamente. Ma chi meglio di te può capire di cosa ha bisogno tuo figlio? La loro esperienza non sostituisce il tuo intuito. Non lasciarti distrarre da ciò che senti: dopo qualche giorno di adattamento ti accorgerai che ne sai più di loro!

Cibo e sonno

Dorme da ore. Non è troppo? Non è meglio svegliarlo? Oppure: dorme poco. È normale? Ha mangiato abbastanza? Hai abbastanza latte? Oppure: si addormenta prima di avere finito il biberon, ma si sveglia non appena lo metti nella culla. Piange quando gli fai il bagnetto. Cosa fare? Impara a rispondere da sola a tutte queste domande che ti poni con angoscia i primi giorni dopo il parto: la risposta già pronta dei tuoi familiari non corrisponde necessariamente ai bisogni di tuo figlio. Poco alla volta scoprirai come soddisfarlo, come tenerlo sotto la pancia, capire quando digerisce male, quando lavarlo… E, ovviamente, il piccolo ti aiuterà a fare tutto questo: inutile ingozzare un bambino che non ha più fame, svegliare un piccolo che ha sonno o ostinarsi ad addormentare un neonato che vuole rimanere sveglio perché è curioso del mondo.

Un bebè che ti parla

Il linguaggio del neonato è ancora limitato, ma per te che trascorri tutto il tempo con lui, il suo modo di esprimersi è ricco di espressioni: dal sospiro di soddisfazione dopo una poppata agli strilli di rabbia quando ha fame o è stanco, acquisirai ben presto dimestichezza con il suo "vocabolario". Ma fai attenzione: lasciar piangere un bambino con la scusa che in questo modo si irrobustisce i polmoni, non è certo il modo migliore di rassicurarlo. Perché il bambino che sta per venire al mondo si trova ad affrontare sempre nuove esperienze e ha bisogno del tuo aiuto per affrontarle: allora parlagli con il tuo linguaggio da adulto. Non comprenderà il significato delle singole parole, ma riconoscerà la tua voce e percepirà il senso del messaggio attraverso l'intonazione della voce e la ripetizione.


Il piacere di aver fiducia in te stessa

I consigli degli altri non sono necessariamente da ignorare, ma spetta a te capire tuo figlio. È anche il tuo ruolo quello di non farti prendere per il naso dal piccolo: i bambini imparano molto velocemente a capire quando la mamma ha paura di sbagliare e se ne approfittano. Sta a te mettere dei paletti: ad esempio, invece di stressarti perché piange, insegnagli ad avere pazienza prima di un biberon o una poppata; spiegagli perché deve aspettare qualche istante. Più acquisisci sicurezza in te stessa e nei tuoi metodi, migliore sarà il comportamento del piccolo. In questo modo la sua calma e il suo benessere verranno rafforzati.

 

Marianne Chouchan

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02/08/2016
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