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Le 10 domande che affollano la mente dei futuri papà

Sarò all'altezza del mio futuro ruolo di padre? Come farò a trovare il mio posto nel duetto formato dalla mia compagna e dal bebè? Sono obbligato ad assistere al parto? Tutte queste domande si affollano spesso nella mente dei futuri papà i quali, oggi più che mai, sono estremamente coinvolti in questa tappa fondamentale della loro vita. In un libro dedicato ai futuri papà, il Dr. Eric Saban, pediatra, li rassicura e propone loro alcuni consigli affinché possano farsi coinvolgere nel modo migliore nel rapporto con i figli.

I dubbi più comuni dei futuri papà
© Getty Images

È normale non avvertire subito l'istinto paterno?

Nonostante il desiderio reale di paternità e i discorsi già affrontati con la compagna sull'argomento, accade spesso che il futuro papà non si senta completamente pronto e che si lasci prendere dal panico al momento dell'annuncio. Può temere di non riuscire a farcela economicamente, di non essere abbastanza responsabile, ma anche di vedere la sua vita totalmente scombussolata.

Il consiglio del Dr. Saban: "Non c'è nulla di male a non sentirsi pronti fin dall'inizio. Molto spesso l'istinto paterno emerge strada facendo. Poiché il padre non porta dentro di sé il bambino per nove mesi, in genere diventa papà quando il piccolo si materializza. Questo processo inizia con l'ecografia e culmina con la nascita del bambino".

Dovrò dividere la mia compagna con il bambino?

Il timore che la futura mamma diventi più madre che moglie è un'angoscia piuttosto ricorrente, soprattutto se la donna allatta. Il papà può infatti temere di rimanere escluso dal duetto formato dal piccolo e dalla sua mamma, ma anche di essere meno amato dalla compagna, che può stabilire una relazione fusionale con il neonato.

Il consiglio del Dr. Saban: "È importante che il padre assuma immediatamente il suo ruolo con il bambino. Se la mamma allatta, il padre deve trascorrere del tempo con il piccolo dedicandosi alle altre cure di cui ha bisogno. Fargli il bagnetto, parlargli, coccolarlo, cambiarlo… Sono tantissime le cose che può fare per il piccolo! In altre parole, il papà deve fare in modo che si venga a formare un terzetto".

Come posso rendermi utile durante la gravidanza?

Nei nove mesi di gestazione, la futura mamma può accusare diversi piccoli disturbi. Il padre si chiede quindi come poter essere di aiuto alla compagna in questo periodo così particolare. 

Il consiglio del Dr. Saban: "Il papà può fare moltissime cose, come alleggerire la futura mamma provvedendo lui stesso alle pulizie di casa, lasciandola dormire la mattina, rassicurandola all'avvicinarsi della data del parto e dedicandole più attenzioni del solito, dato che il suo umore è scombussolato dagli ormoni. Può anche massaggiarle le gambe e la schiena verso il termine della gravidanza e, ovviamente, aumentare la dose di coccole".

Devo assistere a tutte le visite durante la gravidanza?

Ecografie, visite mediche, lezioni di preparazione al parto… Talvolta il futuro papà si chiede quando la sua presenza sia davvero utile per la mamma.

Il consiglio del Dr. Saban: "È consigliabile assistere alle tre ecografie. La prima è fondamentale perché consente di sapere se il bambino è affetto da malformazioni e se la gravidanza procede senza problemi. La seconda permette di conoscere il sesso del nascituro e di controllare che gli organi si sviluppino correttamente. È il momento in cui si può chiedere una foto dell'ecografia e iniziare a farsi coinvolgere affettivamente. L'ultima ecografia conferma la buona crescita del bambino. Questi momenti sono importanti ed è meglio se affrontati in due, e questo nella malaugurata ipotesi in cui si dovessero ricevere cattive notizie. Per quanto riguarda la preparazione al parto, può essere importante partecipare a una o a due lezioni, ma non necessariamente a tutte. Il papà può sentirsi leggermente disorientato o disturbare la mamma ponendo decine di domande. Piuttosto, il futuro papà può partecipare a una lezione di preparazione specificamente dedicata ai padri, per spiegare loro come si svolge il parto".

E se mio figlio non fosse normale?

Nella mente di tutti i genitori è presente il timore che il bambino possa essere affetto da una qualche malformazione. Lo sviluppo del bambino è normale? L'ecografia può rivelare tutte le malattie e le malformazioni gravi?

Il consiglio del Dr. Saban: "Queste preoccupazioni sono assolutamente legittime, ma non bisogna preoccuparsi eccessivamente prima del tempo. Le malformazioni sopraggiungono raramente, ma in caso anomalia renale o cardiaca, il piccolo verrà preso in carico dopo la nascita e tutto questo diventerà solo un brutto ricordo. Nella maggioranza dei casi, l'angoscia più grande è determinata dall'assenza di un arto, che può portare a un aborto terapeutico. In ogni caso, il ginecologo sarà presente per accompagnare la coppia in questo percorso".

Quando posso parlarne ai miei famigliari?

Molto spesso il futuro papà sta letteralmente sulle spine perché non vede l'ora di annunciare il lieto evento a famigliari e amici. Ma qual è il momento giusto per farlo?

Il consiglio del Dr. Saban: "È meglio non parlarne prima del terzo mese di gravidanza, e questo perché fino a quel momento i rischi di aborto spontaneo sono alti. Certamente, è possibile parlarne prima con i famigliari più stretti, ad esempio i futuri nonni. È una notizia che va comunicata di comune accordo con la compagna. Per quanto riguarda la presenza di eventuali fratelli e sorelle, anche in quel caso è meglio attendere i primi 3 mesi, perché i bambini hanno una rappresentazione fantasmatica del futuro bebè e possono agitarsi. Inoltre, se la gravidanza si interrompe, sarà difficile per loro capire cosa sia accaduto".

Quando prendere il congedo paternità?

Nel quadro normativo italiano, il congedo paternità spetta al padre lavoratore dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi, prolungabile a 7, dalla nascita del figlio, se lo stesso si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi (N.d.T.) È possibile che il futuro papà si chieda quale sia il momento giusto per godersi i figli ed essere di aiuto alla compagna.

Il consiglio del Dr. Saban: "Il papà è libero di prolungare il congedo paternità ma, in generale, consiglio di usufruirne fin dalla nascita del bambino per essere di sostegno alla neomamma durante i primi giorni di vita del piccolo, aiutarla a ricevere le visite dei famigliari, organizzare la camera del piccolo ed espletare le pratiche burocratiche del caso…".

È una buona idea conoscere il sesso del bambino al momento dell'ecografia?

Nel caso del primo figlio, la tentazione di conoscere il sesso del nascituro è davvero forte.

Il consiglio del Dr. Saban: "Anche in questo caso, ciascuno si comporterà come ritiene opportuno. In genere, gli psicologi ritengono che sia meglio non conoscere il sesso del nascituro, perché talvolta può esistere un divario tra il bebè immaginato e quello che si scopre alla nascita. Ciò non significa che i genitori respingeranno il piccolo, ma che impiegheranno un po' di tempo ad accettare il bambino in carne e ossa. Questo dato è ancora più vero se uno dei genitori nutre aspettative precise per quanto riguarda il sesso del bambino. Indipendentemente dalla vostra decisione, meglio avvisare il medico perché non faccia gaffe rivelando il sesso del piccolo!"

Sono obbligato ad assistere al parto?

Il parto può suscitare diversi timori nel futuro papà. Paura di svenire alla vista del sangue, paura di ostacolare l'équipe medica, paura di veder soffrire la compagna, paura di non riuscire più a desiderarla come prima…

Il consiglio del Dr. Saban: "Un papà che teme di non riuscire a sostenere la situazione, di sentirsi inutile, di mettere a repentaglio la sua vita sessuale con la compagna... deve spiegarle che non si sente in grado di assistere al parto, anche se la partner ne rimarrà delusa. Se invece il futuro papà decide di assistere al parto, deve tranquillizzarsi: il personale medico gli spiegherà dove sistemarsi e gli proporrà di aiutare la compagna asciugandole la fronte, massaggiandole la schiena o le tempie. Tanto meno il futuro papà è obbligato a tagliare il cordone ombelicale!"

Sarò in grado di prendermi cura del piccolo?

È uno dei grandi timori del futuro papà, che teme di non essere all'altezza di così tante responsabilità, di non saper accudire bene il piccolo come la mamma, di non riuscire a trovare un equilibrio tra la sua vita professionale e il suo ruolo di padre.

Il consiglio del Dr. Saban: "Per spazzare via queste paure, la sola cosa da fare è affrontarle! Fin da subito, il papà deve occuparsi del bagnetto, del cambio dei pannolini, e così via. Queste attività stimoleranno il suo coinvolgimento affettivo, proprio ciò che sta a cuore ai papà di oggi. E poi, non dimentichiamo che è anche compito della mamma dare al compagno il posto che gli spetta!".

 

Paulina Jonquères d'Oriola

Fonti: intervista al Dr. Saban, giugno 2016

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13/09/2016
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