Disciplina: Definizione
Insegnare la disciplina al bambino è uno dei compiti più difficili dei genitori. Esperienze dolorose passate, paure di essere troppo o poco severi, timore di reprimere la personalità del bambino o di non saperne gestire l'aggressività, senso di colpa di stare tutto il giorno lontani, sono tutti elementi che concorrono a rendere più ardua l'impresa. Anche in questo caso, come per tanti altri aspetti della vita del bambino, è l'adulto con il suo modo di pensare che complica le cose. Il mio consiglio è di lasciarsi guidare dal bambino stesso. Sembra paradossale questo suggerimento, ma non lo è. Il bambino, per istinto, sente il bisogno di essere disciplinato e nel suo processo di crescita invita i propri genitori giorno per giorno a stabilire i suoi limiti. Osservate un bambino quando "gattona" libero in una stanza. Si avvicina a tutto: alla TV, alla lampada, ai vari elettrodomestici, ai libri, alle prese di corrente, ma, prima di toccarli, si ferma un momento, vi guarda e se non ci sono segnali negativi li tocca. Basta un "Ah!!" per fermarlo. Nel tentativo di capire i propri limiti, ha voluto stimolarvi, è bastato un segnale negativo e ha interiorizzato il suo limite. Si è autodisciplinato. La disciplina a un bambino è stata impartita correttamente quando diventa autodisciplina. La disciplina è un dolce e amorevole insegnamento e non una severa repressione. È frutto di un'atmosfera familiare serena, equilibrata, concorde e di modelli comportamentali. I bambini imparano per imitazione e non perché sentono le vostre urla. Non temete di frenare la personalità del vostro bambino quando lo inducete a fare certe cose e a non farne altre. La punizione può diventare necessaria anzi addirittura indispensabile, ma deve essere proporzionata alla "marachella" del bambino, non deve essere di volta in volta condizionata dal vostro nervosismo e deve essere seguita dopo un po" di tempo da un recupero affettivo che gli darà la sicurezza che il suo comportamento non ha compromesso l'amore dei suoi genitori e nel contempo gli farà sentire il rimorso di averli fatti arrabbiare. Attenzione, come ho detto, a disorientarli con punizioni di diverso peso a seconda del vostro umore. I bambini a cui non sono stati indicati dei limiti, inevitabilmente hanno un comportamento provocatorio e rischiano di diventare bambini "viziati". Non esiste né un'educazione permissiva né una repressiva. Esiste un'educazione amorosa, attenta dello stadio evolutivo del bambino, rispettosa del suo carattere e della sua personalità.
Giuseppe Ferrari
Il bambino felice
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