Televisione: Definizione
Parlare male della televisione e metterne in luce gli aspetti negativi è abbastanza facile. Anche gli intellettuali banalmente ci cascano, ma al di là delle loro dissertazioni, ci sono aspetti e caratteristiche del rapporto del bambino con la TV che sono indiscutibili e incontestabili. Sicuramente, oltre alla famiglia, non esiste oggi un altro elemento che possa influenzare il comportamento di un bambino con una forza pari a quella esercitata dalla televisione, neppure, forse, la scuola. È vero che il bambino trascorre ancora molto tempo davanti alla TV, ma questo è un fenomeno in diminuzione. È altrettanto vero che ancora oggi i bambini apprendono molte informazioni sul mondo e sui suoi valori dall'esperienza televisiva piuttosto che dalla famiglia o dalla comunità. Ma quello di fornire informazioni non mi sembra un fatto negativo a priori. Molti psicologi infantili sostengono che guardare la televisione sia una delle esperienze più intense della giornata di un bambino. Se i genitori valutassero il peso negativo di questa esperienza in confronto all'influenza di altre esperienze quotidiane nel determinare il suo sviluppo, non continuerebbero a fare ricorso alla televisione come a una baby-sitter automatica. Sempre gli psicologi hanno dimostrato che i bambini, specie dai 4-5 anni in avanti, modellano i propri comportamenti su quelli trasmessi dallo schermo nel periodo che segue im- mediatamente un programma: se vedono attività violente, assumeranno probabilmente un comportamento violento nel periodo che segue immediatamente un programma; se il programma contiene un linguaggio sessualmente esplicito, i bambini lo riprodurranno subito dopo; all'opposto, per la stessa ragione, un programma gentile ed educato può indurre un bambino a modellarsi sul comportamento educato appena osservato. Appurate queste verità o certezze o anche, se vogliamo, luoghi comuni, non possiamo non fare i conti con la realtà: la televisione esiste e durerà a lungo. Non è realistico pensare che un bambino possa crescere senza avere nessun contatto con essa.
Bisogna porre limiti al periodo di visione? Vi trascrivo le raccomandazioni dell'American Academy of Pediatrics. • I bambini con età inferiore a due anni non devono guardare la televisione. • La televisione deve essere limitata a non più di un'ora nei giorni feriali e due ore nei fine settimana (un genitore non deve consentire al bambino neanche un minuto in più, e la scelta dei programmi deve essere accurata). • La metà di questo tempo dovrebbe essere un "tempo familiare", in cui anche gli adulti della famiglia si mettono a guardare la TV in modo che la televisione diventi un'esperienza condivisa. I bambini non devono avere mai il televisore nella loro cameretta. • I genitori devono rendersi conto del fatto che i bambini che trascorrono molto tempo davanti alla televisione tendono a aumentare di peso; l'obesità nell'infanzia è in effetti un importante problema sanitario (la mancanza di attività fisica associata alla televisione e ai movimenti ripetitivi richiesti dai giochi elettronici potrebbe causare anche altri problemi di salute).
Giuseppe Ferrari
Il bambino felice
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