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Abbronzatura, raggi UV e gravidanza: le risposte alle tue domande

Perché diffidare del sole in gravidanza? Come proteggersi nel miglior modo possibile? Posso applicare un prodotto autoabbronzante quando sono incinta?... L'arrivo delle belle giornate e del sole solleva diversi interrogativi nelle future mamme. Le tue domande e le risposte del Dr. Stéphane Bounan, medico ginecologo-ostetrico e primario del reparto maternità del presidio ospedaliero Delafontaine di Saint-Denis (Francia), e del Dr. Jean-Claude Béani, professore di dermatologia.

Abbronzarsi in gravidanza
© Getty Images

Perché bisogna proteggersi dal sole, ancora di più durante la gravidanza?

"Il rischio principale di esposizione ai raggi UV durante la gravidanza è rappresentato dalla maschera gravidica o cloasma", spiega il Dr. Jean-Claude Béani. Queste macchie pigmentali scure, che compaiono nel secondo trimestre di gestazione su fronte, guance, naso, mento e attorno alla bocca, sono causate dagli ormoni. L'impregnazione ormonale produce una sensibilità particolare della melanina. "Compare quindi un'ipersensibilità ai raggi ultravioletti delle cellule responsabili della produzione di melanina", spiega il dermatologo. Le esposizioni al sole aumentano il rischio di comparsa di maschera gravidica, peggiorandola ulteriormente qualora sia già presente.

 

"Gli altri rischi associati all'esposizione solare durante la gravidanza sono causati dai raggi infrarossi, ovvero dal calore", aggiunge il Dr. Béani. Il rischio di pesantezza delle gambe e di comparsa di varici, già elevato durante la gravidanza, è acuito dal calore, proprio come il rischio di colpo di calore o di insolazione. "Le donne in gravidanza si disidratano più facilmente e hanno maggiori probabilità di accusare malesseri quando si espongono al sole", spiega il Dr. Stéphane Bounan, il quale riferisce che ogni estate nel suo reparto alcune donne incinte richiedono visite d'urgenza dopo aver accusato un malessere a seguito di un'esposizione prolungata al sole. In questi casi, la prudenza è d'obbligo.

I filtri UV sono pericolosi per il feto?

Alcuni filtri chimici contenuti nelle creme solari potrebbero essere perturbatori endocrini. Uno studio condotto sui ratti ha mostrato una correlazione tra un'esposizione a taluni filtri UV (in particolare il 4-methylbenzylidene camphor (4-MBC), il 3-benzylidene camphor (3-BC), il benzophenone-3) e diverse anomalie (malformazioni nei cuccioli di ratto, ritardi della pubertà nei maschi e peso anomalo degli organi genitali1). "Questi effetti sono comparsi in seguito della somministrazione orale a dosaggi molto alti. L'uso abituale di prodotti solari non comporta dosaggi così elevati e il flusso sanguigno appare scarso", rassicura il Dr. Jean-Claude Béani. "Tuttavia, poiché in Europa sono stati adottati alcuni provvedimenti in materia, questi 3 filtri chimici sono praticamente scomparsi dai prodotti solari", aggiunge il professionista. Ciononostante, il problema è rappresentato da altri filtri chimici…

 

Il dermatologo non ritiene esistano motivi che portino a diffidare dei prodotti solari contenenti filtri chimici, preferendo al loro posto i filtri minerali. "Il filtro minerale al biossido di titanio si è dimostrato un potenziale perturbatore endocrino nel topo", sottolinea l'esperto. A scopo precauzionale, il Dr. Stéphane Bounan consiglia alle donne incinte di usare creme solari per bambini. "Proteggono meglio e sono meno tossiche e, soprattutto, non contengono parabeni", spiega il professionista.


Si può applicare la crema solare sulla pancia quando si è incinta?

Sì, è possibile. "Se si indossa un due pezzi, bisogna applicare la crema solare sulla pancia per proteggersi dalle scottature solari e da rischi ulteriori di melanoma", consiglia il Dr. Béani. Per precauzione, il Dr. Bounan consiglia comunque alle sue pazienti di indossare una t-shirt dopo aver spalmato la crema solare su tutto il corpo.

Come proteggersi dal sole e dal calore durante la gravidanza?

In gravidanza, quando ci si espone al sole, anche in città, l'ideale è indossare un cappello a falde larghe, proteggere la pelle con una crema a protezione solare medio-alta (con grado di protezione 30 o 40) o addirittura molto alta, ovvero 50 o 50+. "Solo il cappello permette di evitare l'insorgenza della maschera gravidica. Un recente studio ha dimostrato che la crema solare non svolge alcun effetto di protezione dalla maschera gravidica", spiega il Dr. Bounan. E questo perché, forse, è necessario ripetere l'applicazione della protezione solare ogni due ore... Infine, occorre evitare l'esposizione al sole tra le 12 e le 16, le ore più calde e soleggiate della giornata. Infine, portare sempre con sé una bottiglia di acqua per idratarsi regolarmente e munirsi anche di un vaporizzatore che può essere utile per rinfrescarsi.

Si possono fare lampade abbronzanti in gravidanza?

Certo che no! Le cabine e i lettini abbronzanti sono comunque sconsigliati. "Il pericolo è analogo a quello che corrono le donne non incinte, ovvero il rischio di sviluppare un cancro", sottolinea il Dr. Béani. "Oltretutto, per le donne incinte esiste anche un rischio di iperpigmentazione", aggiunge l'esperto. Per di più, durante la gravidanza si sopporta meno il caldo e il rischio di disidratazione è maggiore. Per evitare la comparsa della famigerata maschera gravidica, meglio rinunciare all'abbronzatura artificiale durante la gravidanza.

Si possono usare gli autoabbronzanti durante la gravidanza?

"Consiglio alle mie pazienti di evitare l'uso di autoabbronzanti in gravidanza, e questo perché se ne utilizzano grosse quantità sul corpo che possono far passare nel sangue prodotti tossici di cui non si conosce l'innocuità per il feto", spiega il Dr. Bounan. "Non sono stati condotti studi sull'utilizzo dei cosmetici nelle donne incinte e alcune creme contengono della vitamina A tossica per il feto", precisa il ginecologo. In generale, durante la gravidanza è meglio usare i cosmetici il meno possibile, soprattutto se non sono indispensabili (a differenza delle protezioni solari). Pazienza, meglio rinunciare alla pelle abbronzata.  

Si possono assumere pillole abbronzanti in gravidanza?

No, meglio evitarle! "Non hanno mai dimostrato un'efficacia in termini di protezione solare e, oltretutto, non è certa la loro efficacia a lungo termine", spiega il Dr. Béani. Lo studio SUVIMAX ha mostrato un aumento del rischio di melanoma nelle donne che assumono miscele di antiossidanti contenuti negli integratori alimentari2. "Il rapporto rischio-beneficio è davvero sfavorevole: si tratta di correre un potenziale rischio senza che sia stato dimostrato alcun beneficio", insiste il Dr. Bounan. A titolo precauzionale, le pillole abbronzanti sono quindi sconsigliate alle donne incinte.

I costumi da bagno prémaman con protezione dai raggi UV sono utili?

Diversi marchi di abbigliamento moda mare prémaman propongono costumi con protezione UV. Vale quindi la pena investire nell'acquisto di questi modelli spesso costosi? I tessuti anti-UV sono sicuramente molto efficaci, ma i nostri specialisti sono un po' titubanti circa l'effettiva protezione conferita dai costumi da bagno anti-UV. "Se si tratta di un costume due pezzi che copre poco, allora non serve a niente e, anche nel caso di un costume intero, si riduce solo un po' la superficie esposta", sostiene il Dr. Béani. "Meglio quindi optare per t-shirt con protezione dai raggi UV", consiglia il Dr. Bounan, facendo attenzione a scegliere modelli conformi alla normativa europea EN 13758-2.


Se non mi espongo abbastanza al sole, corro il rischio di sviluppare una carenza di vitamina D?

Alcune future mamme si preoccupano di un'eventuale carenza di vitamina D in caso di mancata o scarsa esposizione al sole. Nessun problema! "Una normale esposizione al sole dai 5 ai 30 minuti al giorno è sufficiente per secernere la vitamina D", spiega il Dr. Bounan. "La sovraesposizione ai raggi solari non comporta un aumento della produzione di vitamina D", aggiunge l'esperto. Oltretutto, nel terzo trimestre di gravidanza, alle donne incinte vengono prescritte fiale di vitamina D per sopperire a eventuali carenze e soddisfare il fabbisogno del feto. Quindi non serve rosolarsi tre ore al sole per fare il pieno di vitamina D!

 

Anne-Sophie Glover-Bondeau


Fonti:

1 Schlumpf M, Schmid P, Durrer S, Conscience M, Maerkel K, Henseler M, Gruetter M, Herzog I, Reolon S, Ceccatelli R, Faass O, Stutz E, Jarry H, Wuttke W,Lichtensteiger W., Endocrine activity and developmental toxicity of cosmetic UV filters--an update. Toxicology. 2004 Dec 1;205(1-2):113-22. 

2 "Suppléments de Vitamines et Minéraux AntioXydants", studio francese condotto per 8 anni su un campione di 13.017 uomini e donne di età compresa fra 35 e 60 anni.

Intervista al Dr. Jean-Claude Béani, 27 aprile 2015

Intervista al Dr. Stéphane Bounan, 29 aprile 2015

Beani JC. Solar protection products: Efficacy and risks (Produits de protection solaire: efficacité et risques) Br J Dermatol 2009;161 Suppl. 3:78-84. 15. 

 

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02/08/2016

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