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Gravidanza: quando il pancione c’è ma non si vede!

Se il feto ha spazio sufficente per svilupparsi “in larghezza”, la pancia della madre non aumenta troppo di volume. In questo caso, molte donne incinte soffrono, perché non si riconoscono nella loro maternità. Facciamo il punto sulla situazione e vediamo qualche consiglio per sentirsi madre anche senza pancione! I mesi passano e la tua pancia non cresce. Però stai aumentando di peso regolarmente e la tua gravidanza procede a meraviglia! Ecco la spiegazione di un fenomeno che coinvolge le donne in sovrappeso e i modi per vivere al meglio questa frustrazione!

Quando il pancione c’è ma non si vede!
© Getty Images

Perchè non si vede che sono incinta?

Oltre al rifiuto della gravidanza, che può influire a livello psicologico sullo sviluppo del bambino e sulla linea della mamma, c’è un altro caso in cui la gravidanza può passare inosservata: il sovrappeso.

La prima causa di questo fenomeno: quando una donna presenta un indice di massa corporea (BMI) superiore o pari a 26, prende generalmente meno peso in gravidanza, rispetto a una donna di BMI normale. In effetti, i medici raccomandano di limitare l’aumento di peso per ridurre i rischi medici e ostetrici: tra i 7 e gli 11,5 kg per un BMI compreso tra 26 e 29 e tra i 6 e i 7 kg per un BMI superiore a 291.

La seconda ragione deriva dalla prima: i kg presi durante la gravidanza non cambiano molto rispetto al peso di partenza. Insomma, si notano molto meno!

Infine, ed è la ragione più importante: il bimbo dispone già di parecchio spazio per svilupparsi. Il feto occuperebbe quindi lo spazio del ventre in larghezza. Ciò spiega perchè la pancia non assume la classica forma arrotondata.

Una situazione complessa da vivere

La gravidanza (a maggior ragione la prima) costituisce per qualsiasi donna un’avventura alquanto irreale. Le ecografie, i movimenti del piccolo (nel secondo trimestre) ci danno consapevolezza dello sviluppo del feto. Ma al di là degli eventi, è la dimensione del pancione che permette entrare a pieno titolo nel mondo delle “future mamme” e soprattutto di seguire l’evoluzione del futuro nascituro. Il pancione è l’emblema della maternità, la prova che tutto sta andando per il meglio. Quando questo simbolo viene a mancare, può risultare complesso impegnarsi nella gravidanza. Lo psichiatra e nutrizionista, Bernard Waysfeld riconosce che le future mamme “senza pancione” identificano spesso in questa mancanza un’anomalia della propria gravidanza.

Inoltre, è il pancione che permette alle future mamme di sedersi sull’autobus, di riempire d’orgoglio il futuro papà e di risvegliare la curiosità degli amici. In breve, una donna obesa di fronte a questo “non pancione” può riscontrare un malessere.  “Le donne in sovrappeso aspettano la gravidanza per riscoprire la propria femminilità. La pancia, secondo le loro aspettative, le farà dimenticare la propria obesità, le renderà come le altre per nove mesi. Per loro la gravidanza è un mezzo per essere seducenti, per riaffermare la propria identità sessuale, solitamente dissimulata” spiega il Dr Bernard Waysfeld. Soprattutto in una società in cui la donna incinta viene mitizzata.

In breve, le donne in sovrappeso, che speravano di ritrovare un proprio equilibrio grazie alla gravidanza, si sentono nuovamente emarginate, e in qualche modo private della loro femminilità.

Pensa a delle soluzioni!

Trova delle alternative per sentirti incinta, nonostante tutto. Qualche semplice astuzia: annodati una fascia attorno alle anche mettendo in risalto il pancione, indossa t-shirts con scritte del tipo “è una femmina!” o ancora condividi con parenti e amici le foto del piccolo dopo ogni ecografia. Ma soprattutto vivi la tua gravidanza in pieno, per te stessa. Qualche idea? Crea un blog in cui racconti lo sviluppo della gravidanza mese per mese, iscriviti a delle sedute di aptonomia per comunicare con tuo figlio prima della nascita, incita il papà ad accompagnarti agli incontri per vivere dei momenti a due...

Se lo sconforto ti impedisce di goderti la gravidanza, non esitare a consultare uno psicoterapeuta, potrebbe aiutarti a ritrovare un’immagine di te più soddisfacente di quella che gli altri ti trasmettono. Il piccolo, anche se piccolo, potrebbe risentire questa “pressione sociale”...In gioco c’è la tua relazione con tuo figlio...

Lucie Emile

  1. Bisogni nutrizionali della donna incinta, Cerin (2004).

Intervista con il Dr Bernard Waysfeld, psichiatra e nutrizionista.

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22/06/2012
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