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L'automedicazione in gravidanza

Il periodo della gravidanza impone grande prudenza in materia di automedicazione. In questa fase così delicata, per preservare la buona salute del feto, è fuori questione per le donne assumere farmaci a rischio. Come curarsi allora quando si aspetta un bambino? Gravidanza e automedicazione sono incompatibili? Doctissimo ti aiuta a fare un po’ di chiarezza.

L'automedicazione in gravidanza
© Getty Images

Gravidanza e dolori vari

Mal di testa ed emicranie, dolori alla schiena, acidità di stomaco, tutti disturbi che riguardano la maggior parte delle donne incinte. Ma non si possono assumere farmaci qualunque. Gli antinfiammatori non steroidei (tipo l’Ibuprofene contenuto nel Nurofen, nel Moment o nello Spidifen), che alcune persone hanno l’abitudine di mandare giù al minimo dolore, sono totalmente controindicati in gravidanza, perché possono nuocere alla salute e allo sviluppo del bambino. In alcuni casi, e per un periodo di tempo preciso e determinato, se il tuo stato di salute lo impone, il medico può tuttavia prescriverli. In nessun caso, però, puoi assumerli senza il suo via libera. Per attenuare i dolori è autorizzato solo il paracetamolo (tipo Tachipirina), in dosi da 500 mg o 1 g per ogni assunzione, fino a quattro volte al giorno,.

Per i dolori molto forti e se necessario a volte viene concessa la codeina. Ma, considerando che possono esserci delle conseguenze per la salute del bambino, la sua assunzione deve essere limitata. E, naturalmente, occorre sempre chiedere al proprio medico. In casi estremi, e per determinate malattie, alle donne incinte il medico può addirittura somministrare, a dosi minime, farmaci a base di morfina. Ricordati però di avvisare sempre il tuo ginecologo, se non è lui a prescriverli.

Gravidanza e mali di stagione: quali cure?

In inverno la donna incinta non è al riparo dai virus e può dunque contrarre diverse infezioni. Per ognuna di esse, ecco alcuni consigli per prevenire e qualche soluzione non farmacologica per farli passare più rapidamente.

Gravidanza e raffreddore

I farmaci antiraffreddore vanno evitati. È autorizzato solo il paracetamolo in caso di febbre, con dosaggi di 1g massimo. Per aiutare la guarigione, un lavaggio regolare del naso con acqua di mare o con acqua sulfurea (le trovi in farmacia) rappresenta l’alternativa più prudente. Si può pensare di ricorrere anche all’omeopatia. Quanto ai rimedi della nonna, come le tisane e le inalazioni, sono anch’esse da privilegiare. Chiedi consiglio al tuo farmacista per sapere quali sono le piante più adatte per curarti.

Gravidanza e mal di gola

Se si tratta di una faringite di origine virale, o se soffri di mal di gola, anche qui i trattamenti sono limitati. Gargarismi o compresse omeopatiche per calmare la gola, tisane con miele, restano le uniche alternative. Punta quindi sulla prevenzione: copri sempre il collo con una sciarpa ed evita i luoghi sovraffollati e troppo riscaldati in cui è probabile che circolino i virus.

Gravidanza e tosse

La tosse può essere molto fastidiosa in una donna incinta. Alcuni sciroppi anche omeopatici sono autorizzati consentendo di calmare gli accessi. Solo in caso di tosse secca, però. Per le tossi grasse invece è meglio evitare gli antitosse. La tosse grassa, infatti, è utile per espellere tutti i microbi e i farmaci contro la tosse bloccano tale espulsione.

Gli antibiotici in gravidanza

Naturalmente è fuori discussione curarsi da sole con questa categoria di farmaci. Quelli a base di penicillina sono autorizzati (Augmentin) a condizione che la paziente non soffra di allergie. Sono permessi anche i macrolidi. (Rovamicina). Le cicline, in compenso, non sono autorizzate perché pericolose per lo sviluppo del bebè. In ogni caso, solo il medico può prescrivere gli antibiotici. In caso di febbre, vai subito dal medico e fatti prescrivere la cura adatta.

Gravidanza e ipertensione

Alcune pazienti soffrono di ipertensione cronica e seguono un trattamento specifico. La maggior parte degli anti-ipertensivi sono molto pericolosi per le donne incinte. È dunque fondamentale rivedere la terapia con il proprio medico sin dall’inizio della gravidanza, in modo da non far correre rischi al feto.

Gravidanza e problemi venosi

In caso di vene varicose alle gambe, indossa con regolarità calze contenitive di classe 2, cammina e bevi due litri di acqua al giorno in modo da avere una buona circolazione. Per quanto riguarda il varicocele pelvico, purtroppo non ci sono rimedi efficaci, a parte il riposo. Anche se il Daflon non ha dimostrato la sua efficacia, alcune pazienti incinte gli sono fedeli. Questo farmaco non ha controindicazioni ma, anche in questo caso, parlane prima con il tuo medico.

Gravidanza e emorroidi

È soprattutto la costipazione a provocare le emorroidi. Queste, molto frequenti nelle donne incinte, guariscono con un’igiene di vita molto severa: niente cibi piccanti, bere molta acqua, evitare di rimanere a lungo in piedi. E al momento della defecazione, non forzare. Per un buon transito intestinale, controlla l’alimentazione: insisti sulla verdura a foglia verde, su pane e cereali integrali o pane di crusca…

Utilizza pure supposte di glicerina, se necessario. In caso di dolori, le pomate anti-emorroidi possono dare sollievo, chiedi al tuo farmacista.

Gravidanza e sonno

Il periodo di gravidanza favorisce l’insonnia a causa della difficoltà a trovare la buona posizione per dormire. Chiedi al tuo medico di prescriverti un leggero antistaminico sedativo. Se non sei ancora in congedo di maternità, evita di assumerlo durante la giornata per evitare di sonnecchiare al lavoro! Può essere efficace anche all’inizio della gravidanza per combattere le nausee e il vomito. Attenzione, però. È controindicato durante l’allattamento e va ridotto alla fine della gravidanza.

Gravidanza e cattiva digestione

Per evitare il riflusso e acidità gastrica, il Gaviscon è consentito in gravidanza. Tuttavia, per evitare di assumere farmaci, controlla l’alimentazione: evita i pomodori, l’insalata e, soprattutto, non ti sdraiare subito dopo i pasti.

Véronique Chaouat

Fonte: Intervista con la Dott.ssa Anne-Gaël Cordier, ginecologa presso il reparto di ginecologia-ostetricia dell’ospedale Antoine Béclère di Clamart (Francia), febbraio 2014.

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20/05/2014
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