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Distacco precoce della placenta

Il distacco precoce della placenta, insidia della gravidanza, mette a rischio la vita di madre e nascituro. Se accade, ecco cosa fare.

Distacco precoce della placenta
© Getty Images

Che cosa si intende per distacco precoce della placenta?

Con tale espressione si indica il fenomeno per cui la placenta, pur inserita normalmente nell’utero, si distacca anzitempo dalla parete dell’utero stesso.

Quando avviene di solito?

Durante il parto, ovviamente prima della nascita del bambino.

Da che cosa è provocato?

Non se ne conosce con precisione la causa, ma esiste indubbiamente una stretta correlazione tra il distacco precoce della placenta e le diverse forme di gestosi.

In rari casi, tale fenomeno può essere causato da un incidente.

Con quale frequenza si verifica il distacco precoce della placenta?

In un caso su 500 circa.

In quali forme viene distinto?

Distacco parziale e distacco totale.

Che cosa accade quando la placenta si distacca anzitempo?

Tra parete dell’utero e placenta si produce un’emorragia, che a sua volta può provocare un ulteriore distacco della placenta, con conseguente intensificazione dell’emorragia stessa.

È possibile evitare il distacco precoce della placenta?

Soltanto se, con un’opportuna assistenza prenatale e il tempestivo trattamento della gestosi che eventualmente dovesse insorgere, si riescono a eliminare certi fattori che favoriscono tale fenomeno.

Come si manifesta tale distacco?

Con la comparsa di uno o più dei seguenti sintomi:
a) emorragia vaginale;
b) dolori o sensazione di tensione all’utero negli ultimi giorni di gravidanza;
c) alla palpazione dell’addome, l’utero appare teso o duro in modo abnorme;
d) nausea e vomito;
e) movimenti insolitamente vivaci e frequenti del feto;
f) assenza del battito cardiaco fetale;
g) sintomi di gestosi;
h) svenimenti, associati a indebolimento del polso e altri sintomi di shock.

Quando la placenta si distacca anzitempo, si ha sempre fuoriuscita di sangue all’esterno?

No; il sangue può raccogliersi nella cavità uterina e in tal caso non ci si accorge dell’emorragia.

Come viene diagnosticato il distacco della placenta?

Valutando con cura l’anamnesi della paziente e sottoponendo questa a una minuziosa visita, nel corso della quale si cerca di accertare la presenza o meno dei sintomi citati e sottoponendo la paziente a una ecografia.

Quali conseguenze ha tale fenomeno?

a) Un indice di mortalità perinatale insolitamente elevato;
b) in taluni casi, di provocare un’emorragia così violenta, da ledere la parete uterina e causarne la lacerazione;
c) di portare talvolta a uno squilibrio della coagulazione del sangue, in conseguenza del quale può prodursi un’emorragia pericolosissima;
d) di causare in taluni casi un grave squilibrio della funzionalità renale.

Come viene curato?

Anzitutto ci si preoccupa di eliminare lo stato di shock e, se necessario, di ovviare alla perdita di sangue con tempestive trasfusioni; di norma si rende poi necessario porre termine alla gravidanza praticando un taglio cesareo, cui si associa l’asportazione dell’intero utero qualora la sua parete sia stata gravemente danneggiata dall’emorragia. Se si riscontrano squilibri di coagulazione si ricorre a una terapia atta a eliminarli, per esempio somministrando farmaci che inducono il sangue a coagulare.

Quali probabilità di riprendersi completamente ha la madre?

Quante probabilità vi sono di salvare il bambino?

Dipende dall’entità del distacco, dalla violenza dell’emorragia, dallo stato di shock che questa ha provocato nella madre e dalla più o meno tempestiva rapidità con cui è stato possibile adottare l’opportuna terapia.

È da presumere che questo fenomeno si possa verificare anche nelle successive gravidanze?

No, se il disturbo che ha causato il distacco precoce della placenta non sia dovuto a cause precedenti la gravidanza.

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03/02/2011

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