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La gestosi o preeclampsia

Di molte malattie che insorgono in gravidanza si ignorano le cause; ma di alcune, come la gestosi o la pre-eclampsia, si conoscono i rimedi.

Gestosi o pre-eclampsia
© Getty Images

Che cos’è la gestosi?

È una malattia caratterizzata da rigonfiamenti (edema) dei piedi e delle caviglie, presenza di proteine nelle urine (proteinuria) e aumento della pressione sanguigna (ipertensione) che compare nella seconda metà della gravidanza e che può portare gravi conseguenze per la madre e per il feto se peggiora trasformandosi in pre-eclampsia ed eclampsia.

Qual è l’incidenza della gestosi?

La frequenza della gestosi è difficile da valutare perché, accanto alle forme più importanti e gravi, facili da diagnosticare, compaiono molte forme sfumate difficili da riconoscere. Le statistiche più recenti oscillano infatti tra il 3% e il 13%.

Da che cosa è provocata?

Non se ne conosce la causa.

Quali sono le gestanti maggiormente colpite dalla gestosi?

Quelle che hanno in precedenza avuto disturbi renali ed epatici, oppure una pressione sanguigna elevata. In molti casi si può tuttavia essere colpite da una gestosi pur senza aver avuto in precedenza alcuna malattia.

Le diabetiche sono particolarmente inclini alle tossicosi gravidiche?

Sì.

Quali sono i sintomi della gestosi?

a) Edemi (rigonfiamenti) localizzati ai piedi e alle caviglie o generalizzati (piedi, caviglie, mani, volto) dovuti a una ritenzione di liquidi che provocano come conseguenza:
b) aumento anomalo del peso corporeo;
c) proteinuria con presenza di proteine, soprattutto albumina nelle urine;
d) aumento della pressione sanguigna.

È possibile prevenire l’insorgere di questo disturbo?

L’assistenza prenatale è oggi volta prevalentemente a prevenire l’insorgere di gestosi e a riconoscerne con tempestività i sintomi premonitori: questo è appunto lo scopo degli usuali esami di controllo della pressione sanguigna, dell’urina, del peso ecc. Il riconoscere per tempo questi sintomi consente infatti di adottare opportune misure preventive e di bloccare l’insorgere del processo morboso.

Come si cura la gestosi?

Con:
a) forte limitazione dell’apporto di sali;
b) somministrazione di diuretici per aumentare la quantità di urina emessa giornalmente;
c) riposo assoluto a letto preferendo la posizione su un fianco e non sulla schiena;
d) somministrazione di medicinali atti ad abbassare la pressione del sangue;
e) qualora la paziente non reagisca a queste misure e nelle forme più gravi è consigliabile il ricovero in ospedale;
f) se la terapia adottata in ospedale non ottiene alcun risultato, è consigliabile porre termine alla gravidanza.

In tal caso, quali sistemi si possono adottare per porre termine alla gravidanza?

a) Se la nascita del bambino dovrebbe avvenire a breve scadenza, è consigliabile indurre artificialmente il parto e lasciare che questo si compia in modo naturale;
b) se la data prevista per il parto è ancora relativamente lontana, è opportuno il taglio cesareo.

Quali conseguenze ha la gestosi?

La gestosi comporta notevoli pericoli sia per la madre sia per il bambino, per le seguenti ragioni:
a) provoca abbastanza spesso il distacco prematuro della placenta, con conseguente emorragia;
b) può progredire in una vera e propria eclampsia, con pericolosi attacchi convulsivi;
c) se non si interviene con una terapia appropriata, può causare danni permanenti ai reni;
d) in presenza di tale malattia, la mortalità infantile è superiore alla normale incidenza statistica.

Quante probabilità vi sono di guarire completamente dalla gestosi?

Nella maggioranza dei casi, le misure terapeutiche descritte consentono di tenere sotto controllo la malattia fino alla nascita del bambino; dopo il parto, quasi tutte le pazienti si riprendono rapidamente mentre funzionalità renale e pressione sanguigna si normalizzano nell’arco di alcuni giorni. Per un numero limitatissimo di puerpere, il processo di normalizzazione può invece completarsi nel giro di alcune settimane.

La gestosi può regredire spontaneamente?

La gestosi non regredisce mai spontaneamente. Al contrario, un eventuale miglioramento dei sintomi deve indurre il ginecologo a una immediata valutazione dello stato del feto. Questo perché la morte del feto provoca una rapida scomparsa dei disturbi.

Tale malattia tende a insorgere nuovamente durante le successive gravidanze?

Sì, spesso si verifica anche un inizio della malattia in una fase della gestazione precedente.

Può avere effetti secondari di una certa gravità?

Qualora alla sua origine vi sia una malattia renale o vascolare, già in atto prima della gravidanza, sì. In simili casi, la gestosi provoca un ulteriore peggioramento di questi disturbi e dell’ipertensione arteriosa.

Dopo il parto, la paziente affetta da gestosi deve osservare particolari misure precauzionali?

Se le funzioni renali, epatiche, la pressione del sangue ecc. si sono normalizzate, non è necessaria alcuna terapia successiva; è comunque importante che la paziente si sottoponga regolarmente a esami di controllo.

Una donna che è stata affetta da gestosi può andare incontro senza pericoli a una successiva gravidanza?

Prima di prendere una simile decisione, è necessaria un’accurata valutazione della gravità della malattia, del modo in cui la donna ha reagito alle cure, del fatto che la gestosi sia stata o no causata da un disturbo cronico e del numero di bambini che la donna ha avuto. Il fatto che la gestosi si sia manifestata già una volta non costituisce di per sé una controindicazione a un’ulteriore gravidanza.

Che cos’è la pre-eclampsia?

È un aggravamento della gestosi in cui, oltre ai disturbi citati, si presentano sintomi ulteriori, quali nausea, vomito, dolori addominali ecc. Oggi in termine medico si parla di eclampsia imminente.

Quali sono i disturbi della pre-eclampsia?

a) Nausea e vomito (a volte vomito improvviso, non preceduto da nausea, il cosiddetto "vomito neurogeno");
b) emicranie (di solito frontale);
c) dolori addominali "a sbarra";
d) diminuzione della quantità di urina;
e) disturbi visivi, quali la diplopia o al contrario lo scotoma.

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03/02/2011

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