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Gravidanza a letto: come pazientare?

Sfortunatamente, per il resto della gravidanza, devi rimanere a letto. Come organizzarsi per tenere alto il morale e portare a termine questa gravidanza? Doctissimo ti offre qualche consiglio utile per trascorrere gli ultimi mesi nelle migliori condizioni possibili.

Gravidanza a letto: cosa fare?
© Getty Images

Terminare la gravidanza a letto non è affatto piacevole. Eppure è la sorte di un certo numero di donne incinte alle quali è stato proibito di stare in piedi fino al giorno del parto. Vediamo perché insieme alla Dott.ssa Samia Rihaoui, medico chirurgo-ostetrico a Montpellier (Francia).

Gravidanza a letto: comprendere le cause prima di tutto

Certamente non è per puro divertimento che i medici ti hanno prescritto il riposo assoluto a casa. Contrazioni uterine ripetute rischiano di provocare una minaccia di parto prematuro prima della 37a settimana di amenorrea, è necessario dunque il riposo. “In genere il collo dell’utero molto sollecitato e/o incompetente (fragile) è causa di minaccia di parto prematuro", spiega la Dott.ssa Samia Rihaoui, chirurgo-ginecologo a Montpellier. "Il collo dell’utero incompetente ha la tendenza ad aprirsi o ad accorciarsi facilmente, e può essere riscontrato all’inizio del secondo trimestre tramite ecografia transvaginale”.

Al di sotto dei 30 mm, vi è un rischio aumentato di parto prematuro. Le contrazioni, invece, talvolta compaiono all’inizio del secondo trimestre. In molti casi non vi è nessuna ragione apparente, ma sono sufficientemente numerose e ostinate da costringerti al riposo. In altri casi, potrebbero essere state provocate dall’esistenza di un utero malformato. Nel giro di poco il bambino si ritrova quindi stretto, e questo scatena le contrazioni prima del tempo. A volte sono provocate da un’attività troppo intensa: se eserciti una professione che ti porta a stare sempre in piedi o se la tua auto è diventata il tuo ufficio, per esempio, perché anche le microvibrazioni legate alla guida possono generare delle contrazioni e provocare l’apertura del collo.

In genere i medici raccomandano di rimanere a letto fino alla 34a settimana di amenorrea, stadio in cui il bambino non viene più considerato come grande prematuro poiché tutti i suoi organi vitali si sono ormai formati.

Ogni gravidanza è a sé

È la tua prima gravidanza e temi che le prossime si svolgeranno allo stesso modo? Sappi che non è sistematico. Le future gravidanze potranno tranquillamente svolgersi in modo normale fino alla fine. Durante i 9 mesi, però, dovrai sottoporti a controlli più stretti.

Cosa fare e come passare il tempo durante una gravidanza a letto

Per mantenere alto il morale, spesso abbattuto durante queste lunghe settimane, trova qualcosa da fare. Soprattutto se siamo in inverno. Fai il pieno di libri, scopri programmi televisivi che non conoscevi, approfittane per rivedere classici del cinema in DVD, ma, soprattutto, non ti isolare. Molte donne tagliano inconsciamente ogni rapporto sociale per paura di non avere più niente da raccontare alle amiche che invece sembrano avere una vita elettrizzante rispetto alla loro. Chiama le tue amiche, falle passare a turno per tenerti compagnia. Ti faranno ridere e ti distrarranno dalla paura di vedere interrompersi questa gravidanza.

Contrasta gli effetti della sedentarietà causata dal riposo forzato

Rimanere sdraiata può provocare vari piccoli problemi, più o meno fastidiosi. Prima di tutto può creare disturbi alla circolazione sanguigna aumentando il rischio di vene varicose. Non è rara inoltre la comparsa del reflusso gastrico causato dalla posizione allungata in permanenza. Senza dimenticare le emorroidi e le ragadi anali, causate sempre da una cattiva circolazione sanguigna. Può inoltre farsi sentire la mancanza di vitamina D, legata all’assenza di luminosità. Questa è invece indispensabile per le tue ossa e per quelle del bebè.

Parla di tutti questi malesseri con il tuo medico, così potrà prescriverti i trattamenti adeguati: gambaletti contenitivi per le gambe, una protezione per calmare i reflussi, un integratore di vitamina D monodose. Cerca anche di evitare i cibi speziati, acidi e liquidi. Potresti inoltre pensare a dei trattamenti di fisioterapia a domicilio per migliorare sia i disturbi venosi tramite massaggi adeguati e mirati, sia per conservare la massa muscolare che nel corso delle settimane tenderà a sciogliersi come neve al sole. Quanto all’aumento di peso, il rischio esiste, ma non è la regola. L’immobilità forzata ti protegge dalla voglia di andare a divorare tutto ciò che c’è nel frigo! Se saprai mostrarti ragionevole e darai prova di pazienza, dopo qualche settimana accoglierai uno splendido bambino in piena salute.

La testimonianza di Valeria: “Ho acquisito fiducia in me stessa”

“Vivere due gravidanze a letto in meno di 2 anni certamente mina il morale. Strana coincidenza: per entrambi i miei due maschietti, sono rimasta a letto dalla 23a alla 37a settimana e ho partorito con 5 giorni di ritardo. Una cosa è certa: dall’oggi al domani non si può fare più niente, ci si isola, si pensa solo a questo bambino che si porta in grembo, dicendosi che ogni giorno che passa è un giorno guadagnato. Impossibile andare in giro per negozi per decorare la cameretta, comprare abitini carini per il proprio bimbo, ma in fin dei conti non è una cosa grave, solo un po’ frustrante. Dopo il parto si avrà tutto il tempo per recuperare questa fase! Dio solo sa quanto mi sia annoiata e sentita trasparente durante quelle lunghe settimane d’immobilità. Non avevo più niente da raccontare alle amiche, ma alla fine ne sono uscita più forte di prima perché ho dimostrato a me stessa che, con la mia forza di volontà, potevo portare a termine la mia missione e preservare un bambino che chiedeva solo di vivere. Una forza conquistata per sempre”.

 

Sandrine Catalan-Massé

 

Fonte: Intervista alla Dott.ssa Samia Rihaoui, Chirurgo-Ginecologo a Montpellier (Francia), gennaio 2014.

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27/03/2014

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