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Gravidanza: il caldo fa male al bambino

La gravidanza è una fase della vita di una donna molto delicata, in cui è bene tenere sotto controllo il proprio corpo per evitare spiacevoli disturbi. Con il caldo, il rischio per il bambino si moltiplica, complici alta temperatura, afa ed eccessiva sudorazione. Come proteggersi e proteggere tuo figlio?

Il caldo in gravidanza
© Getty Images

La temperatura in gravidanza

Durante i nove mesi della gravidanza, la futura mamma può accusare molti disagi a  causa della temperatura esterna: in estate, molto più che in inverno, si possono avvertire malori, giramenti di capo, stanchezza e difficoltà respiratorie. Ma sono gli sbalzi di pressione a preoccupare di più: con il pancione, anche assumere la posizione supina contribuisce ad abbassare ulteriormente la pressione arteriosa, già bassa a causa della vasodilatazione provocata dalla calura. La sensazione di torpore si accompagna ad un’ingente sudorazione, che a sua volta provoca la perdita di preziosi sali minerali necessari all’organismo in questa stagione. Inoltre, la futura mamma accusa maggiormente il caldo, complici gli ormoni in circolo, e il cuore si trova a compiere un lavoro maggiore per portare il sangue anche al feto. L’ipotensione non è certamente d’aiuto e per vivere al meglio i nove mesi ricorda di tenere sotto controllo la pressione: la minima dovrebbe rimanere tra gli 80/90 mmHg, mentre la massima intorno ai 120/140 mmHg. Munisciti di salviettine rinfrescanti, mangia leggero e con poco sale: vedrai che la sensazione di gonfiore si attenuerà.

Caldo in gravidanza: il rischio di oligoidramnios

Se quella che si prospetta sarà un’estate col pancione, non pensare di poterti rilassare sotto l’ombrellone ma fa attenzione al caldo: uno studio australiano ha dimostrato che esiste una diretta correlazione tra le temperature elevate e l’incidenza di parti prematuri o mortalità prenatale. I ricercatori della  Queensland University of Technology di Brisbane hanno osservato per quattro anni circa 100 mila donne in stato interessante e hanno rilevato che il caldo eccessivo, l’umidità dell’aria e la temperatura percepita hanno un ruolo chiave nei primi mesi di gravidanza.

Anche alcuni studiosi della Ben-Gurion University of the Negev, in Israele, sono d’accordo nell’affermare la pericolosità delle alte temperature quando si è in dolce attesa. Secondo le loro ricerche, il caldo sarebbe il primo fattore di disidratazione, che porta a sua volta ad una carenza di liquido amniotico, sostanza in cui il feto vive e si nutre. Questo fenomeno viene definito scientificamente oligoidramnios, la cui incidenza aumenta notevolmente durante i mesi caldi piuttosto che in quelli invernali. Infatti, i ricercatori hanno osservato le gravidanze avvenute tra il 1988 e il 2007 nel Soroka Medical Center della città di Be'er Sheva (Israele) e, escludendo i casi in cui i parti pre termine erano avvenuti per altre cause, su 191558 gravidanze hanno riscontrato 4335 casi di oligoidramnios, 1553 dei quali avvenuti solo nei mesi tra maggio e agosto, gli altri 2782 in tutto il resto dell’anno.

La scarsità di liquido amniotico, causa della disidratazione, porta alla luce un rischio che spesso viene sottovalutato, anche da chi non aspetta un bambino: bere poca acqua in quei periodi in cui le temperature si alzano vertiginosamente alza la pressione arteriosa, predispone a difficoltà circolatorie, disturbi cardiaci e neurologici.

Bere acqua in gravidanza scongiura l’oligoidramnios

Gli specialisti delle ricerche sopra riportate sono unanimi nel consigliare di idratarsi correttamente durante la gravidanza: un litro e mezzo o dieci bicchieri colmi d’acqua scongiurano la comparsa dell’oligoidramnios, così come evitare di esporsi ai raggi del sole durante le ore di maggior caldo e indossare abiti in fibre naturali traspiranti. L’idratazione si rivela ancora una volta come fondamentale per la salute di mamma e bambino ed è importante non sottovalutare il potere, e gli usi, dell’acqua:  se senti che il caldo aumenta e non riesci a rilassarti a causa dell’afa, cerca sollievo in vasca, in piscina o al mare, senza dimenticare di proteggerti dal sole in maniera adeguata. Se accusi gonfiori agli arti, massaggia con prodotti rinfrescanti (ad esempio a base di mentolo), togli bracciali, catenine, anelli e tutto ciò che può ostacolare la circolazione, come calzini dall’elastico stretto, reggiseni push up, calzature con lacci.

Quando aspetti un bambino preferisci la comodità e non dimenticare di bere la giusta quantità d’acqua ogni giorno.

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27/07/2015
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