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Il cloasma o maschera gravidica

Il termine scientifico è Cloasma o Melasma ma molte puerpere lo conoscono semplicemente come “maschera gravidica”. Colpisce, però, anche le donne che utilizzano la pillola anticoncezionale e quelle in menopausa.

Il cloasma o maschera gravidica
© Getty Images

Il Cloasma, detto anche Melasma, è un imbrunimento, a chiazze, della cute, in genere del volto, causato da un accumulo eccessivo di melanina, il pigmento dell'abbronzatura. Più comunemente è noto come “maschera gravidica” perché le macchie sul viso possono fondersi fino a formare una vera e propria maschera.

Chi è colpito da questo disturbo?

Il Cloasma è un disturbo piuttosto frequente che colpisce soprattutto le giovani donne che utilizzano la pillola anticoncezionale, quelle in gravidanza e le donne in menopausa.

Quale è la causa del Cloasma?

La vera causa del Cloasma è sconosciuta. Si pensa che gli ormoni sessuali, gli estrogeni, stimolino una eccessiva produzione di melanina dopo l'esposizione alla luce solare o alle lampade abbronzanti UV. Il Cloasma, inoltre, può insorgere con una gravidanza o con l'utilizzo della pillola contraccettiva. Anche l'uso di cosmetici profumati e di determinati farmaci, poi, può indurre la formazione di un Cloasma. Secondo alcuni scienziati, invece, la vera causa è lo stress. Il Cloasma, infatti, può comparire dopo un periodo di stress psichico e terminare con esso. In questi casi, però, ad indurre la pigmentazione anomala del volto sarebbero  le sostanze ad azione ormonale, endorfine ed encefaline, liberate dal cervello.

Come si manifesta?

Il Cloasma si manifesta, in genere, con macchie di colorito bruno, di forma spesso irregolare, a volte con un disegno a “carta geografica”, localizzate principalmente sulla fronte, sulle guance, sul labbro superiore, sul mento o sulle porzioni laterali ed inferiori del volto. Più raramente, invece, le chiazze sono evidenti sul collo e sugli avambracci. Durante i mesi invernali, questo disturbo è poco visibile ma in primavera alle prime esposizioni solari si “accende” creando, spesso, un notevole disagio. Quest’ultimo provoca stress e questo, a sua volta, può fare peggiorare il Cloasma.

Quanto dura il Cloasma?

In genere il Cloasma scompare gradualmente ma, purtroppo, può anche risultare permanente o ricomparire in gravidanze successive. Ha comunque un decorso prolungato, 4 - 5 anni, ma può protrarsi per tempi più lunghi. La “maschera gravidica”, però, spesso regredisce spontaneamente alcuni mesi dopo il parto o la fine dell’allattamento.

E’ possibile curare il Cloasma?

Il trattamento, per la cura del Cloasma, è lungo e richiede costanza. Si possono utilizzare prodotti tossici per le cellule che producono la melanina, idrochinone e acido kojico, ma gli effetti collaterali sono notevoli e i risultati scarsi. Anche i trattamenti con dermoabrasione o con laser, però, sono sconsigliabili. Il trattamento più efficace, ad oggi, è quello denominato “micropeeling”. Con questa tecnica, in pratica, si ottiene un’accelerazione della naturale desquamazione cutanea e una conseguente stimolazione alla riproduzione cellulare. In questo modo, quindi, si accelera anche lo smaltimento della melanina in eccesso. Per ottenere questi risultati, in genere, si impiegano desquamanti - esfolianti come l’acido glicolico, l’acido salicilico e l’acido retinoico.

Come si esegue il “micropeeling”?

Si tratta di applicare una lozione esfoliante la sera prima di coricarsi. Inumidire un dischetto di cotone e frizionare, delicatamente e a lungo, le aree interessate dalle macchie. Per uniformità di trattamento, tuttavia, è consigliabile eseguire il trattamento su tutto il volto.

Chi è affetto da Cloasma può esporsi al sole o deve usare alti fattori di protezione?

Chi ha il Cloasma può esporsi al sole meglio, però, se in forma “indiretta” cioè con cappello a visiera o sotto l’ombrellone. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, invece, non si devono utilizzare creme a protezione solare. Queste, infatti, non impediscono la formazione di Cloasma potrebbero, anzi, reagire a contatto con la pelle e accentuare le macchie. Insomma, se proprio non riusciamo a liberarci di questa “macherina” sul viso, impariamo a conviverci nel modo più sereno possibile... Magari, così, dimenticheremo di “portarla”!

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10/10/2011

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