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Il lupus eritematoso sistemico (LES) in gravidanza

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmune che colpisce diversi organi e tessuti del corpo. Viene comunemente chiamato lupus e colpisce in maniera maggiore le donne in età fertile. Il lupus viene classificato come malattia reumatica in quanto interessa in maniera importante le articolazioni ma purtroppo intacca anche la funzionalità di numerosi organi interni fondamentali, tra cui cuore e cervello.

Il lupus in gravidanza
© Getty Images

Il lupus e la gravidanza

Il lupus interferisce con la gravidanza sopratutto a causa degli effetti che la malattia ha sugli organi interni ed a causa della presenza dell' anticorpo anticardiolipina che causa gravi problemi sia al feto che alla madre. L''affaticamento del cuore o dei reni normalmente legato alla gravidanza può, nelle pazienti affette da lupus, provocare gravi complicanze e mettere a rischio la stessa vita della donna.

La terapia per i pazienti affetti da lupus prevede l'assunzione di diversi medicinali, la maggior parte dei quali è altamente sconsigliato in gravidanza. In passato era quasi impossibile portare a termine una gravidanza ma, grazie ai moderni progressi della ricerca scientifica, è oggi possibile anche per  le donne affette da lupus avere figli anche se con delle rigorose regole mediche.

La programmazione della gravidanza nelle donne affetta da lupus

Le donne affette da lupus devono sottoporsi ad un severo regime di contraccezione. La gravidanza è possibile solamente nei periodi di remissione della malattia, quando i farmaci possono essere ridotti ed i rischi per il bambino e per la madre sono minori. Per programmare la gravidanza è necessario il consenso del proprio medico ed occorre valutare con attenzione i rischi che la paziente ed il neonato possono correre sia durante che dopo la gestazione.

Nelle donne colpite da lupus la percentuale di abortività è molto alta e non sempre è possibile riuscire a portare a termine la gravidanza. In questo caso è necessario ricorrere alla fecondazione assistita con utero in affitto (praticabile soltanto all'estero) oppure scegliere la strada dell'adozione.

La terapia farmacologica durante la gravidanza nelle donne affette da lupus

La presenza degli anticorpi antifosfolipidi è la maggiore causa di aborto spontaneo nella donne affette da lupus. Per contrastare l'azione di questi anticorpi è necessario intervenire con una terapia farmacologica specifica sin dalle prime fasi del concepimento.

I farmaci solitamente prescritti alla paziente sono corticosteroidi ad alto dosaggio ed aspirina a basse dosi, entrambi per contrastare l'effetto anticoagulante della malattia ed il prednisone per ridurre il rischio di un riacutizzarsi della malattia subito dopo il parto.

I rischi per la mamma affetta da lupus

Come abbiamo visto in precedenza, il lupus interferisce con la funzionalità di molti organi interni. Se la paziente si attiene scrupolosamente alle indicazioni del medico ed assume con regolarità i medicinali prescritti, i rischi di sviluppare complicanze si riducono notevolmente. E' però necessario monitorare spesso il proprio stato di salute per scoprire una eventuale disfunzione renale o cardiaca non appena essa si presenta. Rispetto alle normali gravidanze quindi si dovranno eseguire diversi elettrocardiogrammi (alla 16ma ed alla 30ma settimana nonché al momento del parto) ed ecografie specifiche agli organi interessati dall'azione del lupus. A tutte le donne affette da lupus viene consigliato di partorire tramite taglio cesareo, per non affaticare troppo il proprio organismo durante un eventuale lungo travaglio.

I rischi per il bambino

Il rischio che il bambino sviluppi un lupus neonatale sono molto rare. Spesso però, dalle analisi effettuate subito dopo la nascita, risultano presenti nell'organismo del neonato gli anticorpi specifici del lupus ed una leggera anemia emolitica. Si tratta di una condizione solitamente transitoria che tende a risolversi nel corso delle settimane successive. Una alta percentuale di bambini nati da pazienti con lupus nascono prima del termine e devono essere tenuti sotto stretto controllo in terapia neonatale. A causa di questo tasso di prematurità sono necessarie, durante la gravidanza, numerose visite ecografiche (almeno una al mese a partire dalla 12ma settimana).

Allattamento e controlli post-parto

Come per tutte le malattie autoimmuni, il periodo post-parto è molto delicato per le neo-mamme a causa dell'improvviso calo degli ormoni della gravidanza. Il lupus tende a riacutizzarsi ed a diventare più aggressivo in questa fase e deve essere ripresa immediatamente la terapia farmacologica per contrastarlo. I farmaci prescritti sono quasi sempre pericolosi per la salute del bambino e l'allattamento diventa quindi altamente sconsigliato. Entro la prima settimana sia il bambino che la mamma dovranno sottoporsi ad un check-up completo per verificare le loro condizioni di salute.

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01/02/2013

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