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L'ipertensione in gravidanza

Sono sempre di più le donne che soffrono di pressione alta in gravidanza. Questo però non significa che tutte corrano il rischio di sviluppare una gestosi gravidica. Mentre per la gestosi la pressione si alza a partire dal terzo trimestre, la pressione alta classica si può manifestare sin dalle prime settimane di gestazione. Niente paura, bastano controlli regolari ed alcuni accorgimenti per tenere la pressione sotto controllo e portare a termine una gravidanza sana e senza complicazioni.

L'ipertensione in gravidanza
© Getty Images

Cos'è l'ipertensione in gravidanza?

Di norma, la pressione sanguigna viene considerata normale quando i suoi valori si mantengono al di sotto del 90 per la minima e del 140 per la massima. Quando l'esame della pressione rivela dei valori più alti, anche di poche unità, di parla di pressione alta. Durante la gravidanza è fondamentale che la pressione sanguigna rimanga entro questi limiti per il benessere di mamma e bambino. Spesso, quando i valori sono al limite o leggermente più alti sin dalle misurazioni dei primi mesi, è il segnale che la donna soffriva di pressione alta da prima del concepimento. Sono tantissime le donne affette da pressione alta che vengono a conoscenza di questo problema proprio durante le prime visite della gravidanza.

I sintomi della pressione alta in gravidanza

Purtroppo la pressione alta è spesso asintomatica, ecco spiegato perché in molti ne soffrano senza saperlo. Durante la gravidanza però, quando la pressione tende ad alzarsi in maniera naturale, dei valori di base già alti possono generare diversi fastidi. Mal di testa, nausea e vertigini, uniti a tachicardia possono essere un campanello di allarme da non dover sottovalutare.

Le cause della pressione alta in gravidanza

Oltre ad un fattore cronico, esistono diverse possibili cause di un innalzamento anomalo della pressione. Una delle cause principali è il sovrappeso: i chili in eccesso obbligano il corpo ad un super-lavoro che comporta l'elevarsi della pressione sanguigna. Anche lo stress può alzare la pressione, sopratutto in un momento ricco di preoccupazioni come la gravidanza.

Come e quando si misura la pressione in gravidanza

Ad ogni visita, il ginecologo controlla la pressione della paziente. Nei casi di pressione normale la misurazione viene quindi effettuata una volta al mese durante i primi sei mesi ed ogni due settimane negli ultimi tre. Se però la pressione è alta o tendente all'alto è opportuno controllarla di frequente, almeno una volta alla settimana, per annotare ogni variazione. Spesso il medico assegna alla futura mamma la stesura di un vero e proprio diario della pressione, in cui annotare con cadenza giornaliera o settimanale tutte le misurazioni.

La pressione può essere provata nello studio del proprio medico di base o in farmacia, oppure è possibile acquistare o noleggiare una macchina elettrica per la misurazione che consente di rilevare i valori anche in maniera autonoma.

I rischi della pressione alta in gravidanza

Il rischio principale della pressione alta in gravidanza è quello di sviluppare una gestosi o una pre-eclampsia. Sono due malattie legate agli ultimi mesi della gestazione che possono avere conseguenze gravi sia sul bambino che sulla madre. Ecco perché, quando la pressione è troppo alta, la donna incinta viene solitamente ricoverata per accertamenti anche se non presenta alcun fastidio evidente. La pressione alta in gravidanza può provocare un evidente gonfiore agli arti de in particolare alle gambe, aumentando il rischio di trombi e coaguli nei vasi sanguigni. A causa dell'eccessivo lavoro a cui viene costretto, anche il cuore può risentire della pressione alta, aumentando il rischio di problemi cardiaci: aritmie e scompensi.

Consigli per tenere sotto controllo la pressione in gravidanza

Prima di dover arrivare all'assunzione di un farmaco specifico per abbassare la pressione, è possibile tentare di tenerla sotto controllo grazie ad un regime alimentare e comportamentale adeguato alla situazione.

Consigli alimentari:

  • Cercare di eliminare del tutto l'utilizzo del sale in cucina.
  • Leggere bene le etichette dei cibi che si acquistano, evitando quelli ricchi di sale (nella lista degli ingredienti, i prodotti vengono elencati dal più presente al più scarso).
  • Evitare di bollire la verdura per non perdere le vitamine ed i minerali in essa contenuti con la cottura.
  • Via libera al potassio: aiuta a mantenere la pressione sotto controllo ed evita anche la comparsa dei fastidiosi crampi notturni. Frutti ed ortaggi che ne contengono di più sono: banane, albicocche, ananas, castagne, more, agrumi, zucchine, pomodori, zucca, broccoli, peperoni, cavolo.
  • Niente caffè ed attenzione anche al tè, molto meglio sceglierlo deteinato o passare direttamente alle più salutari tisane naturali.
  • Eliminare l'alcool, anche il classico bicchiere di vino alla settimana deve essere evitato quando la pressione è alta.
  • Bere almeno due litri di acqua al giorno (per la digestione è ottima quella effervescente naturale).
  • Cercare di scegliere sempre alimenti freschi, evitando le conserve, i sottolio ed i sottaceto, i salumi, i cibi in scatola ed i dadi (molto meglio un buon brodo di pollo fatto in 20 minuti con la pentola a pressione).

Consigli comportamentali:

  • Cercare di fare, ogni giorno, almeno 30 minuti di leggera attività fisica (passeggiata, ginnastica dolce, nuoto etc.).
  • Secondo recenti studi medici è stato dimostrato che la camminata, anche se a bassa andatura, favorisce il naturale abbassamento della pressione. Cercate quindi di camminare il più possibile, magari facendo shopping per il bebè!
  • Dite addio alle sigarette, anche a quelle elettroniche.
  • Se siete in sovrappeso, concordate con il ginecologo un regime alimentare corretto che possa aiutarvi a perdere qualche chilo.
  • Cercate di non stressarvi troppo, imparate a delegare sia a casa che al lavoro.

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29/04/2013

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