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Tiroidite autoimmune e gravidanza

La tiroidite autoimmune è una patologia caratterizzata da una anomala produzione di linfociti ed anticorpi che colpiscono la tiroide provocandone l'infiammazione.

Tiroidite autoimmune e gravidanza
© Getty Images

La forma di tiroidite autoimmune più diffusa è la tiroidite di Hashimoto che colpisce in prevalenza le donne in età fertile. La tiroidite di Hashimoto è in molti casi asintomatica ma può essere facilmente individuata attraverso un semplice esame del sangue.

Gli effetti della tiroidite autoimmune sulla gravidanza

La tiroidite autoimmune non crea di per sé alcun problema di infertilità o di complicanze durante la gestazione. Sono moltissime le donne che portano a termine con successo una gravidanza senza sapere di essere affette da questa patologia. I problemi possono però insorgere se la tiroidite di aggrava e sfocia in ipertiroidismo o ipotiroidismo, provocando cioè un malfunzionamento della ghiandola. Un altro caso in cui la tiroidite può divenire pericolosa in caso di gravidanza è quello in cui la donna sia affetta da un'altra patologia autoimmune. Ecco perché molti medici consigliano di effettuare analisi approfondite degli anticorpi per scongiurare la presenza di altre malattie autoimmuni prima di procedere con la ricerca della gravidanza.

Ipotiroidismo e gravidanza

Le patologie tiroidee sono tra le principali cause della poliabortività delle donne in età fertile. Una donna affetta da ipotiroidismo deve necessariamente consultare il proprio endocrinologo ed un ginecologo prima di programmare una gravidanza. Occorre controllare i livelli ormonali e stabilire la terapia farmacologica necessaria per consentire sia il concepimento che il corretto avanzamento della gestazione. La mancata assunzione di L-Tiroxina nelle giuste dosi prima e durante la gravidanza comporta un elevato rischio di aborto spontaneo entro la 20ma settimana.

Dal concepimento al parto

Una volta iniziata la gravidanza, occorre effettuare controlli periodici dello stato della tiroide attraverso analisi del sangue ed ecografie. Ogni due mesi è necessario controllare i valori di TSH, FT4 e FT3 nel sangue, per poter eventualmente modificare il dosaggio dei farmaci. Per quanto riguarda il bambino non sono necessarie analisi od esami particolari ma sono sufficienti le tre ecografie normalmente previste. Qualora però il bambino risultasse essere molto piccolo rispetto alle misure previste, una eventualità molto comune tra le donne affette da tiroidite autoimmune, è consigliabile eseguire una ulteriore ecografia a termine della gravidanza.

I rischi per il bambino

Se il bambino è molto piccolo ed il peso non aumenta nel corso delle ultime settimane di gravidanza viene solitamente chiesto il consulto di un neonatologo. Il medico valuterà le condizioni e lo sviluppo degli organi interni per valutare se sia necessario porlo in una incubatrice subito dopo la nascita. Se i valori tiroidei durante la gravidanza si mantengono buoni e la terapia farmacologica viene seguita scrupolosamente, i rischi che il bambino possa presentare alla nascita problemi alla tiroide sono molto pochi. E' comunque necessario controllare la funzionalità della ghiandola del neonato entro la prima settimana di vita tramite un piccolo esame del sangue.

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01/02/2013

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