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Parole, parole, parole: cantare quando si aspetta un bambino...

Annunciata la nascita, decidi di attenderla cantando. Nei primi giorni a casa con il bambino, continui a dare fiato alle corde vocali. Per prepararti al parto e comunicare con il tuo piccolo, scopri i benefici del canto.

Cantare quando si aspetta un bambino
© Getty Images

Tenersi in forma con moderazione, dare sfogo alle proprie emozioni e comunicare con il proprio figlio sono i pensieri costanti di una donna incinta. Dal canto prenatale durante la gravidanza alle ninnananne dopo la nascita, cantare può solo far bene.

Un massaggio sonoro

"Cominciare la giornata cantando è ottimo", afferma di primo acchito il Dr. Monfrais Fauwadel, foniatra. Ottimo per il fisico come per il morale. Cantare sollecita i muscoli con dolcezza. A cominciare dal viso. Infatti, per emettere suoni, la mamma nei panni della Callas è obbligata ad articolare in maniera corretta, facendo così lavorare l'intera maschera facciale. Un buon esercizio per mantenere giovani i lineamenti e l'elasticità della pelle! Più che un semplice segreto di bellezza, questa attività sollecita la totalità dei muscoli, dalla mascella ai glutei, passando per i muscoli dorsali, e ciò avviene grazie alla postura. Fra l'altro, ossigena e rilassa. "Il canto impone una respirazione addominale", aggiunge il Dr. Monfrais Fauwadel. Dunque, questo tipo di respirazione che sfruttiamo dormendo calma le tensioni e garantisce un vero rilassamento. Proprio come nello yoga, cantando si può tentare di visualizzare l'aria e la sua risalita lungo la colonna vertebrale.

Dal canto al canto prenatale

La gravidanza è un momento meraviglioso, ma è anche un periodo in cui si manifestano spesso e volentieri piccole ansie ed emozioni contrastanti. Non lasciare che le tue preoccupazioni la guastino, e canta! "Alle donne incinte, il canto dona una grande fiducia in se stesse", spiega Marie-Jo Cardinale. "Lo consiglio spesso in caso di depressione", aggiunge il Dr. Monfrais-Fauwadel. Cantare non agisce unicamente sul piano meccanico, ma è anche un buon modo per esprimere le proprie emozioni. Un esempio che è capitato a tutti: il nodo in gola che ci soffoca ma di cui non ci si riesce a liberare. Ebbene, metti su un disco e canticchia una canzone che ti ricorda un momento commovente della tua vita: cantare può renderti euforica per l'intera giornata. Lo stesso vale cantando in coro. Senza preoccuparti di azzeccare la nota giusta, confusa nella massa, puoi darti alla pazza gioia e sfogarti. "Inoltre, guidata dagli altri, ti immergerai in un vero e proprio bagno di armonia, come testimoniano le donne incinte che lo praticano", conferma, Marie-Jo Cardinale, psicofonista.

Dal canto al canto prenatale, il passo è breve e alcuni lo hanno superato. Abbastanza poco diffuso nei reparti maternità, il canto prenatale è nato negli anni '70 da alcune ricerche in psicofonia condotte da una cantante lirica, Marie-Louise Aucher. Nel reparto maternità del piccolo comune francese di Pithiviers, ha quindi riunito intorno al suo piano un gruppo di donne incinte, disposte a dedicare una melodia ai loro bambini. Il punto essenziale di questa preparazione al parto è il training psicofonico. Le diverse tappe di cui si compone prevedono di lavorare sull'ampiezza respiratoria, sul rilassamento della mascella, sulla postura (seduta o in piedi) e sulla fonazione producendo un canto molto semplice. Il canto prenatale instaura inoltre uno scambio emotivo con il nascituro.

Catherine Maillard

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02/08/2012

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