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La placenta è bassa e mi hanno detto di evitare il sesso, perché?

In alcune donne la placenta può presentare anomalie, ad esempio si parla di placenta previa e placenta bassa. Quando si soffre di questo problema, gli specialisti consigliano di astenersi totalmente dai rapporti sessuali: come mai? Scoprilo su Doctissimo

Placenta bassa, niente sesso?
© Getty Images

La placenta è l’organo attraverso il quale avvengono gli scambi nutrizionali e metabolici tra la madre ed il feto. Si tratta di una struttura molto complessa, aderente alla parete interna dell’utero e che verrà espulsa nella fase terminale del parto. In alcune donne la placenta può presentare anomalie, ad esempio si parla di placenta previa e placenta bassa. Quando si soffre di questo problema, gli specialisti consigliano di astenersi totalmente dai rapporti sessuali: come mai? Scoprilo su Doctissimo.

I sintomi della placenta bassa

Molti sono i sintomi che fanno presagire il problema di una placenta bassa: come ad esempio perdite vaginali di sangue rosso vivo a volte scarse altre volte molto abbondanti. Questi sanguinamenti insorgono improvvisamente, spesso durante la notte o dopo un rapporto sessuale, quasi sempre senza alcun dolore. Sono tipici del terzo trimestre di gravidanza ma talvolta possono iniziare già nel primo e secondo trimestre. E’ per questo motivo che in presenza di perdite ematiche vaginali non dolorose durante la gravidanza è sempre bene considerare l’eventuale presenza di una placenta previa. Quando alla perdita ematica si accompagna il dolore il medico specialista dovrà porre rapidamente una diagnosi differenziale con l’ematoma retro-placentare, il distacco di placenta e la minaccia di parto prematuro (contrazioni uterine); condizioni tutte importanti per la loro gravità, talvolta associate con la placenta previa.

Un’ecografia per la diagnosi

E’ infatti solo dopo l’introduzione di questa tecnica diagnostica che è stato possibile studiare la morfologia placentare ed i suoi rapporti in termini sia di estensione che di localizzazione con la parete uterina. L’ecografia consente una diagnosi precoce ed il monitoraggio dei rapporti tra placenta. L’ecografia transvaginale, basata sull’utilizzo di una sonda ecografica introdotta in vagina ed avvicinata al collo uterino si è dimostrata particolarmente utile per questi scopi; è una metodica sicura, accurata e di basso costo.

E’ stato proposto uno screening a tutte le gravide prima della 20^ settimana

Placenta bassa e sesso: quali sono i rischi?

Questa condizione è associata ad una serie di temibili e pericolose complicanze quali il parto prematuro, il sanguinamento improvviso ed abbondante, il distacco di placenta. E’ il sanguinamento che può mettere in serio pericolo la vita del feto ed in alcuni casi anche quella della madre. Anche se una placenta previa può determinare sanguinamenti già nel primo e secondo trimestre e nel terzo trimestre, tipicamente intorno alla 28 settimana che compare il primo abbondante sanguinamento caratterizzato dall’emissione vaginale improvvisa di sangue rosso vivo in assenza di dolore. A volte può subentrare anche il dolore legato a complicanze frequenti come il distacco di placenta e/o l’inizio di una attività contrattile uterina (minaccia di parto prematuro).

Cosa fare in questi casi:

Alcuni consigli da seguire in caso di placenta bassa:

  • Evita i rapporti sessuali
  • Non fare sforzi
  • Evitai viaggi
  • Non praticare attività fisica
  • Segui i controlli e le prescrizioni mediche
  • Porta sempre con te il tesserino del Gruppo Sanguigno e Fattore Rh
  • Mantieni uno stretto contatto con lo specialista ed il Centro Ospedaliero di riferimento
  • Non allontanarti troppo dall’Ospedale rimanendo sempre nell’area di un Servizio di Emergenza prontamente disponibile
  • Sdraiati e mettiti sul fianco sinistro mentre un tuo familiare allerterà i soccorsi

Placenta bassa: la modalità del parto

Il parto avviene nella gran parte dei casi mediante cesareo d’urgenza. Solo in alcuni casi selezionati, nei quali la placenta è di tipo marginale o laterale ed il feto in presentazione cefalica, dopo un’adeguata informazione sui rischi, può essere considerato il parto spontaneo sempre comunque in un ambiente preparato e pronto per l’emergenza materna e neonatale.

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19/01/2015
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