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La sessualità in gravidanza

Anche se numerose culture e religioni condannano la sessualità durante le gravidanza, oggi il parere dei medici è unanime: i rapporti sessuali non sono rischiosi né per la madre, né per il bambino che porta in grembo. La gravidanza non deve diventare un deserto di nove mesi (e oltre, se vi aggiungiamo il periodo che segue il parto) per la sessualità della coppia.

Sessualità in gravidanza
© Getty Images

In questo periodo la donna subisce cambiamenti fisici e psicologici: tutto cambia! Vi è allora una nuova sessualità da esplorare in coppia.

Durante le trasformazioni… la sessualità continua

Oltre al rilassamento e al piacere che procurano, i rapporti sessuali sono un momento privilegiato di complicità per la futura mamma e il suo compagno. I cambiamenti fisici e la nuova condizione di futuri genitori generano una certa insicurezza: gli incontri intimi restituiranno la giusta carica.
Con il passare delle settimane, tuttavia, fare l’amore richiederà un po’ di organizzazione per stare comodi: la posizione uno di fronte all’altro diventa sempre più difficile, soprattutto verso gli ultimi mesi, quindi bisognerà dare ampio spazio all’immaginazione.

Attenzione! Libido oscillante...

Il desiderio sessuale dei due partner può subire variazioni durante la gravidanza. Gli studi statistici effettuati in materia evidenziano una grande instabilità: per alcuni non cambia, per altri aumenta; per altri ancora diminuisce, dipende insomma… E quello che fa affievolire il desiderio di uno, può invece far aumentare quello dell’altro. Alcuni uomini conservano un desiderio molto acceso per la loro compagna, altri prendono le distanze e, temporaneamente, non sopportano l’idea di avvicinare una donna che sta per diventare madre. Alcune donne si sentono appagate dalla gravidanza e un po’ distanti dal loro compagno. La comprensione e l’ascolto sono indispensabili. Se il desiderio sessuale di uno dei partner non è al top, non privatevi per questo di momenti intimi, di tenerezze e di massaggi che potranno terminare con carezze sessuali per quello dei due che invece ne ha voglia.

Paure non fondate

Succede che uno dei due partner, a causa della “presenza” del bambino, abbia paura di ferirlo, di farlo soffrire, o di svegliarlo! Questi timori sono frequenti e sono l’occasione per esprimere le angosce suscitate da un evento come la gravidanza. Alcuni immaginano che il bambino sia una sorta di testimone dei rapporti sessuali tra i suoi genitori. In realtà il feto è ben riparato all’interno del sacco amniotico nell’utero: un tappo mucoso al livello del collo dell’utero lo separa dalla cavità vaginale.

Pianificazione del piacere

I cambiamenti fisici provocati dalla gravidanza influiscono sulla sessualità.

Nel corso del primo trimestre la stanchezza, le nausee o la paura di un aborto spontaneo possono far calare il desiderio sessuale. Si tratta di un timore infondato: a questo stadio gli aborti spontanei sono la conseguenza di anomalie cromosomiche dell’embrione.

Durante i rapporti sessuali, l’aumento del volume dei seni legato alla gravidanza si va ad aggiungere alla vasocongestione portata dall’eccitazione sessuale, creando così tensioni mammarie spiacevoli e talvolta dolorose. Questo fenomeno sparisce nel corso del 2°-3° trimestre di gravidanza poiché, in quella fase, i seni reagiscono in maniera diversa all’eccitazione sessuale.

Il secondo trimestre è il periodo più radioso della gravidanza, la donna sente muovere il bambino, la pancia non è ancora troppo ingombrante; per alcune addirittura si verifica un aumento del desiderio e del piacere legato a un aumento della vascolarizzazione della zona pelvica. Questa vasocongestione riduce l’orifizio vaginale per cui le sensazioni saranno più voluttuose. L'orgasmo provoca contrazioni dell'utero, ma si tratta di contrazioni banali e senza conseguenze nell’ambito di una gravidanza tranquilla. Sono diverse dalle contrazioni del travaglio del parto.

Il terzo trimestre a volte è meno confortevole a causa del volume dell’addome. I rapporti sessuali, tuttavia, sono sempre possibili.

Una sessualità felice durante la gravidanza permetterà di ritrovarsi più facilmente dopo il parto poiché non vi saranno state interruzioni.

Alla fine della gravidanza per il compagno si pone il problema se assistere o meno la donna durante il parto. Alcuni uomini non se la sentono e bisogna rispettarlo. Assistere a un parto può essere traumatizzante e l’uomo può poi avere difficoltà a erotizzare il corpo della donna dopo averlo visto nelle condizioni del parto. In tal caso bisogna ascoltare le esigenze di ognuno.

Rispetta le controindicazioni mediche

In alcuni casi particolari, il tuo medico potrebbe dover precisare che non è possibile avere rapporti. Ma se il coito deve essere evitato, carezze e tenerezze intime sono sempre possibili.
Dopo averti esaminato, il medico ti darà indicazioni precise a riguardo.

I rapporti sono controindicati in caso di:

  • Minaccia grave di parto prematuro: quando esistono contrazioni uterine importanti che modificano il collo dell’utero, minacciando un parto prematuro;
  • Placenta previa: se la placenta è previa, cioè se copre il collo dell’utero, c’è il rischio di provocare dei sanguinamenti;
  • Quando si rompono le acque i rapporti sono impossibili perché il rischio di infezioni è alto. Ma a questo punto dovresti piuttosto pensare a recarti subito in ospedale!

Bisogna poi essere prudenti se il partner è portatore di herpes genitale. In effetti si consiglia di evitare l’insorgere di herpes nella futura mamma al momento del parto. In quel caso bisogna astenersi perché i preservativi non proteggono totalmente la partner. In ogni caso il dolore dell’herpes spesso è sufficiente a sopire qualsiasi desiderio.

Si raccomanda di evitare qualsiasi rapporto che possa trasmettere la clamidia o altre malattie sessualmente trasmissibili. In caso di dubbio è auspicabile chiedere al partner di effettuare delle analisi.

Se invece si oltrepassa il termine della gravidanza, il consiglio è di avere rapporti sessuali per tentare di stimolare il parto: lo sperma contiene prostaglandine che agirebbero per favorire l’apertura del collo dell’utero e provocare contrazioni uterine. Anche se questo metodo non è mai stato oggetto di studi seri, e anche se la sua efficacia è dubbia, non nuocerà né alla madre, né al bambino!

Informati presso il medico che segue la tua gravidanza. Anche il dialogo all’interno della coppia è fondamentale. La gravidanza può svolgersi così in modo sereno, sia in questo ambito che negli altri.

Dott.ssa Hélène Jacquemin Le Vern

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24/07/2012

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