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Il liquido amniotico: una vera e propria protezione per il tuo bambino

Ben al caldo della tua pancia, il tuo bambino galleggia nel liquido amniotico che gli consente di svilupparsi correttamente. Tuttavia può succedere che il volume di questo prezioso liquido sia in quantità insufficiente (oligoamnios) o eccessiva (idramnios). Spiegazioni.

Il liquido amniotico
© Getty Images

Durante l’ecografia hai l’impressione che il tuo bambino nuoti in una piccola piscina con la temperatura ideale... Un po’ è così! Il liquido amniotico consente il corretto sviluppo del bambino (dei suoi polmoni, dell’apparato digerente e del sistema muscolare), lo protegge dai traumi esterni (colpi sul ventre della mamma, ecc.) e dalle infezioni. Proviene in parte dal feto, ovvero dalle secrezioni della sua pelle, dal suo cordone ombelicale, dai suoi polmoni e dai suoi reni.

Liquido amniotico: un volume da tenere sotto controllo

All’inizio della gravidanza il volume del liquido amniotico rappresenta solo qualche millilitro, ma aumenta fino a 1000 ml alla 34a settimana di amenorrea (SA). Dopo 38 settimane di gravidanza, il volume diminuisce fino al momento del parto (quando la sua quantità è di circa 800 ml).

Durante le visite di controllo della gravidanza, l’ostetrica misura l’altezza uterina con un metro da sarta e il perimetro ombelicale, il che consente di assicurarsi della giusta quantità di liquido amniotico. “Questa quantità viene controllata anche durante le 3 ecografie eseguite alla 12a SA, alla 22 a SA e alla 32 a SA. Se la quantità di liquido amniotico è insufficiente o eccessiva, esistono alcuni rischi per lo sviluppo del bambino e la gravidanza deve essere particolarmente seguita”, spiega Alain Piquet, ostetrico all’Ospedale di Avranches Granville (Francia).

Liquido amniotico in eccesso: le conseguenze dell’idramnios

In alcuni momenti della gravidanza può succedere di avere liquido amniotico in eccesso e che si tratti di un problema passeggero. Se, tuttavia, il volume del liquido aumenta in maniera considerevole, si parla di idramnios (il liquido è superiore ai 2000 ml). In caso di idramnios, la sacca amniotica diventa pesante, l’utero tende a distendersi e alcune contrazioni possono provocare un parto prematuro. Per la mamma possono comparire alcune difficoltà respiratorie o edemi.

L’idramnios può dipendere da un diabete della madre, da una malformazione fetale, da una incompatibilità sanguigna tra madre e figlio, da un’infezione o anche da un’anemia fetale. Si distinguono l’idramnios acuto che compare all’improvviso, in genere al secondo trimestre di gravidanza, e l’idramnios cronico, più frequente, che compare alla fine della gravidanza. “In base alla diagnosi del medico, possono essere richiesti esami supplementari, si raccomanda il riposo (posizione distesa sul fianco sinistro o semi-seduta) e si rimane sotto controllo medico fino al momento del parto”, prosegue Alain Piquet. In alcuni casi, il medico raccomanda di eseguire un’amniocentesi (prelievo del liquido amniotico) che dà sollievo alla mamma ma che potrebbe provocare un parto prematuro. È quindi necessario informarsi bene presso il proprio medico.

L’oligoamnios: troppo poco liquido amniotico

Se durante un esame prenatale il medico riscontra una quantità di liquido amniotico poco al di sotto della norma, la gravidanza può proseguire senza problemi con maggiori controlli. Se invece il liquido non è in quantità sufficiente, si parla di oligoamnios, e ciò può verificarsi durante il secondo trimestre di gravidanza. Una scarsa quantità di liquido amniotico può presentare rischi per lo sviluppo del bambino (deformazione delle mani o dei piedi, per esempio). Le cause dell’oligoamnios sono diverse. Può dipendere da una crepa nella sacca delle acque (consulta un medico se scopri secrezioni abbondanti simili a perdite vaginali). In quel caso la mamma può prevenire un’infezione e la gravidanza può essere portata a termine se la fessura compare alla 25a settimana di amenorrea. Ma se l’oligoamnios compare dopo la 34a settimana di amenorrea, può essere necessario indurre il parto per evitare il rischio di infezione. All’origine dell’oligoamnios possono esserci anche alcune malformazioni del feto, una preeclampsia (malattia dovuta all’ipertensione), un ritardo della crescita intra-uterina (RCIU) o ancora il superamento del termine. Poiché, quando la quantità di liquido amniotico è troppo scarsa, non esistono cure, il trattamento sarà adeguato allo stadio della gravidanza e al grado di affezione.

È chiaro dunque: il volume del liquido amniotico consente il corretto sviluppo del tuo bambino durante tutta la gravidanza. Grazie ai controlli prenatali, le équipe mediche sono in grado di scoprire anomalie e proporre una presa in carico adeguata.

Delphine Bourdet

Fonti:

Intervista ad Alain Piquet, ostetrico presso l’Ospedale di Avranches Granville (Francia)

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21/01/2015

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