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Quale nome dare al bambino?

Presto il bambino nascerà e ancora sei indecisa sul nome? Questa scelta è una vera responsabilità. Rappresenterà l'identità di tuo figlio! Prima di decidere, prenditi quindi il tempo per riflettere e leggi alcuni consigli...

Quale nome dare al bambino?
© Getty Images

Carlotta, Jasmine o Camilla... Alberto, Giulio o Alessio: non hai ancora scelto il nome del tuo bambino? Pensaci bene perché il nome di battesimo è un vero punto di riferimento sociale che lo accompagnerà per tutta la sua esistenza. È quindi importantissimo e avrà una reale influenza sulla sua vita. Allora, per fare la scelta giusta, segui la nostra guida!

Un rito "sacro": la scelta del nome

Dare un nome al proprio figlio alla nascita è senza dubbio uno dei compiti più importanti dei genitori. Questa scelta, che nella maggior parte dei casi viene fatta in due, dipende da numerosi fattori.

Innanzitutto, si prende in considerazione la storia della coppia, ma anche la tradizione familiare. È in particolare il caso dell'origine geografica di ciascun genitore. Una piemontese e un siciliano dovranno per esempio trovare un punto di incontro fra le differenze culturali di ognuno e scegliere forse tra Alessandro o Giuseppe. "Infatti, in una coppia si tratta di riuscire a convincere l'altro rispettando le proprie differenze", spiega Jean-Marc de Foville, autore del libro Dimmi come ti chiami ti dirò chi sei.

Anche la moda influisce moltissimo. "Si manifesta sia tramite la scelta di un nome in voga sia, al contrario, tramite il rifiuto di quello che, troppo usato, diventa banale", aggiunge l'autore.

Questa decisione è quindi oggetto di discussioni e scambi molto importanti nella coppia. Ognuno dei due genitori non è d'altronde sempre d'accordo con le idee del compagno e la scelta finale è spesso il risultato di un colpo di fulmine per entrambi.

L'influenza del nome

La maggior parte dei genitori ne è cosciente: il nome riveste un ruolo determinante nel corso della vita. Fa parte dell'identità di ciascun essere umano sin dalla sua nascita.

Inoltre, già da piccolissimo, una delle prime parole che il bambino sente e capisce è il suo nome, spesso ancora prima del concetto di "papà" o "mamma". Avrà inoltre un ruolo fondamentale nei rapporti diretti con chi gli sta intorno, in particolare con gli amichetti. Gli scherzi di cattivo gusto pullulano a scuola e una bambina di nome Greta, ad esempio, rischierà che i compagni la chiamino Gretina, calcando molto sulla "g", così che sembri... cretina.

Nome originale o nome classico?

La scelta tra un nome originale o uno classico non è sempre facile. Allora, come tagliare la testa al toro? "Essere originale può ad esempio essere un modo di attirare l'attenzione sul bambino", precisa Jean-Marc de Foville. È come dire "Mio figlio è unico, questo nome ne sarà il simbolo". Ciò si riflette in nomi originali come Chanel, Yannik o ancora Mercedes.

Optare per una scelta classica, scegliendo ad esempio Emilio o Alessandro, permette invece di restare discreti. Invece, altre volte il nome può aggiungere una dimensione storica a cui forse il bambino sarà sensibile. Luigi potrà infatti rimandare a Luigi Pirandello o a Luigi re di Francia. Per lo specialista dei nomi, "rimanere sul classico può anche simboleggiare una tradizione familiare (nome di una nonna o di uno zio scomparso), un'identità religiosa (Maria o Giovanni) o la forte appartenenza a un ambiente sociale piuttosto convenzionale".

Gli ostacoli da evitare

Per non sbagliarti e battezzare tuo figlio con un nome che gli si addica, tieni presente che lo porterà per tutta la vita. Dimentica quindi i nomi dalla pronuncia difficile, quelli troppo lunghi o composti, come Bartolomeo o Maria Elisabetta. Spesso, questi ultimi vengono storpiati in diminutivi più o meno lusinghieri.

Allo stesso modo, evita assolutamente i marchi commerciali, quali Mercedes o, come capita, Chanel, ma anche i riferimenti a personaggi con un'immagine negativa, come Osama o Adolfo. Chiamarsi così potrebbe logicamente essere deleterio, dal momento che vi è una persona tristemente nota con questo nome. Anche chiamare il proprio figlio Silvio avrà un'influenza discutibile, a seconda delle opinioni politiche di ognuno.

In generale, mettiti sempre nei panni di tuo figlio e cerca di immaginare le situazioni che potrebbero rendergli/le difficile presentarsi con un nome piuttosto che un altro. Ciò ti sarà utile per scegliere nel migliore dei modi, a beneficio della serenità di tuo figlio.

Quitterie Pasquesoone

Un ringraziamento a Jean-Marc de Foville - autore del libro Dimmi come ti chiami ti dirò chi sei, edito da Piemme per l'Italia.

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01/08/2012
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