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Quali additivi evitare in gravidanza?

Durante l'attesa del bebè, è più che mai necessario tenere sotto controllo il contenuto del proprio piatto. La sicurezza alimentare gioca un ruolo di prim'ordine. Ma che ne è degli additivi? Risposte di Béatrice de Reynal, nutrizionista a Parigi.

Quali additivi evitare in gravidanza?
© Getty Images

Doctissimo: Cos'è un additivo e a cosa serve?

Dott. Béatrice de Reynal1: L'additivo è un ingrediente utilizzato in piccolissime quantità per espletare determinate funzioni: gelificare, colorare, conservare, ecc. Il lievito o la vaniglia che si aggiunge all'impasto di una torta è un esempio di additivo.

In Europa, si contano 340 additivi autorizzati, di cui più della metà di origine naturale, come l'agar-agar (un'alga gelificante), la pectina (ricavata dalla mela, un altro gelificante) o l'acido citrico (ricavato dal limone, un acidificante).

I conservanti sono utili per limitare le intossicazioni. Alcuni non sono indispensabili, come i coloranti, ma immaginiamo uno sciroppo di granatina trasparente o delle ciliegie gialle... Il fabbricante deve non solo provare l'esigenza dello stesso, ma anche rispondere a test di innocuità.

Doctissimo: Qual è il rischio per una donna incinta di consumare prodotti contenenti additivi?

Dott. Béatrice de Reynal: Gli additivi sono molto più controllati degli alimenti. Sono inquadrati da tre direttive europee2,3,4 e gli organismi preposti al controllo sanitario rilevano eventuali effetti indesiderati sull'organismo. La dose massima autorizzata è prevista per consentire ad una persona di consumare durante l'arco della giornata prodotti industriali (bibite gassate, caramelle, pizza...) con la massima innocuità. Non sono, a priori, più pericolosi per una donna incinta che per qualsiasi adulto. Esistono studi sui bambini che, in certi casi, lasciano sospettare che gli additivi favoriscano lo sviluppo di iperattività e bronchite…. In realtà, una donna incinta è molto più esposta all'inquinamento biologico, come gli insetticidi e i pesticidi.

Doctissimo: E allora sconsigliate alla donna incinta di consumare determinati alimenti contenenti additivi?

Dott. Béatrice de Reynal: Sì, per principio di precauzione. Si sa, sono soprattutto coloranti, anzi, i conservanti che possono dare problemi. Oppure la barriera placentare lascia passare le sostanze tossiche. Comunque da evitare. È vivamente sconsigliato il consumo di prosciutto e affettati industriali, che contengono coloranti e conservanti... Sono sconsigliabili anche gli yogurt alla frutta colorati artificialmente, i formaggini colorati alla frutta, le caramelle gelatinizzate. Quanto alla frutta secca, contiene troppi solfiti.

Doctissimo: Perché le donne con predisposizioni allergiche devono essere ancora più prudenti?

Dott. Béatrice de Reynal: Perché i bambini di un genitore allergico (e se entrambi sono allergici, il rischio aumenta) possono sviluppare a loro volta allergie incrociate. Inoltre gli allergeni possono attraversare la placenta. Poiché è sconsigliato consumare frutta a guscio o esotica, per precauzione, a maggior ragione evitare cibi contenenti coloranti e quelli che possono essere allergizzanti. Occorre soprattutto fare molta attenzione agli aromatizzanti a base di olio di soia, all'olio di arachide, agli affettati industriali e alla frutta contenente sorbato di potassio. Quelli che contengono gelificanti naturali o lievito in polvere, invece, non costituiscono problemi particolari.

Doctissimo: Come fare per evitare questi alimenti?

Dott. Béatrice de Reynal: Occorre leggere le etichette! Non dimentichiamo che il consumatore è più tutelato dalla legge sugli additivi che da quella sugli alimenti. È semplice: la funzione precede sempre il nome dell'additivo. Ad esempio, l'E407, anche noto col nome di carragenina, è un addensante naturale ricavato dall'alga Euchema. L'E330, a sua volta, corrisponde all'acido citrico. È come il succo di limone.

Infatti, anche se la "E" viene proposta dalla legislazione europea per codificare gli additivi, può trattarsi di un additivo naturale! Ovvero: generalmente i piatti pronti surgelati o freschi sono privi di coloranti, ma le etichette dei semi-conservati vanno verificate. E gli yogurt alla frutta sono da evitare. Quanto agli edulcoranti intensi come l'aspartame, non appartengono in senso stretto agli additivi e nessun studio ne prova la tossicità. Questi edulcoranti non sono indispensabili: allora, per precauzione, è meglio evitarli.

Proposte raccolte da Nadine Ker Armel, l'1 febbraio 2010.

1 - Autore di numerose opere, fra cui De l'étiquette à l'assiette (Dall'etichetta al piatto, N.d.T.). Editions Vuibert. Prossima pubblicazione: Manger pour soi et bébé (Mangiare per sé e il bebè, N.d.T.) il prossimo giugno. Editions Vuibert.

2 - Direttiva 89/107/CEE del 21 dicembre 1988, relativa all'avvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti gli additivi il cui uso è consentito nelle derrate destinate all'alimentazione umana

3 - Direttiva 94/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1994, concernente i coloranti destinati all'impiego in derrate alimentari

4 - Direttiva 95/31/CE che stabilisce i criteri di purezza.

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07/08/2012
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