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Pesce in gravidanza: un alleato da tenere sotto controllo

Le donne incinte lo sanno: il pesce offre una ricchezza nutrizionale senza eguali. Ma attenzione: alcune varietà contengono mercurio e costituiscono un vero pericolo per il feto. Di quali pesci non bisogna fidarsi?

Il pesce in gravidanza
© Getty Images

Alle future mamme viene raccomandato di mangiare pesce 2 volte alla settimana. Ma, secondo un comunicato dell'Afssa (Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti) pubblicato nel 2002, le donne incinte devono diversificarne il consumo per proteggere il bambino da un'esposizione al mercurio.

Diffidare di alcuni pesci grossi

Il mercurio è naturalmente presente nel terreno, nei laghi, negli oceani e nei corsi d'acqua, ma l'industria (combustione di scorie, sfruttamento minerario, trasformazione delle paste di legno) produce a sua volta questo metallo, che perlopiù viene riversato nei fiumi e nel mare. I pesci piccoli che mangiano plancton al mercurio vengono a loro volta divorati dai pesci più grandi che, di conseguenza, ne accumulano in percentuali elevate. Più i pesci sono grossi e vivono a lungo, più immagazzinano nelle proprie carni questo metallo tossico. L'orata, il pesce spada, il marlin, lo squalo e il tonno figurano fra le specie con elevati livelli di mercurio. Per questa ragione, l'Afssa raccomanda alle donne incinte, a titolo precauzionale, di evitare di mangiarne troppo regolarmente e di diversificare al massimo le varietà di pesce consumate. I pesci di allevamento, come il salmone, sono protetti da questa esposizione: da una parte, la loro vita è relativamente breve e, dall'altra, le acque in cui crescono vengono controllate con regolarità.

Un pericolo per il bambino

Bisogna sapere che il mercurio in forma metilata (il metilmercurio) non colpisce la madre, tuttavia costituisce un vero e proprio pericolo per il feto. È principalmente il cervello a essere intaccato: infatti, il sistema nervoso centrale del feto è particolarmente sensibile all'azione tossica del metilmercurio. Secondo i vari studi clinici, il danno neurologico nei bambini esposti al metilmercurio durante la gravidanza si traduce in un risultato inferiore nei test che indagano lo sviluppo neuro-comportamentale. Tuttavia, i dati disponibili non permettono di valutare il picco d'esposizione che si rivela deleterio. Se è noto che il metilmercurio è una sostanza tossica e che il suo consumo progredisce, rimane difficile collegare una qualunque patologia a un dosaggio preciso.

Attenzione al pesce crudo

Il mercurio non è l'unico pericolo. La gravidanza non è proprio il momento ideale per ospitare un parassita. Per scongiurare ogni rischio, evita sushi, sashimi, tartara e altri ceviche (pesci crudi marinati). I pesci crudi, soprattutto se eviscerati in maniera tardiva, possono ospitare il parassita alimentare anisakis, responsabile dell'anisakidosi, la malattia del verme dell'aringa. Questa malattia ha avuto origine in Giappone e inizia a impiantarsi in Europa in seguito alla diffusione della cucina nipponica. Se sei davvero patita di sushi, considera che il congelamento consente di eliminare ogni rischio di contaminazione!

Non dimentichiamo, però, che il pesce presenta dei vantaggi. È una fonte privilegiata di proteine e acidi grassi essenziali particolarmente adatti alla gravidanza. Al contempo ricchissimi di iodio, i prodotti del mare sono gli alleati di un'alimentazione sana.

Hélène Huret con il Prof. Ambroise Martin, membro del Comité Stratégique du Programme National Nurition Santé (Comitato Strategico del Programma Nazionale francese Nutrizione e Salute) – Aggiornato al 6 gennaio 2011

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17/07/2012

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