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Prima e durante la gravidanza: pensa all'acido folico!

La vitamina B9, chiamata anche acido folico o folato, è indispensabile per il nostro organismo, sempre. Ma è nelle donne incinte che il suo ruolo diventa assolutamente fondamentale sin dalle prime settimane. Con un’alimentazione varia e con integratori alimentari, da assumere prima e dopo la gravidanza è possibile limitare rischi di carenze in tutte le donne incinte.

L'acido folico in gravidanza
© Getty Images

La gravidanza richiede molte attenzioni a livello nutrizionale. Le raccomandazioni destinate alle donne incinte riflettono bene l’aumento dei fabbisogni nutrizionali necessari a un corretto svolgimento della gravidanza.
Ma, se in questo periodo un’alimentazione equilibrata è di primaria importanza, lo è anche prima del concepimento e nelle primissime settimane di gestazione. Ciò è particolarmente vero per quanto riguarda gli apporti di vitamina B9. Questa infatti ha un impatto maggiore nel corso delle prime settimane di gravidanza, periodo in cui la maggior parte delle donne non sa ancora di essere in attesa!

Una vitamina fondamentale

La vitamina B9, chiamata anche acido folico o folato, è un composto sintetizzato dalle piante. L'organismo umano non è in grado di produrlo e deve dunque reperirlo nell’alimentazione. Il suo ruolo è fondamentale. Agisce sulla crescita e sulla divisione cellulare, e dunque sulla sintesi dei tessuti. Inoltre partecipa alla sintesi delle cellule sanguigne e nervose.

Un possibile rischio di malformazioni

Durante la gravidanza, il fabbisogno di vitamina B9 aumenta in maniera netta. Il rischio di carenza è reale. E lo è ancora di più se la donna aspetta dei gemelli, se le gravidanze sono ravvicinate, o in caso di allattamento prolungato. Le conseguenze sul bambino sono diverse a seconda dello stadio della gravidanza, della gravità della carenza e della sensibilità individuale della futura madre. Una carenza di acido folico è particolarmente temibile durante le prime settimane di gravidanza. In alcune donne predisposte può comportare gravi malformazioni del cervello o del sistema nervoso (spina bifida).

Integratori indispensabili

Per evitare rischi di carenze, Paesi come gli Stati Uniti arricchiscono i loro alimenti di vitamina B9. In Italia le autorità sanitarie hanno optato per un altro approccio: raccomandazioni nutrizionali e integratori per tutte le donne due mesi prima della gravidanza e per tutto il primo trimestre. Le donne che stanno pianificando una gravidanza devono quindi assumere integratori alimentari da 0,4 mg di acido folico ogni giorno. Quelle particolarmente a rischio di carenza devono passare a compresse da 5 mg al giorno. Tuttavia, queste raccomandazioni restano ancora troppo poco seguite.  

Lattuga, formaggio e uova

Per la popolazione in generale gli apporti di acido folico raccomandati sono di 300 microgrammi al giorno. Nelle donne incinte e in quelle che allattano questo apporto aumenta nettamente: sale a 500 microgrammi al giorno. La copertura degli apporti raccomandati è assicurata dagli alimenti. Quelli che apportano più vitamina B9 sono le verdure a foglia verde come gli spinaci o le lattughe. È presente anche nel lievito, nel fegato e nel tuorlo d’uovo. La vitamina B9, al pari di altre vitamine, è molto sensibile al calore: per gran parte viene distrutta durante la cottura.

Tasso di acido folico di alcuni alimenti
(in microgrammi per 100 g)

molto ricchi
più di 200

ricchi
da 100 a 200

medi
da 50 a 100

scarsi
da 25 a 50

poveri
meno di 20

lievito, fegato

insalata verde
mais
castagna
noce
avocado
mandorla

verdure a foglia verde
melone
ceci
uovo
formaggio stagionato

frutta
frattaglie

pane
farinacei
carne

Mangiare bene prima di procreare

Prima di iniziare una gravidanza, ricorda di consultare il tuo medico o il tuo ginecologo. Saprà darti consigli adeguati e ti prescriverà il famoso acido folico. Potrai così dedicarti serenamente al progetto di un figlio!

La vitamine B9 raddoppia le possibilità di avere gemelli

Per evitare rischi di carenze, Paesi come gli Stati Uniti arricchiscono alcuni alimenti di vitamina B9. Queste misure hanno permesso di ridurre del 19% il numero di nascite con spina bifida, una malformazione del sistema nervoso. In Italia, non esistono alimenti arricchiti, né integratori sistematici per le donne incinte.
I ginecologi, tuttavia, possono prescrivere compresse di acido folico alle donne considerate a rischio, soprattutto a quelle che hanno avuto figli con malformazioni neurologiche.
Un recente studio svedese attribuisce alla vitamina B9 un aumento delle nascite gemellari. Condotto su oltre 2500 donne che avevano assunto integratori di vitamina B9, lo studio è arrivato alla conclusione che il tasso di nascita gemellare è quasi due volte superiore a quello delle nascite "normali".
Sebbene tale studio non possa essere considerato "la" verità assoluta (ricerche precedenti non hanno mai stabilito tali connessioni), esso potrebbe rimettere in discussione i benefici di un’integrazione di acido folico nei Paesi in cui si contano pochi casi di spina bifida. Secondo l’autore, i rischi legati a una gravidanza multipla (parto prematuro, scarso peso alla nascita, problemi cerebrali...) sarebbero più importanti dell’effetto preventivo della vitamina B9. I risultati di questa ricerca arrivano proprio mentre altri Paesi si apprestano a seguire le raccomandazioni degli Stati Uniti.

Françoise Pradier e David Bême

Fonte: Twin Research (vol. 4, p. 63)

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20/07/2012

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