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Il sale in gravidanza

Durante la gravidanza, l'apporto consigliato di sale non cambia. In caso di edemi o ipertensione arteriosa, la dieta rigorosamente senza sale non viene più prescritta perché si rivela inefficace.

Il sale in gravidanza
© Getty Images

Incinta o no, si consiglia di non superare dai 6 agli 8 g di sale, ovvero da 2,4 a 3,2 g di sodio al giorno (1 g di sale = 0,4 g di sodio)1. Questa cifra supera di molto il requisito minimo (2 g di sale al giorno), ma rappresenta un buon compromesso tenuto conto dell'apporto spontaneo di sale in Francia: 7,7 g in media proveniente dagli alimenti (pane, formaggio…) senza contare il sale da cucina2. Se l'eccesso non è raccomandato, come d'altronde per gli altri cibi, non bisogna dimenticare che il sodio è fra i minerali indispensabili.

Nessuna riduzione significativa del sale durante la gravidanza.

Fra l'altro, il sodio contribuisce alla trasmissione dell'influsso nervoso, alla contrazione muscolare e all'idratazione dell'organismo. "Noi non proponiamo quasi mai una dieta iposodica alle nostre pazienti" spiega Catherine Cardiet, dietologa presso la Maternité Port-Royal dell'ospedale Cochin di Parigi. "Incoraggiamo alcune donne a moderare il loro consumo di prodotti industriali molto salati, come biscotti per aperitivo e piatti cucinati, o certe acque gassate. Ma si tratta di un consiglio valido per l'insieme della popolazione". I banali edemi della gravidanza (gambe, piedi, dita) sono dovuti al contesto ormonale specifico, che comporta una vasodilatazione dei vasi sanguigni (meno "contratti" i vasi sanguigni lasciano passare l'acqua che infiltra i tessuti): una dieta senza sale non cambia nulla.

Inoltre, alle donne incinte viene consigliato di utilizzare un sale iodato, per integrare le risorse, spesso insufficienti e far fronte ai requisiti aumentati dalla gravidanza. La carenza di iodio può provocare nel feto un gozzo e ipotiroidismo.

Anche in caso di ipertensione cronica

Nella popolazione generale, l'ipertensione arteriosa (pressione sistolica superiore a 14 e pressione diastolica superiore a 9) è un'indicazione per moderare l'apporto di sodio. Circa il 40% delle persone ipertese, soprattutto se sono in sovrappeso o in etnia nera, è sensibile alle variazioni di apporto di sodio. Dunque, quando si è ipertese e ci si ritrova incinte, si può continuare a moderarsi, ma niente di più. Poiché la tensione arteriosa diminuisce naturalmente durante i primi 6 mesi di gravidanza assieme all'aumento della massa sanguigna e alla dilatazione dei vasi. Al punto in cui i ginecologi, secondo il livello della pressione arteriosa, hanno la tendenza a sopprimere per qualche mese, se non a modificare, il trattamento ipotensivo in corso: occorre evitare di ritrovarsi in ipotensione, cosa che può pregiudicare il feto (meno ben irrigato e dunque ossigenato e nutrito)3.

Anche in caso di ipertensione gravidica

L'ipertensione può anche verificarsi durante la gravidanza: si parla allora di ipertensione gravidica, che compare a partire dalla 20esima settimana di amenorrea. Si tratta della complicanza medica più frequente in gravidanza, che interessa fino al 10% delle donne incinte. Questo tipo di ipertensione è alla base una malattia della placenta, che non ha nulla a che fare con il consumo di sodio. Però è molto più frequente nelle donne in sovrappeso o obese durante il concepimento, moltiplicata per 2,5-5 secondo l'indice di massa corporea (IMC) iniziale4. "Quando una donna inizia la sua gravidanza in sovrappeso o aumenta troppo di peso nel primo trimestre, si raccomandano interventi dietetici per limitare l'aumento totale del peso. L'aumento di peso consigliato dipende dall'IMC prima della gravidanza, da 7 chili per le donne obese, fino a 12 chili per le donne in lieve sovrappeso5. Ma non chiederemo loro di seguire una dieta rigorosamente priva di sale, che non servirebbe a nulla", commenta Catherine Cardiet.

La scoperta di un'ipertensione arteriosa giustifica un monitoraggio e un controllo medico approfonditi, poiché può complicarsi, fra il 3 e il 4% dei casi, con una preeclampsia (anche nota come tossiemia gravidica). Ad esempio, occorre una consultazione d’urgenza se improvvisamente compaiono degli edemi sul viso e sulle dita oltre le 24 settimane di amenorrea. La preeclampsia si caratterizza con una proteinuria (proteine nelle urine), che rivela un'alterazione dei vasi sanguigni. Ma le diete non possono fare nulla. Al trattamento vengono associati vari farmaci (fra cui un ipotensore), e riposo assoluto6.

5 consigli per consumare la dose giusta di sale.

- Non salare di nuovo i piatti prima di averli assaggiati;
- Durante la gravidanza, utilizza sale iodato;
- Modera il consumo di cibi commerciali molto salati: zuppe, piatti già pronti, pizze, torte salate;
- Limita il formaggio ad una porzione al giorno, e integra gli apporti di calcio con latte e latticini;
- Consuma pane normale (non "privo di sale").

Florence Daine

1 - A. Martin et al. Apports Nutritionnels conseillés pour la population française (Apporti Nutritivi consigliati per la popolazione francese), Ed Lavoisier, 2000.
2 - Etude INCA 2 Enquête Individuelle et Nationale des Consommations Alimentaires (Studio individuale e nazionale dei consumi alimentari) 2007. www.afssa.fr
3 - S. Saint-Léger, K. Rezig. Hypertension artérielle et grossesse (Ipertensione arteriosa e gravidanza). www.ledamed.org
4 - Studio EDEN: Etude sur les déterminants pré et postnatals du développement de la santé de l'enfant (Studio sui determinanti pre- e postnatali dello sviluppo della salute del bambino). INSERM, 2007.
5 - F. Galtier, J. Bringer. Poids et grossesse: avant, pendant, après (Peso e gravidanza: prima, durante, dopo). Cahiers de Nutrition et de Diététique, 38, 5 : 287-290. Ottobre 2003.
6 - Hypertension artérielle et grossesse (Ipertensione arteriosa e gravidanza). Modulo di formazione della Facoltà di Medicina di Strasburgo.

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08/08/2012

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