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Voglie in gravidanza e angiomi

Quel languorino nel cuore della notte vi attanaglia ma in casa non avete nulla che possa soddisfarlo? Nella vostra testa risuonano le parole di nonne e prozie che vi mettono in guardia sul misterioso potere delle “voglie” non esaudite? A questo punto avete due scelte, la prima è quella di svegliare chi vi è più vicino per una caccia notturna all'unico negozio aperto 24 ore su 24 della città oppure rinunciare.

Voglie e angiomi sulla pelle
© Getty Images

Non dovete preoccuparvi, se la vostra voglia di fragole a dicembre non sarà esaudita non correte alcun pericolo che il piccolo, che dorme placido nel vostro pancione, nasca con una macchia a forma di frutto in faccia. Le “voglie” ovvero le chiazze rossastre o marroncine che possono comparire sulla pelle del neonato alla nascita non sono altro che semplici angiomi, contro i quali non esiste al momento alcune forma di prevenzione.

Cosa sono le “voglie” del neonato e come si formano

Un angioma è una leggera alterazione della pelle provocate da una sorta di errore fatto dall'organismo al momento della formazione fetale dei nuovi vasi sanguigni. La neoangiogenesi (questo è il nome scientifico del processo con cui il feto sviluppa vene ed arterie) inizia sin dalle prime settimane di gestazione e può proseguire anche dopo la nascita. Ecco perché in alcuni neonati possono comparire angiomi tardivi nel corso delle prime settimane di vita. Solitamente gli angiomi raggiungono la loro massima espansione e pigmentazione intorno ai sei mesi per poi iniziare lentamente a scomparire.

A volte il processo è totale e della “voglia” non resta traccia, in altri casi invece ne resterà una piccola ombra per tutta la vita.

Voglia di fragola o voglia di caffè?

La tradizione popolare divide le “voglie” in due categorie: le voglie di fragola e quelle di caffè. Le prime hanno un colore tendente al rosso mentre le altre, ovviamente, vanno dal beige al marrone.

In realtà entrambe queste categorie appartengono, a livello scientifico, alla stessa famiglia di angiomi: gli angiomi piani. Questa tipologia di “voglia” è di carattere ereditario: se uno dei due genitori ha o ha avuto alla nascita un angioma, il bambino ha il 50% di possibilità di averne uno a sua volta.

Esistono altre due forme di angiomi che si presentano con dimensioni maggiori ed interessano, oltre alla cute, anche gli strati più profondi della pelle. Si tratta degli angiomi tuberosi e cavernosi che si presentano di colore rosso intenso ed in rilievo. Possono essere pericolosi se si trovano vicino a punti molto delicati come gli occhi o la bocca e devono essere trattati sin dai primi mesi per impedirne una crescita troppo vasta.

Quando si ricorre alle cure mediche per le “voglie”?

Gli angiomi piani sono nella maggior parte dei casi di dimensioni contenute e non hanno un grande impatto dal punto di vista estetico. Queste piccole “voglie” non richiedono un trattamento medico e tendono a scomparire del tutto entro il primo anno di vita. Se ciò non avviene e l'angioma persiste o se si trova in una posizione visibile come il viso o le braccia, è possibile effettuare alcune sedute di impulsi luminosi di raggio laser per schiarire la pelle.

Caso diverso è quello degli angiomi tuberosi e cavernosi che, oltre ad un problema estetico maggiore, presentano diversi rischi per la salute del bambino. Si procede con una terapia farmacologica con due medicinali: interferone e cortisone. Il trattamento ha una durata variabile dai 3 ai 6 mesi a seconda della gravità dell'angioma. Al termine della terapia medica è possibile intervenire anche dal punto di vista estetico con il trattamento laser. Nei casi più gravi si rende necessario il ricorso alla chirurgia vascolare o a quella plastica.

Leggende popolari e dicerie

Non è chiaro quale sia l'origine delle credenze popolari sulla formazione delle “voglie”, ogni persona a cui chiederete come sia a conoscenza di tali fenomeni vi risponderà che le è stato detto a sua volta dai genitori o dalle nonne. Pare che l'origine sia da far risalire al Medio Evo, quando le donne erano considerate ai margini della società, alla stregua degli animali.

Quando un neonato veniva al mondo con una antiestetica macchia la colpa veniva automaticamente fatta cadere sulla madre, che sicuramente aveva commesso qualche peccato nel corso della gestazione. Nel periodo della grande inquisizione e della caccia alle streghe, per le persone colpite da un angioma iniziarono tempi molto duri. Le “voglie” erano ritenute veri e propri marchi del demonio, indici della presenza inconfutabile del male in quella persona sin dal suo concepimento.

I bambini affetti da angiomi gravi venivano spesso uccisi al momento della nascita da padri e levatrici e le madri ripudiate. Fortunatamente nel corso dei secoli certe credenze sono andate scomparendo ma restano nell'immaginario popolare in una forma più blanda.

Se il neonato nasce con una macchiolina sulla pelle, la colpa viene ancora fatta risalire alla mamma ed a qualche suo capriccio. Un retaggio culturale duro a morire ma che grazie allo sviluppo delle conoscenze mediche è destinato a diventare niente di più di una antica e sciocca credenza.

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21/06/2012
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