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Tutto sul congedo di maternità

Per le lavoratrici dipendenti è possibile usufruire di due tipologie di congedo di maternità: il congedo di maternità (chiamato in passato astensione obbligatoria) e il congedo parentale (ex astensione facoltativa).

Il congedo di maternità
© Getty Images

Congedo di maternità (o astensione obbligatoria)

Il congedo di maternità consiste nel diritto della lavoratrice di potersi assentare dal lavoro per cinque mesi, in concomitanza con la nascita del proprio figlio. Oltre che un diritto è anche un vero e proprio obbligo in quanto la legge stabilisce che:  è vietato per le aziende adibire le donne al lavoro nei due mesi antecedenti il parto ed i tre successivi. In realtà, dal 2000, è possibile posticipare la data di ingresso in congedo al mese precedente il parto per poi rientrare al compimento del 4°mese del bambino.

Come si ottiene: Per ottenere il congedo di maternità è necessario presentare all'Inps ed al datore di lavoro una apposita domanda (reperibile all'ispettorato del lavoro), allegata al certificato medico che attesti la data presunta del parto. Ciò deve avvenire entro il settimo mese di gestazione. Dopo il parto, la neo mamma ha trenta giorni di tempo per inviare sia all'azienda che all'Inps il certificato di nascita del figlio, anche tramite una autocertificazione.

Permessi speciali

Trascorsi i 5 mesi previsti dalla legge, la lavoratrice che sceglie di rientrare in servizio ha diritto ad alcuni permessi speciali per potersi occupare del figlio. Il primo riguarda la possibilità di assentarsi dal lavoro per una o due ore al giorno (1 per il part time e 2 in caso di impiego full time) durante il primo anno di vita del bambino per poterlo allattare. Le ore non svolte vengono pagate interamente dall'Inps al 100%.

Il secondo permesso è invece collegato alla malattia del bambino. Presentando il certificato medico del pediatra è possibile assentarsi dal lavoro per i giorni sopra indicati. Queste giornate non sono però retribuite ma il datore di lavoro è obbligato a concederle nei primi tre anni di vita del bambino.

Dal 4° al'8° anno del figlio i giorni di assenza giustificati per malattie possono essere un massimo di 5 all'anno.

Congedo parentale (o astensione facoltativa)

Le lavoratrici che non ritengono opportuno rientrare al lavoro secondo i termini del congedo di maternità, possono richiedere un prolungamento dell'astensione. La legge prevede un massimo di sei mesi di congedo che possono anche essere suddivisi o spalmati sui primi otto anni di vita del figlio. Anche il padre può richiedere un congedo parentale ed alternarsi alla madre nel corso dei sei mesi oppure usufruendo dell'intero periodo al suo posto.

Come si ottiene: Per ottenere il congedo parentale, sia esso richiesto dalla madre o dal padre, occorre presentare una domanda con indicato il periodo di astensione richiesto. La tempistica varia a seconda dei casi, se si tratta di un semplice prolungamento del congedo di maternità occorre presentare la richiesta entro 15 giorni dallo scadere di tale periodo. Se il congedo viene invece richiesto mentre si è al lavoro occorre un preavviso maggiore per il datore di lavoro (circa 20 giorni).

Congedi parentali particolari

Il congedo parentale può dover essere richiesto per particolari problemi di salute del bambino. In questo caso i termini sono leggermente diversi da quelli previsti per il congedo relativo alla maternità.

Congedo parentale per malattia

In caso di malattia del figlio, entro il terzo anno del bambino è possibile usufruire del congedo parentale classico. Una volta esaurito tale periodo e trascorso il primo anno di vita del bambino, entrambi i genitori possono richiedere permessi speciali per malattia, retribuiti al 100% per i primi trenta giorni (anche non consecutivi) e senza indennità per quelli successivi.

Come si ottiene: Occorre presentare una domanda correlata al certificato medico che attesta la condizione del bambino. E' necessaria inoltre una dichiarazione che attesti che i genitori si alternano nelle astensioni dal lavoro e che nono sono entrambi assenti nelle stesse giornate.

Congedo parentale per bambini portatori di handicap

I genitori di bambini portatori di handicap possono usufruire di alcune agevolazioni previste dalla legge. Al termine dei normali congedi di maternità e parentale, è possibile richiedere ulteriori permessi. Il primo consiste in due ore di permesso retribuito ogni giorno fino ai tre anni del bambino (un ora in caso di impiego part-time). Per i casi in cui si renda necessaria la presenza costante di un genitore, è possibile prolungare il congedo parentale fino ai tre anni del figlio. Dopo tale periodo, entrambi i genitori hanno diritto a tre giorni di permesso retribuito al mese.

Come si ottiene: In questi casi è sempre consigliabile rivolgersi ad una associazione competente per tutto ciò che riguarda la modulistica che è molto specifica e deve essere presentata con molta attenzione.

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12/04/2012
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