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I tuoi diritti in gravidanza

Nel corso degli anni, i diritti e le indennità delle donne in gravidanza sono aumentati considerevolmente. Non tutti i contratti di lavoro, però, offrono i medesimi vantaggi. Per sapere a quali benefici hai diritto, informati presso il tuo datore di lavoro o un rappresentante sindacale.

Lavorare incinta

I vantaggi della maternità
© Jupiter

puoi lavorare fino al settimo mese e in alcuni casi fino all'ottavo, ma sarebbe meglio che tu prendessi del tempo per rilassarti e prepararti al parto.

Se trascorri la maggior parte del tempo alla scrivania, alzati e muoviti ogni tanto anche se si tratta solo di andare alla fotocopiatrice. Aiuterai la circolazione.

Se invece sei sempre seduta, devi fare delle pause regolari, devi sederti e rilassarti, specialmente durante gli ultimi mesi della gravidanza.

se lavori con dei prodotti chimici, stai lontana da tutto ciò che potrebbe essere dannoso per te e il bambino e assicurati che il tuo capo allontani da te ogni fonte di pericolo.

Il mio stipendio subirà delle decurtazioni durante l'astensione obbligatoria?

Il tuo stipendio non subirà alcuna decurtazione. Allo stesso modo, non verranno toccati nemmeno i tuoi contributi previdenziali.

Astensione obbligatoria

In Italia, la tutela della maternità è affidata al Decreto Legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 ("Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53").

Alla madre pertiene l'obbligo di astenersi dal lavoro per i due mesi precedenti la data presunta del parto e per i tre mesi seguenti. In questo periodo la madre ha il diritto di percepire per intero il trattamento economico.
Il decreto stabilisce anche che "ferma restando la durata complessiva del congedo di maternità, le lavoratrici hanno la facoltà di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro". Prima dell'inizio del periodo di astensione obbligatoria, dovrai consegnare al tuo datore di lavoro un certificato medico che indichi la data presunta del parto.

Astensione facoltativa

Il periodo di tempo entro il quale richiedere l'astensione facoltativa arriva fino al compimento degli otto anni del figlio. Questo periodo di astensione può essere continuativo o frazionato.
Per la madre non può superare i sei mesi mentre per il padre arriva fino a sette, a condizione che inizialmente ne vengano presi almeno tre. Anche in questo caso, il datore di lavoro va avvisato con un preavviso di almeno quindici giorni.

Assegni di maternità

Esistono due tipi di assegni, erogati dallo Stato e dai Comuni, non cumulabili tra loro. L'assegno dello Stato spetta alle madri italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso di regolare permesso di soggiorno. Viene totalmente corrisposto alle madri che non hanno diritto ad alcuna prestazione, mentre solo parzialmente a quelle che hanno già un'indennità ma di importo inferiore.
L'assegno dei Comuni viene dato alle madri il cui reddito familiare, per un nucleo di tre persone, non supera il tetto di 31.000,00 euro. La domanda per ottenere gli assegni va presentata al proprio comune di residenza.

Permessi per cure prenatali

Durante la gravidanza, il tuo datore di lavoro deve obbligatoriamente concederti dei permessi per effettuare gli esami prenatali sia che si tratti delle ecografie, per esempio, sia che si tratti del corso preparto o dei corsi di rilassamento e respirazione.

Tutela in caso di aborto spontaneo

Se l'aborto spontaneo si verifica entro il 180° giorno della gestazione, la donna ha diritto a un'assenza per malattia da valutarsi in base alle disposizioni del medico. Se invece si verifica dopo il 180° giorno, l'aborto viene considerato come un parto prematuro per cui la donna viene collocata in astensione obbligatoria post parto per i tre mesi successivi al giorno dell'aborto.
Nel caso di interruzione volontaria della gravidanza, la madre non può beneficiare di alcuna tutela e la sua assenza dal posto di lavoro viene considerata assenza per motivi di salute.

Pubblicato il 04/05/2010Commenta

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