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La retribuzione in maternità

Il diritto alla maternità è sancito dalla stessa Costituzione italiana. E' infatti un dovere ed un diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio. Lo Stato garantisce per legge la protezione della maternità favorendo in ogni modo il suo corso. Le modalità di richiesta e di erogazione dei contributi economici per la maternità, obbligatorie o facoltativa, sono diversi a seconda del tipo di lavoro svolto dalla madre.

La retribuzione in maternità
© Getty Images

Congedo di maternità: indennità per le lavoratrici dipendenti

Dai due mesi antecedenti la data presunta del parto ai tre mesi successivi alla data effettiva della nascita, la lavoratrice ha diritto a ricevere l'indennità di astensione obbligatoria dal lavoro che corrisponde al 80% dello stipendio percepito (viene però versato il 100% dei contributi).

Il denaro viene versato dal datore di lavoro per conto dell'Inps ma l'azienda può decidere di integrare un 20% di stipendio per fornire alla dipendente il 100% della normale busta paga.

L'indennità di maternità è un diritto anche in caso di aborto dopo il 180° giorno di gravidanza o in caso di bambino nato morto o deceduto subito dopo la nascita.

Indennità per lavoratrici precarie

Se sono stati versati almeno tre mesi di contributi tra i 18 ed i 9 mesi prima del parto, alla donna spetta un assegno di circa 1580 euro per ogni figlio. Se la lavoratrice è occupata al momento della gravidanza le verrà fornita una indennità dall'Inps. Se la somma dovesse essere inferiore a quella prevista dall'assegno, verrà integrata per raggiungere la cifra stabilita dalla legge. Se invece l'indennità dovesse essere maggiore, si perde il diritto all'assegno.

Indennità per le lavoratrici autonome

Per le lavoratrici in proprio, regolarmente iscritte ai rispettivi elenchi ed in regola con i contributi versati, i termini della maternità sono gli stessi delle lavoratrici dipendenti con la differenza che sarà direttamente l'Inps a pagare l'indennità.

In questa situazione non è però necessaria l'astensione obbligatoria dal lavoro e la donna può continuare a lavorare per tutta la gravidanza ed il puerperio, pur percependo l'indennità.

La somma percepita è sempre l'80% della retribuzione, stabilita dallo stato per il settore di riferimento.

Indennità per le lavoratrici parasubordinate

Le lavoratrici parasubordinate sono tutte quelle donne che lavorano in proprio ma versano contributi agevolati del 14%.

A queste lavoratrici spetta di diritto un assegno di parto dalla somma variabile in base ai contributi versati nei 12 mesi precedenti. In caso di aborto avvenuto dopo il primo trimestre di gravidanza è previsto un assegno di aborto.

Indennità per disoccupate e casalinghe

Per le donne che non lavorano non è prevista una indennità di maternità ma un assegno di maternità pagato dall'Inps. L'importo dell'assegno varia a seconda della regione di residenza e del reddito dichiarato.

Indennità in caso di adozione

L'indennità di maternità per l'adozione di un figlio è prevista soltanto per le lavoratrici dipendenti e precarie. Le condizioni economiche sono le stesse previste per la maternità classica ma vengono indennizzati soltanto i tre mesi successivi all'arrivo del bambino in famiglia.

Congedo parentale

L'indennità di maternità facoltativa può essere richiesta soltanto dalle lavoratrici dipendenti con regolare contratto di assunzione.

Le somme percepite variano in base ai mesi di congedo effettuati: nel primo mese l'indennità è pari a quella per la maternità obbligatoria (80% della retribuzione) mentre scende al 30% per i cinque mesi successivi.

Paternità

L'indennità di maternità può essere accordata al padre soltanto in caso di affidamento esclusivo del minore o di abbandono del bambino da parte della madre.

In questo caso il genitore ha diritto al 80% dello stipendio per i tre mesi successivi alla nascita del figlio.

Il congedo parentale può invece essere effettuato sia dal padre che dalla madre (anche a periodi alterni) con il medesimo trattamento economico (80% il primo mese e 30% per i 5 successivi).

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12/04/2012
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