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La depressione prenatale

Si parla molto, per fortuna, della depressione post-parto. In pochi però conoscono la depressione prenatale, una forma che colpisce una percentuale stimata tra il 10 ed il 20% delle donne in gravidanza. Si tratta di un dato che colpisce, sopratutto perché la maggior parte delle persone vedono i nove mesi che precedono l'arrivo di un figlio come un periodo felice ed emozionante.

La depressione prenatale
© Getty Images

Le cause della depressione prenatale

Non esiste una vera e propria causa scatenante nella depressione prenatale. Una percentuale del 15-20% delle donne a cui è stata diagnosticata hanno dichiarato di aver sofferto di stati depressivi o ansiosi anche prima della gravidanza. Per tutte le altre si trattava invece della prima esperienza con questa patologia.

I principali fattori determinanti della depressione prenatale sembrerebbero però essere due:

  • un aspetto legato ai cambiamenti fisici del corpo
  • un aspetto legato alle paure del diventare madre

Nel primo caso la donna teme gli effetti della gravidanza sul suo fisico e, sopratutto, sviluppa una vera e propria fobia di non riuscire più a riavere la forma pre-gestazione una volta partorito.

Nel secondo caso invece, quelli che sono i normali timori di una futura mamma si ingigantiscono diventando insormontabili. “Saprò essere una buona madre?”, “Sarò in grado di amare mio figlio?”, etc, sono solo alcune delle domande che originano una forma di impotenza totale nella donna depressa.

I sintomi della depressione prenatale

Diagnosticare una depressione prenatale non è semplice. Spesso i sintomi non sono visibili dall'esterno e deve essere la stessa donna ad informare il medico delle sue preoccupazioni.

In generale, la maggioranza delle donne affette da depressione prenatale hanno lamentato alcuni sintomi comuni a tutte:

  • stanchezza perenne
  • tristezza generale
  • frequenti crisi di pianto
  • difficoltà a dormire durante la notte
  • insonnia
  • scarso o assente appetito
  • scarso interesse per tutto quello che riguarda l'arrivo del bambino dal punto di vista pratico (acquisto di vestitini, scelta del nome etc.)
  • forte preoccupazione per il momento parto

In alcuni casi di depressione prenatale sono presenti altri sintomi, che spesso si accompagnano ad un diffuso senso di ansia e panico:

  • tachicardia
  • nausea
  • formicolio o torpore alle mani
  • difficoltà a respirare
  • dolore e senso di costrizione al petto

Nei casi più gravi, le paure e gli stati di ansia possono sfociare in una forma di depressione prenatale molto pericolosa sia per la madre che per il bambino. La depressione può raggiungere livelli tali da provocare nella donna alcuni atteggiamenti autolesionisti come ferite auto-inflitte, tentativi di porre fine alla gravidanza e pensieri suicidi.

Le conseguenze della depressione prenatale sul bambino

Le forme gravi di depressione prenatale, come abbiamo visto in precedenza, presentano un concreto rischio che la donna tenti di nuocere a se stessa ed al bambino.

Per quanto riguarda invece le forme più comuni di depressione prenatale, un recente studio ha dimostrato come esista una correlazione tra questa patologia e la nascita di neonati pre-termine.

Non sono state rese note le percentuali esatte dei test, ma una larga parte delle donne affette da depressione preparto monitorate durante la gravidanza ha avuto almeno una delle seguenti complicazioni:

  • scarsa crescita intrauterina: durante le ecografie di controllo, il feto presenta valori inferiori al 10mo percentile rispetto allo stadio di sviluppo richiesto per il periodo
  • nascita del bambino prima della 36ma settimana
  • basso peso del bambino al momento del parto (inferiore ai 2500 grammi)
  • basso indice di apgar al momento della nascita

Secondo alcuni medici, la depressione prenatale avrebbe anche una forte incidenza sul rischio di aborto spontaneo ma gli studi, attualmente in corso, non hanno ancora fornito prove certe di questa correlazione.

Un recente studio anglosassone ha stabilito una strana correlazione tra la depressione prenatale e la depressione post-parto. Sembrerebbe che una guarigione troppo rapida della mamma dopo il parto possa provocare uno squilibrio emotivo e fisico nel neonato. Secondo questa teoria sarebbe quindi una soluzione migliore lasciare che la madre sviluppi una leggera forma di depressione post-parto per evitare di traumatizzare troppo il figlio. La controversia di questa tesi lascia però abbastanza perplessi moltissimi psicoterapeuti ed esperti del settore, che la considerano assolutamente errata.

Alcune ricerche hanno inoltre dimostrato come i bambini nati da donne affette da una depressione prenatale non curata, abbiano un rischio maggiore di sviluppare problemi di tipo psicologico durante la crescita.

Come si cura la depressione prenatale

La depressione prenatale, anche se di forma lieve, deve essere tenuta sotto controllo e curata.

Senza le terapie adeguate la donna corre il rischio di sviluppare comportamenti inadeguati durante la gravidanza ed anche di sviluppare in seguito al parto una grave forma di depressione post-parto.

La scelta migliore è senza dubbio la terapia psicologica, cercando di evitare l'assunzione di farmaci anti-depressivi.

Qualora la sola psicoterapia non fosse sufficiente è possibile, nel primo trimestre di gravidanza, assumere alcuni farmaci anti-depressivi che risultano essere abbastanza sicuri per il feto (fluoxetina, sertralina, paroxetina).

A partire dal quarto mese di gestazione le cose si complicano perché i farmaci possono influire sul corretto sviluppo del bambino.

Secondo i dati diffusi dagli ospedali italiani, la percentuale di neonati che presentano alla nascita problemi legati all'assunzione di farmaci anti-depressivi da parte della madre è di 3 casi ogni 1000.

Anche i farmaci omeoterapici devono essere assunti soltanto dietro stretto controllo medico perché non tutti possono essere assunti durante la gravidanza.

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29/04/2013
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