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Il paracetamolo in gravidanza

A differenza di altri farmaci di tipo antinfiammatorio, il paracetamolo risulta infatti essere meno tossico e non pericoloso per la mamma ed il feto. Uno recente studio pubblicato sulla rivista medica Jama pediatrics ha però portato alla luce una preoccupante correlazione tra l'uso del paracetamolo in gravidanza e l'insorgere, nel bambino, di una sindrome da ADHD (sindrome dell'attenzione con iperattività elevata). Cerchiamo di capire insieme in che modo i ricercatori sono arrivati a questa scoperta e se sia ancora possibile considerare sicura l'assunzione di paracetamolo in gravidanza.

Il paracetamolo in gravidanza
© Getty Images

Che cos'è il paracetamolo

Il paracetamolo venne scoperto, nel 1878, da un chimico americano che aveva combinato tra loro alcuni principi medici derivati dall'anilina. Inizialmente il paracetamolo così ottenuto aveva una forte tossicità e veniva usato molto raramente sui pazienti. Soltanto a partire dal 1949, in seguito ai progressi fatti nel campo della ricerca medica, il farmaco venne sintetizzato eliminando le sostanze nocive ed iniziò la sua diffusione su larga scala in tutto il mondo.

Gli aspetti positivi del paracetamolo sono, entro le dosi consigliate, la sua bassa tossicità ed il suo minimo impatto sulla salute di reni e fegato (gli organi più interessati dagli effetti collaterali dei vari medicinali attualmente in commercio). Doctissimo ti consiglia a questo proposito un vero toccasana per l'organismo: la dieta per depurare il fegato.

Paracetamolo e gravidanza

Il paracetamolo è inserito, per quanto riguarda il suo utilizzo in gravidanza, tra i medicinali di fascia B. In questa categoria sono inseriti tutti i farmaci che, durante la sperimentazione sugli animali, non hanno sviluppato nessun effetto dannoso per la madre e il feto.

E' considerato, da medici e ginecologi, l'unico farmaco assumibile come analgesico ed antipiretico in tutte le fasi della gravidanza. Nel primo trimestre, quello più delicato per la formazione del feto, i medici consigliano comunque di assumerlo soltanto se strettamente necessario. Il paracetamolo non ha alcun effetto sullo sviluppo del feto e sull'andamento della gravidanza ma, se assunto in dosi eccessive, può comportare un maggior rischio di parto pre-termine. Approfondisci con Doctissimo, quali farmaci assumere in gravidanza?

Paracetamolo e sindrome ADHD

La sindrome ADHD è un disturbo dell'apprendimento e dell'attenzione che viene solitamente diagnosticato ai bambini intorno ai sette anni di età, al momento dell'inserimento a scuola. Il numero dei bambini affetti da questo disturbo è in costante aumento negli ultimi anni e sono vari i progetti di ricerca volti a determinare le cause dell'insorgenza di questa patologia.

Uno di questi studi, svolto in Danimarca, ha prodotto i primi risultati significativi sull'interazione tra ADHD e l'assunzione di alcuni farmaci durante la gravidanza. La ricerca ha preso in esame un ampio numero di soggetti: tutti i bambini nati in Danimarca tra il 1996 ed il 2002. Parliamo di circa 64mila casi analizzati, un campione davvero impressionante. Ad ogni famiglia è stato consegnato un questionario da compilare, riguardante sia la gravidanza che i primi anni di vita del bambino. Tra tutti i dati ricavati, quello più evidente era una importante interazione tra l'assunzione di paracetamolo il gravidanza e la sindrome ADHD.

Nel 56% del casi di bambini affetti da ADHD, le madri avevano fatto uso di paracetamolo in gravidanza. Incrociando i risultati di questa ricerca con altri studi svolti in precedenza sul paracetamolo in gravidanza è stato stimato che l'assunzione prolungata di questo farmaco aumenti fino al 37% il rischio, per il bambino, di sviluppare una sindrome da ADHD.

E' sicuro assumere il paracetamolo in gravidanza?

Alla luce di questo studio, possiamo ancora ritenere il paracetamolo un farmaco sicuro durante la gravidanza? Secondo i medici la risposta è sì, per diversi motivi. Il primo è che lo studio, per quanto accurato, è ancora in fase iniziale. Non sappiamo infatti quale sia stata la quantità di paracetamolo assunta in gravidanza dalle donne i cui figli hanno poi sviluppato un problema di ADHD.

Lo stesso Zeyan Liew, autore dello studio, ha dichiarato di non essere in grado di determinare quale sia la quantità di paracetamolo potenzialmente rischiosa per il bambino. In secondo luogo non esiste, al momento, un farmaco alternativo al paracetamolo la cui assunzione in gravidanza non presenti alcun effetto collaterale.

Il paracetamolo rimane, anche con la sua possibile correlazione con la sindrome da ADHD, il farmaco analgesico più consigliato in gravidanza, se utilizzato per un periodo non superiore ai 5 giorni consecutivi.

La notizia che il paracetamolo assunto in gravidanza possa in qualche modo aumentare il rischio che il bambino sviluppi una sindrome da ADHD ha suscitato grande clamore, spaventando le mamme di tutto il mondo. E' importante chiarire bene che il paracetamolo non causa direttamente ADHD ma che, se assunto in quantità importanti durante la gestazione, può aumentare le possibilità che questa sindrome insorga. Non occorre quindi rinunciare totalmente al paracetamolo in gravidanza ma semplicemente limitarne l'utilizzo allo stretto indispensabile.

Fonti:

Jama pediatrics

http://archpedi.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=1833486

http://archpedi.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=1833483

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26/03/2015

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