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Quali farmaci assumere in gravidanza?

Ogni farmaco ha delle controindicazioni cui bisogna fare attenzione e solo il medico può consigliarti sulle interazioni possibili con altre sostanze e nel modo di somministrazione. Cosa accade se a doverli assumere è una donna in stato interessante? Quali accorgimenti utilizzare? Si devono evitare alcuni principi attivi?

Quali farmaci assumere in gravidanza?
© Getty Images

La teratogenesi

La placenta funziona da filtro tra la madre e il bambino, evitando che quest’ultimo venga a contatto con delle sostanze potenzialmente nocive alla sua salute. Accade però, come nel caso di droghe e alcool, che la placenta non sia in grado di filtrare completamente tali sostanza e non riesca quindi a proteggere il feto. I farmaci, ovvero i principi attivi in essi contenuti, riescono spesso ad passare questa barriera, che non è completamente impermeabile, e vengono assorbiti dal bambino, con conseguenze molto pericolose. Soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, devi stare molto attenta alle medicine che prendi: in questo periodo l’embrione si sta formando e sono mesi importantissimi per mettere le basi sulla sua futura crescita sia dentro di te che fuori. Il rischio più grande cui sono associati i farmaci è la teratogenesi, ovvero l’insorgenza di malformazioni del feto in seguito al contatto con determinate sostanze. Ciò avviene sia per le droghe, che per le bevande alcoliche, che per i principi attivi dei medicinali. Attenzione quindi ad assumerne solo se strettamente necessario e dietro prescrizione o consulto medico, condizione assolutamente necessaria per preservare la vita e la salute del tuo piccolo. Gli studi sull’effetto dei farmaci iniziarono negli anni Settanta, quando di iniziarono a notare delle malformazioni legate all’uso del talidomide, anti-nausea prescritto in a partire dagli anni Sessanta. Questo medicinale provocava gravissime malformazioni soprattutto agli arti superiori (focomelìa) e ne impediva addirittura lo sviluppo (amelìa). Nascevano così bambini senza braccia o con le ossa più corte, in particolare femore, tibia, ulna e radio.

La classificazione dei farmaci

Molte sono le organizzazioni a livello mondiale che si sono interessate di classificare i farmaci in base al grado di pericolosità in gravidanza. I medicinali di Classe A sono quelli che non comportano rischi per il feto; quelli di Classe B risultano innocui ma qualche esperimento sugli animali ha mostrato degli effetti teratogeni. In Classe C ci sono i farmaci che si sono mostrati nocivi per gli animali ma che non sono vietati alla donna in gravidanza poiché gli effetti benefici sono maggiori dei rischi per la salute del feto. Alla Classe D appartengono quei farmaci i cui principi attivi sono molto rischiosi per il feto ma il cui uso è consentito perché necessari nelle terapie necessarie ad alcune patologie gravi. Infine, la Classe X comprende i medicinali assolutamente sconsigliati in gravidanza a causa degli effetti nocivi e spesso letali sul feto; non sono consentiti nemmeno nel caso di patologie gravi perché i benefici non superano i danni che possono provocare alla salute di madre e figlio. La Food and Drug Administration, organizzazione americana nata negli anni Settanta, ha elaborato tale classificazione che è ancora in vigore. Negli anni Ottanta l’Australian Drug Evaluation Committee ha realizzato un altro tipo di classificazione, che ha introdotto la frequenza di assunzione dei farmaci in gravidanza. Le classi sono così suddivise: A – alta frequenza di assunzione/nessun effetto teratogeno, B1 – frequenza moderata/scarsi effetti su animali/nessun effetto sul bambino, B2 – frequenza moderata/scarsi effetti su animali ma pochi studi a riguardo/nessun effetto sul bambino, B3 – frequenza moderata/alcuni effetti su animali/nessuno sul bambino, C – farmaci tossici ma con danni reversibili, D – farmaci tossici con danni irreversibili, X – farmaci altamente teratogeni.

I principi attivi nocivi dei farmaci in gravidanza

Molti sono i principi attivi a cui prestare attenzione: per il trattamento dell’ipertensione arteriosa sono usati gli ACE inibitori, che (dopo il primo trimestre di gravidanza) risultano molto pericolosi, come l’idroclorotiazide, il benazepril, il captopril e il fosinopril, per citarne alcuni. Se entrano a contatto col tuo bambino, possono causargli danni renali.  I farmaci epilettici che contengono l’acido valproico, la difenilidantoina o la fenitoina provocano danni neurologici al feto e ipoplasia. I più comuni antibiotici, gli aminoglicosidi come gentamicina, neomicina, amikacina e tobramicina provocano danni uditivi e renali; le tetracicline come doxiciclina, clortetraciclina, e minociclina  causano necrosi epatica, danni allo sviluppo osseo e colorazione anomala dei denti del bambino (tendente al blu e/o al giallo). La fosfomicina, usata molto nel trattamento della cistite della donna, non ha invece controindicazioni, così come i derivati della penicillina (amoxicillina e ampicillina) e l’eritromicina. Gli analgesici, cioè gli antinfiammatori non steroidei – FANS - in commercio sono molto numerosi e i principi attivi più diffusi sono: acido acetilsalicilico, diclofenac, indometacina, ketorolac, piroxicam, tenoxicam, flurbiprofene, ibuprofene, ketoprofene, naproxene, etoricoxib, acido meclofenamico, benzidamina, nimesulide. Se assunti dopo il terzo mese di gravidanza provocano ritardi nel parto, ipertensione polmonare e diminuzione del liquido amniotico. Sarebbe consigliato preferirgli il paracetamolo, innocuo per il feto. Litio e iodio sono sconsigliati in gravidanza perché possono provocare ipotiroidismo, diabete e bradicardia. Le sostanze antitiroidee causano spina bifida, difetti cardiaci e cutanei, come il tiamazolo, mentre il misoprostolo causa aborti e malformazioni alla testa. Per l’artrite reumatoide viene usata la penicillamina, che però causa disturbi alle articolazioni. L’assunzione di alte dosi di vitamina A, contenuta nei retinoidi, causa aborti, malformazioni di cuore, viso e cervello, ritardo mentale. Attenzione perciò ai farmaci contenenti isotretinoina, acitretina e tretinoina. Le benzodiazepine come triazolam, midazolam, alprazolam, lorazepam, diazepam e flurazepam, utilizzate per il trattamento di molti disturbi psichici, causano sindromi di astinenza e difficoltà respiratorie. I farmaci usati durante il trattamento chemioterapico sono responsabili di molti aborti, attenzione quindi ad aminopterina, busulfano e ciclofosfamide, i quali generano altresì malformazioni a occhi, arti e bocca, nonché agli organi interni. 

Omeopatia e fitoterapia vengono in aiuto nei casi in cui risulta necessario intervenire: i principi attivi naturali sono delle ottime alternative ma questo non vuol dire che devi sempre evitare di assumere farmaci se il tuo copro ne ha bisogno. Consulta sempre il medico e se hai dubbi puoi rivolgerti al Telefono Rosso, un numero istituito dal Policlinico Gemelli di Roma che risponde a qualsiasi dubbio ti abbia riguardo gravidanza e allattamento. Clicca su www.policlinicogemelli.it per avere maggiori informazioni e non scordare di voler bene al tuo corpo: una mamma sana metterà al mondo un bambino sano quindi rispetta la tua salute e quella di tuo figlio!

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27/09/2011
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