Maschio o femmina? La risposta in 10 minuti
Venduto a 25 euro negli Stati Uniti, un test che permette di conoscere il sesso del nascituro dalla 10°settimana di gravidanza. Efficace all’80 %, questo test scatena la polemica, sebbene sia tecnicamente vietato in molti Paesi… non lo è su internet!
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E’ davvero finita l’epoca in cui le coppie attendevano con trepidazione il momento del concepimento o l’ecografia della 20°settimana per conoscere il sesso del loro piccolo? Per i più impazienti, la ditta Intelligender propone di svelare il sesso del nascituro sin dalla 10°settimana e ciò grazie a una piccola quantità di urina!
Facilità d’uso e basso costo gli hanno assicurato un successo strepitoso in una decina di Paesi…e su internet.
Un test affidabile all’82%
Da anni, varie aziende cercano di lanciare sul mercato test semplici che permettano di rispondere ai genitori ansiosi di conoscere il sesso del bebé. Tuttavia le modalità dei test (quantità di sangue da inviare tramite uno speciale kit…), il costo elevato e l’attesa di molte settimane per l’esito ne hanno limitato abbondantemente la diffusione.
Oggi, però, grazie all’ultimo arrivato nella famiglia di questi test, tali difficoltà non hanno più motivo di esistere: "Gender Prediction Test" ti promette di conoscere il sesso di tuo figlio, con poche gocce di urina, dalla 10°settimana, alla modica cifra di 34,95 $ (ovvero circa 25 €)!
Il suo principio è semplice, funziona come un test di gravidanza, grazie agli ormoni contenuti nell’urina. Basta utilizzare la siringa fornita nella confezione e introdurre 20 ml di urina nel test-flacone. Grazie agli ormoni presenti nell’urina della donna incinta, i diversi composti chimici (di cui i nomi non sono ancora stati divulgati) reagiscono e indicheranno al decimo minuto uno dei due colori: arancione se è femmina, verde se è maschio. Secondo la ditta, il risultato è affidabile all’ 82%.
Messo a punto nel novembre 2006 dall’impresa IntelliGender, più di 50 000 esemplari sono già stati venduti. La recente agitazione mediatica che sta suscitando è dovuta all’estensione della sua commercializzazione in alcune farmacie degli Stati Uniti e in 11 Paesi.
"Gender Prediction Test", un test non in vendita in Italia
Oggi in Italia, i genitori che desiderano conoscere il sesso del nascituro aspettano la seconda ecografia, tra la 20° e la 22° settimana di gravidanza. Ma, in futuro, vedremo sbarcare questo test in farmacia o nei supermercati ?
La risposta al momento è chiaramente negativa. Come ricorda l'Agenzia francese di Biomedicina, "non è legalmente possibile fare ricerche sul sesso del nascituro, salvo casi di sospette malattie genetiche. Qualsiasi diagnosi prenatale è giustificata solo dalla ricerca di una malformazione genetica, dai mezzi per prevenirla e le cure per trattarla".
Malgrado sia autorizzata in una decina di Paesi, la commercializzazione del "Gender Prediction Test" da noi rimane vietata. Solo internet la rende accessibile alle future mamme italiane che possono ordinarlo direttamente dal sito del produttore.
Dibattito etico
Anche se per la maggior parte delle coppie, questo test permetterà soltanto di restringere il campo di ricerca del nome o di optare per un colore della cameretta del bebé anziché un altro, alcuni specialisti temono il dibattito etico che il test può scatenare. Sebbene la selezione del sesso non sia una prerogativa in Italia, purtroppo lo rimane ancor’oggi in altri Paesi (in Cina o in India, ad esempio, i figli maschi hanno più valore rispetto alle femmine). Si teme dunque un aumento delle richieste volontarie di interruzione della gravidanza, in seguito alla scoperta (clandestina) del sesso del nascituro. Per evitare che la situazione degeneri, il produttore sottolinea l’importanza di parlarne con il proprio ginecologo.
Lionel Top
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