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La riabilitazione perineale: in cosa consiste?

Durante il parto naturale, i muscoli del perineo subiscono un forte stress fisico che porta in certi casi ad una perdita di elasticità, auspicabile per questa parte del corpo femminile.

La riabilitazione perineale: in cosa consiste?
© Getty Images

Che cos’è il perineo?

Il perineo è la parte del corpo femminile che si trova tra l’osso del pube e quello del coccige, che in questo zona rappresenta la “facciata” esterna del cosiddetto pavimento pelvico. Questi è costituito da muscoli, tendini, nervi e tessuti che si occupano internamente di controllare la funzionalità dello sfintere, della vescica e dell’utero in questa zona del corpo, definita come addomino-pelvica.

Il perineo è un muscolo volontario: funziona ogni qualvolta tratteniamo l’urina e le feci e quando invece le espelliamo; dopo il parto questa capacità può perdersi e portare ad episodi poco piacevoli di incontinenza, risulta quindi necessaria una riabilitazione dei muscoli pubo-coccigei per tornare a condurre una vita a contatto con le altre persone.

Riabilitazione perineale: gli esercizi per i muscoli di Kegel

Arnold Kegel era un medico ginecologo statunitense che negli anni Cinquanta ideò degli esercizi riabilitativi di quelli che poi sono stati chiamati muscoli di Kegel (gli stessi del pavimento pelvico).

Il suo scopo era quello di curare, senza intervenire chirurgicamente, l’incontinenza urinaria da sforzo e migliorare la funzionalità della vescica a seguito del suo prolasso.

Gli stessi muscoli hanno un ruolo importante durante i rapporti sessuali: un allenamento, anche leggero, contribuisce ad aumentare la sensazione di piacere nelle donne che hanno l’abitudine di esercitarsi, le quali dichiarano di raggiungere più facilmente l’orgasmo.

La riabilitazione ideata da Kegel consiste nella contrazione e nel rilascio di questi muscoli a intervalli regolari: il percorso si divide in step precisi ed è un allenamento piuttosto semplice.

Innanzitutto bisogna individuarne la posizione esatta: il metodo più semplice per individuarli è forzandosi di interrompere il flusso di pipì mentre si è in bagno. Questa tecnica deve essere utilizzata solo e soltanto per il riconoscimento dei muscoli, perché potrebbe andare ad interferire con il corretto svuotamento della vescica, la quale diventerebbe soggetta ad infezioni.

Lo step seguente consiste ovviamente nel rinforzarli: si inizia con lo svuotamento della vescica, per poi proseguire con contrazioni di 5-10 secondi, ripetute dopo una pausa di 10. Dieci ripetizioni per tre volte al giorno (mattino, pomeriggio e sera) sono sufficienti per riacquistare tono e elasticità ai muscoli perineali. Nel giro di un mese si notano i primi risultati ma bisogna fare attenzione a non allenarsi in maniera troppo intensa, pena lo stesso fenomeno per cui si era iniziato a farlo, ovvero l’incontinenza.

Gli attrezzi ginnici di riferimento per la riabilitazione perineale

Kegel inventò inoltre uno strumento, chiamato manometro perineale (o di Kegel), per misurare la tonicità di tali muscoli e capire in che modo poterli allenare. Una volta determinato ciò, è possibile, dietro prescrizione medica, ci si può avvalere di “attrezzi ginnici” che consentano di allenare al meglio le parti interessate. Questi sono il bilanciere, palline e coni di gomma: il primo è una barretta di acciaio chirurgico di quasi 500 gr di peso e lunga 17 cm, che presenta alle estremità dei bulbi che hanno l’aspetto di palline, con un diametro di 2,5 cm.

I coni di Plevnik (e similmente le palline) sono stati ideati per implementare l’allenamento dei muscoli in questione: assomigliano a degli assorbenti interni femminili e vanno posizionati all’interno della vagina e “tenuti in equilibrio” per un intervallo che aumenta gradualmente con il tempo. Pesano fino a 100 gr e sono fatti di una gomma particolare che si adatta all’anatomia della donna, che non sente assolutamente fastidio quando li inserisce.

Riabilitazione perineale e stimolazione elettrica funzionale

Nei casi più delicati è possibile sottoporsi ad una terapia alternativa a quella dell’esercizio individuale, ovvero la stimolazione elettrica funzionale. Viene utilizzato questo metodo nei casi più gravi e quando c’è la necessità di agire sui processi neurofisiologici del cervello. La corrente utilizzata ha una frequenza che va dai 10 ai 50 Hertz e l’intervallo di tempo a cui vengono sottoposti i muscoli arriva al massimo a 1 millesimo di secondo.

Riabilitazione perineale: i benefici per lui

Anche gli uomini possono svolgere esercizi per i muscoli della zona pelvica: se per le donne lo scopo primario è quello di combattere l’incontinenza, e solo dopo godere dei benefici sessuali che ne conseguono, per gli uomini gli stessi esercizi sono piuttosto utili dal punto di vista dell’atto in sé. Infatti, allenandosi riescono ad avere un controllo maggiore sull’eiaculazione e arrivare così a ritardarla.

Per risolvere il fastidioso problema dell’incontinenza urinaria da stress e da sforzo, e di tutti i disturbi ad essa correlata, l’ideale è sottoporsi ad una riabilitazione tout court, procedendo con gli esercizi di Kegel, coni, manubrio e stimolazione elettrica: così facendo tre donne su quattro guariscono completamente e nove su dieci ottengono dei notevoli miglioramenti.

È consigliabile sempre rivolgersi al proprio medico di fiducia che prescriva una terapia individuale adatta alle esigenze personali: può capitare infatti che sia necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico per guarire dalle situazioni più critiche.

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28/06/2011

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