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La depressione post partum colpisce anche gli uomini?

Recenti studi hanno dimostrato che la depressione post partum non è un disagio solo femminile ma può colpire anche i papà. Da cosa dipende? Come superare questo momento tanto delicato? Ecco alcuni consigli per ritrovare la serenità della coppia.

La depressione post partum colpisce anche gli uomini?
© Getty Images

Depressione post partum maschile: un fenomeno in crescita

Si manifesta già prima della nascita e si acutizza immediatamente dopo: noti dei cambiamenti d’umore nel tuo compagno e lo trovi spesso triste e svogliato. Attenta ai campanelli d’allarme, potrebbe trattarsi di vera e propria depressione post-partum, la stessa che colpisce le neo mamme subito dopo aver dato alla luce il proprio bambino. Uno studio americano ha dimostrato che un papà su dieci è affetto da questo disturbo e che il fenomeno tenderà a crescere in futuro. Attenzione a non confondersi con il più comune baby blues, detto anche sindrome del terzo giorno, malessere passeggero che compare a tre giorni dal parto (che non sfocia necessariamente con una depressione più importante) e che dura per due/tre settimane dallo stesso. Insicurezza, astenia e inappetenza sono i sintomi più evidenti del baby blues, che però sono normalmente di lieve entità.

Da cosa dipende la depressione post partum maschile?

Metter su famiglia e allargarla con l’arrivo di un bambino è un progetto tanto bello quanto impegnativo, che comporta sacrifici, cambiamenti e emozioni importanti; la coppia deve essere quindi più che solida per poter affrontare al meglio questo momento e deve soprattutto accettare di cambiare per un certo periodo di tempo abitudini e ritmi instauratisi in passato. Nella donna subentrano inoltre degli squilibri ormonali che la rendono più portata ad essere colpita da questo tipo di depressione ma ciò non toglie che anche l’uomo può esserne vittima. In questo caso si parla infatti di una reazione negativa allo stress subìto che porta in alcuni casi i papà a sfogarsi in maniera aggressiva sia con la mamma che con il nascituro.

Nella maggior parte dei casi l’uomo lamenta la poca attenzione nei suoi confronti, la quale è invece concentrata sul bebè verso il quale la madre indirizza le sue cure; la causa principale della depressione post-partum maschile è quindi questo senso di “trascuratezza” che l’uomo sente, oltre alla mancanza del suo ruolo dominante all’interno del nucleo della famiglia. Oltre a ciò, lamenta la diminuzione della frequenza dei rapporti sessuali: le donne, dal canto loro, si immedesimano talmente nel loro ruolo di madri da tralasciare alcuni aspetti della vita di coppia che prima erano naturalmente presenti. Lo studio ha evidenziato anche una relazione tra la depressione post-partum femminile e quella maschile, nel senso che se la donna ne è affetta, è altamente probabile che anche il suo compagno ne sia colpito (soprattutto perché è il primo a sentire il peso delle imminenti spese che avere un figlio comporta).

Alcuni consigli per evitare la depressione post partum maschile

Le neo mamme non accettano volentieri che i loro compagni si sentano depressi e trascurati, pensando che questa debba essere solo una loro prerogativa: l’assetto sociale attuale e il sovvertimento dei ruoli che si sta manifestando negli ultimi tempi sta modificando anche la percezione di quello che è “maschile” e quello che non lo è, o che non si riteneva che lo fosse. Cosa fare? Le neo mamme possono intervenire cercando di rendere il più possibile partecipe il compagno nella gestione del neonato ed evitando di farlo sentire inadeguato o incapace di prendersene cura, cosa che purtroppo accade frequentemente. L’istinto materno è radicato nel DNA della donna mentre quello paterno si manifesta col tempo e non è innato: pazienza e tolleranza sono le strategie da usare in questo momento per evitare di ritrovarsi con un compagno frustrato e depresso. L’uomo invece deve impegnarsi a far sentire la donna desiderata e amata anche in questo periodo della sua vita in cui il suo corpo ha subìto dei cambiamenti importanti: l’insicurezza infatti spinge spesso le neo mamme a sfuggire all’intimità col proprio compagno per la vergogna di mostrasi senza vestiti.

L’idillio fatto di amore e di passione che ha contraddistinto la coppia di amanti si è spezzato in favore di un assetto diverso che prevede una terza persona, la quale non deve essere percepita come elemento di disturbo o come causa di questa rottura. Ristabilire un equilibrio nella coppia è fondamentale per riacquisire la serenità passata ed è un percorso da fare insieme e a volte con l’aiuto di un terapeuta di coppia nei casi più gravi. Accettare un nuovo individuo e rendersi conto che è iniziata una nuova “epoca” all’interno della storia della famiglia è un cammino lungo che necessita di molta pazienza ma è altrettanto utile a tenere uniti i due individui che avevano deciso, per amore, di dare vita ad una nuova famiglia.

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24/06/2011

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