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Madre-figlia: quando il rapporto diventa patologico

Durante i primi mesi la mamma e il bambino vivono una relazione simbiotica, di fusione totale, e per aprire il bambino al mondo è sempre necessario l’intervento di una terza persona; se quest’apertura non avviene, possono comparire diverse patologie. Quali sono le relazioni malate e come uscirne? Danielle Dalloz, psicanalista e autrice di un libro sulla gelosia, ha analizzato con l’aiuto di alcune testimonianze le relazioni genitori-figli.

Il rapporto madre-figlia
© Getty Images

Doctissimo: Nel suo libro lei parla delle madri simbiotiche: può dirci qualcosa di più?

Danielle Dalloz: Esistono effettivamente dei rapporti basati sulla simbiosi totale, una modalità che rende la madre estremamente possessiva: la bambina non può sviluppare la propria identità e vive unicamente in funzione della madre, che cerca uno specchio che rifletta la propria immagine e vede sua figlia come uno strumento per realizzare se stessa. 

Doctissimo: Si riferisce anche alle madri totalmente indifferenti?

Danielle Dalloz: Sì, è possibile avere delle madri incapaci di amare, a causa di una carenza affettiva: in genere queste donne a loro volta non hanno ricevuto le attenzioni materne durante l’infanzia e quindi respingono il loro bambino, poiché hanno l’impressione che sottragga loro la libertà e che le soffochi con la sua continua e eccessiva richiesta di cure. 

Doctissimo: Come evolvono in questo caso i rapporti madre-figlia?

Danielle Dalloz: Spesso si verificano delle fasi acute, che però permettono alla figlia di costruire la propria personalità; ciò si verifica di solito durante l’adolescenza. È inutile pretendere da qualcuno ciò che non può darci: in caso di grave carenza affettiva è possibile che i figli si rivolgano ad altre fonti di amore, e se la madre è troppo simbiotica avverrà una separazione drastica, affinché il figlio possa iniziare ad esistere autonomamente.  

Doctissimo: Nel suo libro lei sottolinea che anche la gelosia rappresenta paradossalmente un modo per uscire da queste relazioni.

Danielle Dalloz: Nella sua forma positiva, la gelosia è ciò che ci aiuta a costruire la nostra identità, spingendoci a cercare dei modelli che ammiriamo per le loro qualità, e questo sentimento può permetterci inoltre di uscire da una relazione troppo simbiotica. Che si tratti della figlia, di un altro bambino o di un adulto, l’idea è quella di non cercare nell’altro uno specchio riferendoci così esclusivamente a noi stessi, ma di ricercare la differenza. È fondamentale capire che ogni essere è unico e che è proprio lo scambio tra persone diverse a costituire un arricchimento. Nella sua forma positiva, la gelosia ci apre il cammino verso la scoperta dell’altro, mentre in quella negativa rappresenta la negazione dell’alterità. 

Doctissimo: Le ragazze che hanno avuto una madre troppo narcisista o al contrario troppo distante sono destinate necessariamente a riprodurre questo modello?

Danielle Dalloz: Ciò dipende da molte cose. È certo che il rapporto con la madre è «strutturante», ed è destinato a condizionare determinati comportamenti e a influire sulla visione del mondo: una ragazza che non ha ricevuto amore da sua madre, ad esempio, tenderà a pensare di non poter essere amata. Per fortuna non tutte riproducono necessariamente questa relazione: ciò dipenderà infatti in larga misura dal loro percorso di vita, dagli incontri fatti e dai legami costruiti.

Intervista a cura di Alain Sousa

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05/02/2013

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