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La morte cardiaca improvvisa (MCI)

La morte cardiaca improvvisa è rapida, inattesa e naturale. Molti ignorano l’esistenza di questa patologia che provoca la morte di adulti, giovani, bambini e che rappresenta nel 90-95% dei casi, la causa di morte più diffusa negli ambienti sportivi. Un istante prima si è sani, l’istante dopo il cuore non batte più. Di cosa si tratta? Doctissimo fa il punto su questa insidiosa malattia cardiaca.

La morte cardiaca improvvisa
© Getty Images

In Italia, secondo dati ISTAT, le morti cardiache improvvise sarebbero comprese tra 45.000 e 57.000 l’anno (circa 1 caso ogni 1000 persone per anno), pari al 10% della mortalità complessiva e al 20-30% della mortalità di origine cardiovascolare. Dato l’elevato numero di decessi, il problema della morte cardiaca improvvisa dovrebbe essere tenuto maggiormente in considerazione. L’incidenza della morte cardiaca improvvisa supera quella dei principali tumori ed è superiore alla mortalità dovuta all’AIDS. (1) Malgrado ciò, resta ancora poco conosciuta ai più. Ogni anno oltre mille giovani “ sani” under 35 anni ed 8 donne su 100 mila tra i 30 ed i 45 anni, muoiono di morte cardiaca improvvisa (2).

Cos’è la morte cardiaca improvvisa?

Con morte cardiaca improvvisa si definisce la patologia che causa la morte inattesa del soggetto in assenza di sintomi o subito dopo la comparsa di essi (entro un’ora), per questo è detta “improvvisa”. Il cuore smette di funzionare e il sangue non viene più pompato nel resto del corpo; si verifica cioè un malfunzionamento del sistema elettrico del cuore.

Le cause

Le cause che determinano morte cardiaca improvvisa sono diverse; tra le principali vi sono:

  • Malattia coronarica (80%);
  • Cardiomiopatie;
  • Malattie valvolari, infiammatorie, infiltrative. (<5%)

Spesso all’origine vi è uno scompenso del ritmo cardiaco. L’aritmia più documentata è la fibrillazione ventricolare (FV), preceduta da tachicardia ventricolare o più raramente da bradiaritmia (asistolia). (3)

Chi è a rischio?

Un dato poco confortante ma purtroppo confermato è che la morte cardiaca improvvisa può colpire individui di ogni età e, in base all’età, cambia la causa che ne ha determinato l’insorgenza. Il problema più grosso della morte cardiaca improvvisa è legato alla sua imprevedibilità, colpisce soggetti propriamente a rischio, come i cardiopatici, gli infartuati e gli scompensati, ma anche fumatori, diabetici, ipertesi e persone apparentemente sane che non hanno manifestato mai disturbi in precedenza. Purtroppo l’ampiezza della popolazione a rischio di MCI e l’incompleta conoscenza dei meccanismi eziopatogenetici scatenanti non consentono ancora una prevenzione primaria veramente efficace.

Nei giovani

In età giovanile la morte cardiaca improvvisa è spesso determinata da una disfunzione del muscolo cardiaco o da anomalie genetiche. Nei giovani le malattie che più frequentemente determinano morte improvvisa sono: 

  • la sindrome del QT lungo (LQTS),
  • la sindrome del QT corto,
  • la sindrome di Brugada,
  • la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro e la cardiomiopatia ipertrofica,
  • anomalie congenite delle coronarie,
  • la miocardite, un processo infiammatorio a carico del miocardio, considerata da molti autori come la principale causa di MCI nei giovani.

 Le manifestazioni della sindrome si presentano più frequentemente in giovani maschi (rapporto maschi/femmine di 8:1) con età compresa tra 30 e 40 anni (4). Sono tanti i giovani atleti deceduti in occasione di competizioni sportive. 

Negli adulti

In età adulta, specialmente se superata la soglia dei 40 anni, è la malattia coronarica, più di altre, a causare morte cardiaca improvvisa. Oltre alla malattia delle coronarie (l’infarto del miocardio come prima causa), altre patologie diffuse sono lo scompenso cardiaco, la cardiomiopatia ostruttiva, la valvolopatia, una stimolazione importante del sistema simpatico in seguito a uno sforzo, l’ipertensione polmonare, l’assunzione di medicinali tossici per il cuore. 

Storia familiare e personale

La storia familiare fornisce indizi utili per identificare i soggetti ad alto rischio. La familiarità in patologie cardiache è molto frequente (coronopatie, sincopi nei familiari di primo grado, morte improvvisa), anche se quasi sempre ignorata. A una dettagliata analisi della storia familiare, dovrebbe seguire anche una buona anamnesi patologica del soggetto, per conoscerne lo stato di salute monitorato nel tempo specie se non si riscontrano somiglianze con il quadro clinico della parentela. 

Prevenzione

L’impossibilità di prevedere la MCI nella maggior parte dei pazienti costituisce un serio problema sul piano della prevenzione. La morte cardiaca improvvisa rappresenta un fardello per la società. Non si deve intervenire quando è ormai troppo tardi, bisogna prevenire. Gli screening sono oggi considerati un atout vincente per portare alla luce molti di quei casi che il più delle volte rimangono ignorati fino al tragico evento. A volte per salvare una vita basterebbe un elettrocardiogramma. È buona norma, dunque, sottoporsi agli esami del cuore con una certa regolarità. Il cardiologo, infatti, ha il compito di identificare i pazienti ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa e di seguirli spiegando in quale modo è possibile agire nel caso di complicazioni, perché la tempestività è necessaria nei brevi istanti in cui il soggetto è sospeso tra la vita e la morte. 

Tempestività e sopravvivenza

Molte delle drammatiche morti cardiache improvvise potrebbero essere evitate con la diffusione dei defibrillatori semiautomatici in luoghi pubblici o strutture private. Con le condizioni necessarie ad attivare la rianimazione cardiopolmonare entro 3 minuti e la defibrillazione elettrica entro 6 minuti, le percentuali di sopravvivenza aumenterebbero considerevolmente. Ciò che accade nei primi minuti, in attesa dei mezzi di soccorso, è determinante per la sopravvivenza che si riduce dell’8% per ogni minuto di ritardo (5). Le manovre di rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione devono essere eseguite immediatamente; tutti coloro che operano negli ambiti sportivi, medici e non, le possono apprendere facilmente con i numerosi corsi di formazione disponibili.

Esami diagnostici

La morte cardiaca improvvisa può essere causata da difetti congeniti e malattie genetiche che è possibile diagnosticare attraverso alcuni semplici esami (6), come:

  • Elettrocardiogramma;
  • Ecocardiogramma;
  • Holter monitor;
  • Registratore di eventi;
  • Studio elettrofisiologico.

Fattori di rischio

Esistono fattori di rischio che concorrono all’insorgenza di patologie che determinano morte cardiaca improvvisa. Tali fattori di rischio non sono legati solo alla suddetta sindrome ma agiscono negativamente sul fisico esponendolo anche al rischio di altre malattie. Tra i fattori di rischio più noti e diffusi, vi sono:

Salvaguardia del cuore

Il pericolo di morte cardiaca improvvisa aumenta con la coesistenza dei fattori di rischio nello stesso soggetto. Prendersi cura del cuore significa salvaguardarlo e rispettarlo, cercando come prima regola di adottare e mantenere uno stile di vita sano. L’adeguamento dello stile di vita è fondamentale nella prevenzione della MCI e questo include la pratica di un’attività fisica regolare, una sana alimentazione, il mantenimento del normopeso e la rinuncia a tutti quei vizi non indispensabili né salutari che contribuiscono all’insorgenza di patologie mortali.

Fonti:

  1. http://www.118er.it/Ricerca/pubblicazioni/MCI.pdf
  2.  Ansa/Federfarma http://www.cybermed.it/index.php?option=com_content&task=view&id=30218&Itemid=134
  3. http://www.salute.gov.it/resources/static/ministero/usmaf/ACLS_giugno_2010/arrestoCC.pdf
  4. http://www.118er.it/ricerca/pubblicazioni/MCI.pdf (p.13)
  5. http://salute.doctissimo.it/le-news-della-salute/morosini-rianimatori-e-cardiologi-molte-morti-evitabili_482.html
  6. http://www.ablazione.org/divulgativa-aritmie-morte-improvvisa.htm

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10/05/2012

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