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Esperienze di parto alternativo

Oggi è possibile scegliere il metodo migliore per affrontare il travaglio ed il parto. Abbiamo raccolto per voi tre testimonianze di parti “alternativi” per potervi raccontare, in parte, in cosa consistono queste esperienze.

Esperienze di parto alternativo
© Getty Images

Il parto in acqua

Sempre più strutture in Italia si stanno attrezzando per garantire alle proprie pazienti la possibilità di effettuare il parto acquatico.
Ma come funziona esattamente questa procedura? Ce lo racconta Carla, mamma di due splendidi bambini di cui il primo è nato con questo metodo.

Come mai hai deciso per questa alternativa?

Non l’ho scelto io ma l’ostetrica che mi seguiva durante il parto del primo figlio, mi ha fatto provare tutte le posizioni e poi, visto che non trovavo sollievo, mi ha riempito la vasca idromassaggio, spento le luci e fatta entrare.

Ci racconti come funziona in termini tecnici?
Praticamente ti immergono in questa vasca idromassaggio, tutte le luci spente con accese solo delle piccole stelline dal soffitto. L’acqua è molto calda ma non fastidiosa, nell’ospedale dove ho partorito (San Daniele del Friuli), ti mettono un monitoraggio portatile che può essere immerso nell’acqua tranquillamente e l’ostetrica ti visita mentre sei nell’acqua così come se tu fossi nel lettino.

Com'è andato il parto?
E’ andata molto bene, il travaglio si è accelerato subito, perché a contatto con l’acqua le contrazioni erano più forti come potenza e utilità ma meno dolorose. L'acqua aiuta tanto sia per il rilassamento sia come antidolorifico.

Qual è l'aspetto del travaglio che hai preferito?
Il momento dell’immersione quando ho notato un notevole miglioramento nel dolore che stavo provando.

Lo rifaresti o sceglieresti un travaglio tradizionale?
Lo avrei voluto rifare ma purtroppo col secondo figlio il travaglio è stato indotto e quindi di tipo tradizionale. Nonostante sia durato solo 40 minuti è stato molto più doloroso e meno “romantico” del primo.

Il parto attivo

Esistono delle speciali stanze per il travaglio in cui invece di restare sdraiate a letto è possibile passeggiare, appoggiarsi ad alcune palle con la schiena per lenire il dolore delle contrazioni e stendersi sui materassini a terra. Al momento della fase espulsiva viene fatto scegliere alla donna se spostarsi in sala parto o se proseguire lì il parto.
Leggiamo l'esperienza di Eleonora, mamma di tre bambini, che in occasione dell'ultima nascita non ha avuto la possibilità di scegliere.

Hai partorito per terra come facevano le donne nell'antichità, com'è stato?
Ho partorito Matilde su un grande materasso per terra nella palestra delle sale travaglio
della clinica universitaria  a Torino, questo perché le sale erano tutte strapiene.
E’ stato dei tre il parto più bello più normale, quello vissuto più in intimità in un ambiente non
troppo medicalizzato, sembrava di essere a casa!

Hai avuto paura per la bambina?
No ero costantemente monitorata ed avevamo sempre sotto controllo il battito.

Eri comoda oppure è stato difficile?
Il difficile è stato trovare la posizione giusta perché mi sono dovuta adattare alla bambina che si faceva spazio ma considero una fortuna non essermi trovata costretta su un lettino della sala parto.

Ci racconti com'è andata?
Sono entrata in palestra con una dilatazione che arrivava a 9 cm in contrazione, ho potuto camminare ed accovacciarmi finché non ho rotto le membrane, da lì le contrazioni e le spinte erano veramente forti e mi sono messa a carponi sul materasso appoggiandomi a dei cuscini, con mio marito di fianco che mi sosteneva.
Alla fine nella fase espulsiva mi sono sdraiata sul materasso, ho afferrato le mie ginocchia ed ho iniziato a spingere più forte che potevo. Matilde aveva una bella testolina e quindi è stato piuttosto doloroso. Appena uscita la testa le hanno subito svolto il cordone ombelicale che aveva attorcigliato attorno al collo ed è uscita via in un mare d’acqua.
Era bellissima una frugoletta tutta rosa che si è subito attaccata al seno per succhiare.
Intanto stavo aspettando il secondamento che è avvenuto in modo naturale, ed alla fine hanno preferito darmi i punti necessari direttamente li sul materassino.
Finito il ricamino hanno portato la bimba al nido e mi hanno fatta alzare piano piano, sono andata a lavarmi e cambiarmi in bagno per poi tornare in camera di degenza sulle mie gambe.

Lo rifaresti o vorresti un parto tradizionale?  

Lo rifarei di sicuro, solo con la certezza di essere super monitorata come è stato per Matilde.

Partorire in casa

Se la gravidanza procede senza intoppi o complicazioni è possibile partorire in casa aiutate da almeno un'ostetrica qualificata. E' stato il caso di Rossella che ha partorito in questo modo tutti e due i suoi bambini.

Come mai hai scelto per entrambi i tuoi figli il parto in casa?
Non amo gli ospedali e non credo che il parto sia una questione medica per cui quando ho saputo di questa possibilità dalla mia ginecologa mi sono attivata per cercare un'ostetrica di riferimento.

E' importante trovare il giusto feeling con l'ostetrica?
Direi fondamentale, io ne ho contattate ed incontrate almeno quattro prima di trovare quella  giusta per me. L'essere totalmente in sintonia è stato utilissimo durante il parto tant'è che ho richiamato sempre lei anche per il secondo figlio.

Raccontaci come sono andati i due parti.
Per entrambi le cose si sono svolte alla stessa maniera anche se con il secondo è stato più semplice  perché sapevo già cosa aspettarmi.
Alle prime contrazioni ho telefonato all'ostetrica che è arrivata dopo poco per visitarmi. Mi ha confermato il via del travaglio ed è rimasta con me mentre le contrazioni aumentavano. Nel frattempo ha chiamato anche una sua collega per farsi aiutare ed ha dato le istruzioni a mio marito su dove mettersi e come aiutarmi. Dopo aver messo per terra alcuni materassini ed averli ricoperti con un telo cerato abbiamo provato diverse posizioni per favorire l'uscita del bambino. Dopo un ora di spinte per il primo e mezzora per il secondo era già tutto finito ed ero sul letto ad allattare mentre avveniva l'espulsione della placenta. Con il secondo ha fatto più fatica ad uscire e l'ostetrica è dovuta intervenire manualmente.

Dopo il parto cosa succede?
Nel mio caso abbiamo aspettato un oretta durante la quale mio marito ha lavato il bambino e l'ostetrica ha monitorato la quantità di sangue che veniva espulsa dopo la placenta. Dietro consiglio dell'ostetrica siamo poi andati in ospedale per fare una bella visita, io con la ginecologa ed il bambino con il neonatologo. Solo con il primo figlio mi hanno dato due punti per una piccola lacerazione esterna.

Sei contenta di aver fatto questa scelta?
Sì e lo rifarò nuovamente se avremo altri figli, partorire tra le mura della propria casa è senza dubbio la scelta migliore sia per la mamma che per il bambino perché nasce nella tranquillità domestica e non nella freddezza di una stanza d'ospedale.

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20/12/2010
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