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Partorire con il gas esilarante

Il protossido di azoto, più comunemente conosciuto come gas esilarante, viene utilizzato in medicina da ben 150 anni. Si tratta infatti dell'anestetico più vecchio ma soltanto di recente si è iniziato ad utilizzarlo anche in ambito ostetrico...

Partorire con il gas esilarante
© Getty Images

Quella che viene quindi spacciata per una novità assoluta è in realtà un ritorno al passato, il protossido di azoto veniva infatti utilizzato nelle sale operatorie italiane fino alla scoperta dei più moderni anestetici ma in alcune strutture è tuttora in uso.

Negli Stati Uniti, il parto tramite analgesia da protossido di azoto avviene frequentemente sin dagli anni 70 e, dati alla mano. riduce notevolmente le richieste di ricorso all'epidurale o di parto cesareo.

Il parto con il gas esilarante non è da considerarsi un parto naturale, anche se l'anestesia è lieve è comunque presente.

Cos'è il protossido di azoto

Si tratta di un gas incolore ed inodore che venne scoperto nel 1772. Dopo alcuni anni di studio, i suoi effetti vennero sperimentati da alcuni scienziati su loro stessi e venne quindi comprovata la sua proprietà antidolorifica anche su soggetti svegli. Ecco perché venne presto adottato come anestetico negli ospedali durante gli interventi più lievi e come coadiuvante di altri medicinali più potenti per le operazioni più serie.

Non è tuttora chiaro in che modo il gas agisca sulle cellule cerebrali, secondo le ultime teorie la sua assunzione altera le comunicazioni intracellulari inducendo uno stato simile a quello provocato da alcune droghe leggere.

Controindicazioni

L'utilizzo del gas esilarante come anestetico è sconsigliato ai soggetti affetti da carenza di vitamina B12 in quanto tende ad inattivare questa sostanza all'interno dell'organismo.

Gli effetti collaterali più comuni sono nausea ed un leggero mal di testa ma si limitano a pochi fastidi se il gas viene assunto correttamente ed a piccole dosi.

In caso di sovradosaggio non sono al momento chiare le conseguenze ma è quasi certo che un uso cronico e prolungato possa danneggiare le cellule cerebrali.

Nel caso del suo utilizzo come anestetico durante il travaglio, la concentrazione inalata è molto bassa e quindi la partoriente non corre alcun rischio

Il gas durante il travaglio: dove, come e perché

In Italia al momento è attivo un programma sperimentale al Buzzi di Milano ma presto verrà esteso ad altre strutture. L'assunzione del protossido di azoto viene controllata direttamente dalla paziente o eventualmente dal marito ma sempre dietro sua indicazione. Attraverso una semplice mascherina è possibile inalare il gas all'insorgere della contrazione per un paio di secondi in modo tale che il suo effetto perduri per tutta la durata della stessa senza bisogno di tenere la mascherina sul viso per tutto il tempo.

A chi è rivolto questo tipo di anestesia? Sopratutto a chi vorrebbe un parto il più naturale possibile ma ha una bassa soglia del dolore ed anche a chi vorrebbe l'anestesia epidurale ma nella struttura non è presente oppure troppo costosa.

Protossido di azoto o epidurale?

Una cosa non esclude l'altra, è possibile avere una anestesia epidurale anche se si è assunto il gas esilarante nel caso in cui non abbia avuto l'effetto desiderato. Nel 20% dei casi le donne non hanno ritenuto necessario ricorrere alla puntura. Il grosso problema dell'anestesia epidurale è che deve essere prenotata con largo anticipo e diventa quindi difficile averla se il bambino decide di nascere prima del tempo. I costi dell'epidurale inoltre sono molto elevati e si aggirano in media tra i 250 ed i 600 euro, cifre non alla portata di tutte. Il gas esilarante sarà quindi l'anestetico dei poveri? Non lo possiamo sapere ma sarebbe senz'altro un grosso aiuto per chi non può permettersi di partorire senza dolore pur volendo farlo.

C'è chi dice no

Per dovere di cronaca è importante riportare anche i pareri negativi. Alcune donne che hanno provato la parto-analgesia con il protossido di azoto non sono rimaste soddisfatte. Il problema maggiore è la perdita del controllo dovuto ad un sovradosaggio che può portare al panico. In questo caso è fondamentale la presenza del compagno o di un altra persona che aiuti la paziente a dosare nel modo corretto il gas.

Alcuni medici inoltre sconsigliano il ricorso a questo sistema in quanto meno efficace della classica epidurale nella prevenzione del ricorso al cesareo.

In Inghilterra è stato recentemente ispezionato un ospedale in cui alcuni bambini nati dopo un parto con gas esilarante erano venuti al mondo con alcuni problemi fisici e cardiaci. Non sono state trovate correlazioni certe con il protossido di azoto ma il suo utilizzo nel Regno Unito è stato regolamentato con norme più severe, le stesse che vengono applicate in Italia nella sperimentazione in corso.

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30/11/2011
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