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A quanti mesi mio figlio potrebbe sopravvivere fuori dall'utero?

Fino a poco tempo fa, i bambini nati sotto le 28 settimane di gestazione non sopravvivevano. Oggi, con i progressi della medicina, anche bambini di 22 settimane sono sopravvissuti al di fuori dell'utero

Il termine minimo per un bimbo prematuro
© Getty Images

Fino a poco tempo fa, i bambini nati sotto le 28 settimane di gestazione non sopravvivevano. Oggi, con i progressi della medicina, anche bambini di 22 settimane sono sopravvissuti al di fuori dell'utero, anche se è molto raro. Nella maggior parte degli ospedali, la 24ª settimana è l'età minima per tentare di rianimare un neonato, a meno che non mostri segni di vita alla nascita. I bambini estremamente prematuri hanno un rischio maggiore di infermità, anche se sottoposti alle migliori cure mediche, anzi, lo stesso parto può essere molto pericoloso per loro. La cura dei bambini prematuri dovrebbe essere affidata a personale infermieristico molto esperto. Se possibile, il parto dovrebbe avvenire in un ospedale che abbia una sezione di patologia neonatale. Se non fosse possibile, i bambini devono essere trasportati in un centro specialistico fino a quando non sono più in pericolo di vita. Dal momento che per il tuo bambino ogni giorno è fondamentale, più tardi avviene il parto e migliori sono le sue possibilità di nascere bene.

Sta bene, ma a che prezzo?

La nascita prematura non è una nascita fisiologica. Il bambino ha bisogno dell'ambiente uterino fino al termine della gravidanza per svilupparsi adeguatamente. Nascendo anticipatamente, entra in un percorso terapeutico in cui si farà di tutto per salvarlo ed evitargli danni. Ma non si fanno miracoli: è ancora alta l'incidenza di mortalità nel caso di nascita prenatale e anche l'incidenza di danni soprattutto a livello cerebrale.

Dunque si potrà avere il risultato che il bambino venga abortito per un problema minimo, ma la nascita prematura gli provoca ulteriori e talora gravissimi danni.

Il dolore

Il parto prematuro e la vita prematura non sono fisiologici e sono costellati di esperienze dolorose. Ormai sappiamo senza ombra di dubbio che il neonato anche prematuro sente il dolore. Lo sente in misura anche maggiore rispetto all'adulto o al bambino più grande perché ha minore capacità di decifrare e dunque concettualizzare gli stimoli che gli arrivano e perché ha minori capacità di antagonizzare fisiologicamente il dolore. È carente di beta-endorfine, ma il sistema di fibre che dalla periferia trasporta gli stimoli dolorosi fino alla corteccia cerebrale è ben funzionante. Dunque il destino di questo bambino è doloroso. Come è doloroso l'aborto

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19/01/2015
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