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Prematurità: "Mia figlia è nata a 25 settimane di gravidanza"

Anche se oggi ha 16 mesi ed è in formissima, la figlia di David e Cathy è nata a sole 25 settimane di gravidanza. Se fosse nata pochi giorni prima, i medici non avrebbero potuto salvarla, visto che prima delle 24 settimane di gravidanza si considera che il feto non possa sopravvivere. Mentre i medici non pensavano fosse possibile che la loro bimba sopravvivesse, David e sua moglie non hanno mai smesso di credere nella forza della piccola. Tra periodi difficili e momenti di felicità, David ci racconta questa commovente e straordinaria storia.

Mia figlia è nata a 25 settimane di gravidanza
© Getty Images

23 settimane:comincia il travaglio

La nascita di mia figlia è avvenuta in modo abbastanza particolare. Possiamo dire che si sia svolta in due tappe. Le contrazioni sono cominciate alla 23° settimana di gravidanza. Legalmente, non è possibile aiutare il bimbo se dovesse nascere. Quando siamo arrivati all’ospedale, aveva già un piede nel collo dell’utero. I medici ci hanno spiegato che la nostra bimba sarebbe nata e che avremmo avuto pochi minuti, al massimo un’ora, per dirle addio. Una delle infermiere mi ha addirittura parlato del funerale. L’anestesista stava preparandosi a fare l’epidurale quando mia moglie è svenuta. Il medico ha interrotto l’operazione in quanto era impossibile procedere con l’epidurale in queste condizioni. E, incredibilmente, quando Cathy si è svegliata, si è resa conto che le contrazioni si erano fermate.

10% di probabilità di salvare la nostra bimba

Visto che Cathy non aveva più contrazioni, l’ostetrica ci spiega che possiamo provare a fare qualcosa. Ma le probabilità che funzioni sono scarsissime: c’è solo il 10% di probabilità che funzioni. Bisogna amministrare del Tractocile a mia moglie per tenere sotto controllo le contrazioni prima che si manifestino. Accettiamo immediatamente e mia moglie riceve il farmaco. E funziona! Continuiamo la cura con il Tractocile per 5 giorni senza interruzioni. Ciononostante, i medici hanno molti dubbi sulla salute della bimba: avrà un’infezione? In questo caso, la sua salute e quella di mia moglie possono essere in pericolo. Pessimisti, non volevano correre nessun rischio per Cathy. La situazione è critica, ci informano che non appena la bimba nascerà ci trasferiranno in un ospedale specializzato nei parti prematuri: per fortuna dopo molte telefonate riusciamo a trovare una camera subito.

La nascita prematura: andrà tutto bene, ne siamo convinti

Trovare un posto così in fretta è stata una bella fortuna. Mia moglie viene trasferita in questo reparto affinché la bimba possa essere aiutata immediatamente dopo il parto. Mancavano solo 3 o 4 giorni per raggiungere le famose 24 settimane di gravidanza. Al nostro arrivo all’ospedale, siamo stati accolti da psicologi, infermieri, pediatri... Volevano tutti sapere come ci sentissimo, se volessimo affrontare questo momento difficile oppure no. Si sono resi conto in fretta che non eravamo scossi, eravamo sereni. Hanno quindi deciso di continuare le cure e ci hanno spiegato i vari rischi possibili (handicap, patologie...). Ma noi eravamo sicuri che la nostra bimba sarebbe stata sana.

La nascita a 25 settimane di gravidanza

Sapevamo che era una gravidanza a rischio. Eravamo pronti. Inoltre Cathy ha sofferto di iperemesi gravidica. Ha perso 20kg all’inizio della gravidanza ed era molto debole. Forse inconsciamente non volevamo pensare al peggio, ma questa bimba la volevamo, l’avevamo desiderata, e avremmo combattuto fino all’ultimo... qualunque cosa succedesse! Mia moglie è stata trasferita nell’unità neonatale. Dovevamo ancora aspettare 3 giorni perché la bimba potesse essere salvata. Due giorni dopo, mia moglie ha cominciato a perdere sangue. Ha avuto un’emorragia e si è formata una fessura del sacco amniotico. È stato difficile, soprattutto perché in quell’ospedale il personale spingeva le donne ad alzarsi per andare in bagno, a non rimanere sdraiate... erano gli ordini. Mia moglie riesce a resistere e i medici decidono di aspettare. Finalmente arriviamo al termine fatidico delle 24 settimane. Che sollievo. A questo punto ci spiegano che la salute del feto varia molto da una gravidanza all’altra, che non è che da un giorno all’altro si acquisisce la certezza che sopravviverà. Fortunatamente, nostra figlia rimane nella pancia di sua madre ancora una settimana, anche se non c’era quasi più liquido amniotico... Fino al giorno in cui decide di nascere. Mia moglie viene portata in sala operatoria per un taglio cesareo. Era a 25 settimane di gravidanza e 3 giorni.

Una bimba di 500 grammi alla nascita

Alla nascita, mia figlia pesava esattamente 517 grammi. Nonostante fosse minuscola, non appena gli infermieri sono passati io e mia figlia ci siamo guardati. Era una sensazione strana! Aveva gli occhi spalancati e tanti capelli. Il contatto visivo è stato talmente forte che mi sono concentrato sulla gioia di vederla e non sul suo aspetto. E non appena ho potuto, sono andato a vederla. L’ho toccata. Il suo aspetto non mi ha allontanato. Mia moglie, invece, ha avuto bisogno di un po’ di tempo prima di poterla toccare, guardare. Per lei era difficile in quanto non corrispondeva all’immagine che ci si fa del neonato ideale. Ma, con il trascorrere dei giorni, abbiamo fatto conoscenza con nostra figlia.

Prematuri: ogni giorno è una sfida

Il periodo dopo il parto è sicuramente il peggiore. Ogni giorno è una sfida. Come per tutti i prematuri, non c’è logica nelle cure, viene deciso tutto da un momento all’altro a seconda delle condizioni del bimbo. Purtroppo, nonostante Naëla avesse chiaramente voglia di vivere, aveva un’infezione da staffilococco dorato. Ha avuto varie grosse infezioni. È stata intubata, aiutata a respirare. Aveva dei cateteri che le andavano fino al cuore. Gli apparecchi suonavano costantemente. Era impressionante. Dopo aver lasciato la maternità, mia moglie andava tutti i giorni a vederla, ad occuparsi di lei. Io ci andavo il più spesso possibile. Spesso facevamo del pelle a pelle con la nostra bimba... accompagnata da tutti i tubi. Abbiamo attraversato molti momenti difficili. Tra l’ossigeno, la morfina per il dolore e la caffeina per evitare che si addormentasse, Naëla riceveva un cocktail pesante di medicinali che ha influenzato il suo sviluppo. Era dipendente dai farmaci. Quando hanno tolto l’intubazione, ha avuto problemi ai polmoni. Era sotto ventilazione artificiale ad alta frequenza. Vedere il proprio bimbo in queste condizioni è difficile. Mia moglie non voleva più vederla così. Per fortuna, piano piano tutto è tornato a posto. Durante il suo terzo mese di vita è stata trasferita in un ospedale più vicino a casa nostra, semplificando l’organizzazione quotidiana.

Una vera e propria gestazione esterna

Piano piano, vedevamo costruirsi il suo corpo, il suo volto. Dico spesso che l’ho portata anch’io in quanto, lato positivo della cosa, abbiamo veramente potuto assistere al suo sviluppo, fino al giorno in cui abbiamo intravisto i suoi lineamenti. E quel momento è stato una vera rivelazione! Come una nuova nascita. È uno dei miei più bei ricordi... ma abbiamo dovuto aspettare quasi 4 mesi. 

Per i medici, Naëla è una forza della natura. All’inizio erano molto pessimisti, in fin dei conti sono rimasti sorpresi. È praticamente un miracolo! Sentivamo spesso “non abbiamo mai visto una cosa simile”. È tra le cose che ci hanno aiutato a resistere. Detto questo non era sempre facile, anche perché, più in là, hanno cominciato a darle dei farmaci abbastanza forti per i polmoni, che le davano un aspetto gonfio. Per fortuna, si è risolto tutto progressivamente e siamo tornati tutti e tre a casa, oltre quattro mesi dopo il parto. E senza bombola di ossigeno, contrariamente a quanto pensavano i medici al nostro arrivo.

Naëla nata prematura, 16 mesi e in gran forma

Una volta fuori dall’ospedale, ha dovuto subire altri esami. Abbiamo ricevuto poi un documento che elencava la trentina di patologie che potevano colpire i bimbi nati tanto prematuramente. Ad ogni riga era indicato “negativo”. Non ne aveva nessuna! All’ultima visita medica, nostra figlia stava bene. Deve solo fare un’ecografia cardiaca per verificare la pressione nel cuore. E anche se ci fosse un problema, i medici sono fiduciosi. A parte questo, i risultati sono talmente positivi che i medici ci hanno chiesto di tornare soltanto tra sei mesi, anche se in genere è una visita mensile. E noi siamo felici!

Oggi, ha 16 mesi di vita ma solo 12 di età corretta. E per me è quella che conta... l’età che avrebbe avuto se fosse nata a termine. Tra l’altro è quello il valore di riferimento per seguire la sua crescita. 

Genitori di bimbi prematuri: l’importanza di non arrendersi mai

Se dovessi dare un consiglio ai genitori che si trovino ad attraversare questo periodo doloroso, direi loro, per prima cosa di non perdere mai la speranza. Eravamo sereni, avevamo fiducia... Penso che sia indispensabile che i genitori rimangano forti, uniti. Questo non significa che non abbiamo avuto dei momenti di debolezza e di dubbio... ma siamo credenti e ci ripetevamo: qualunque cosa accada, è così che doveva andare. Inoltre, consiglierei loro di leggere dei libri sull’argomento, dei libri scritti da medici e non di informarsi solo su Internet. Coloro che vogliono sapere quali sono i rischi e cosa aspettarsi devono rivolgere tutte le domande che hanno ai medici. Mi interessavo molto alle ricerche effettuate, chiarivo i dubbi parlandone con i medici... ma bisogna essere pronti a sentire cose a volte difficili da sopportare. Per finire, la famiglia è essenziale. Il sostegno di parenti e amici è molto importante. Eravamo circondati da molto affetto e il fatto di sapere che tante persone pensavano a noi ci ha aiutati molto.

Elodie-Elsy Moreau

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21/11/2016
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