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La ventosa durante il parto: cos'è e quando si usa

Quando la fase finale del travaglio si prolunga troppo ed il piccolo non riesce ad uscire in maniera spontanea, il ginecologo decide di procedere con il parto assistito. Solitamente non viene richiesta una vera e propria autorizzazione alla partoriente o al familiare presente ma un buon medico vi deve informare chiaramente della procedura e di cosa sta per accadere.

La ventosa e il parto
© Getty Images

Per poter intervenire con la ventosa è necessario che la testa del bambino abbia già impegnato il canale del parto e che il collo dell'utero sia dilatato di almeno 8 cm.

Dopo averla leggermente lubrificata ai lati, il medico introduce la coppetta in vagina fino a raggiungere la testa del neonato. Con cura fa aderire la ventosa al cranio ed inizia a tirare leggermente verso di se il bambino. La madre deve aiutare il più possibile l'operazione spingendo con forza durante le contrazioni, altrimenti non sarà possibile procedere.

Il medico infatti può soltanto esercitare una leggera trazione per aiutare il piccolo ad uscire ma non può tirare troppo forte o rischierebbe di danneggiare il collo del feto.

Una volta che la testa sarà uscita, la ventosa verrà rimossa ed il piccolo potrà uscire con un ultima spinta.

Nei modelli più datati, l'aspirazione dell'aria è molto rumorosa perciò bisogna essere preparati al rumore per non perdere la concentrazione sul ritmo delle spinte.

Quando non deve essere usata

La ventosa non è indicata quando il bacino della madre è visibilmente troppo piccolo per il passaggio del bambino. Anche nel caso di un precedente parto assistito sempre con ventosa solitamente non è utilizzata ma, in caso di parto difficile, di ricorre direttamente al cesareo.

Quando la ventosa non funziona

Non è possibile effettuare più di un tentativo di estrazione con la ventosa, il rischio di provocare lacerazioni e danni a mamma e bambino è troppo elevato.

Se, dopo aver creato il sotto-vuoto, il bambino resta bloccato nella sua posizione si deve procedere con un cesareo per evitare il rischio di una sofferenza grave che potrebbe essere fatale per il piccolo.

Le vostre esperienze

Abbiamo chiesto a due neo mamme di rispondere a qualche domanda riguardo all'utilizzo della ventosa durante il loro parto. Le due esperienze sono molto diverse tra loro a dimostrazione del fatto che non conta tanto lo strumento in se ma l'abilità e l'esperienza del medico che lo utilizza.

Il parto con ventosa di Chiara

A che punto del parto è stata presa la decisione di utilizzare la ventosa?

Quando si sono complicate le cose ed il bimbo non usciva. La testa si era incastrata e le ostetriche hanno chiamato il mio ginecologo. Quando è arrivato, mi ha fatto l'episiotomia ed ha inserito la ventosa per estrarre il bambino.

Ti è stato spiegato cosa stava per accadere ed eventuali rischi?

No, nella concitazione il medico ha preso la decisione senza consultarci o comunicarci cosa stava per succedere.

Ti è stata chiesta l'autorizzazione a procedere?

No, come ho detto non ho avuto modo di capire cosa stava realmente accadendo.

Ti è stata praticata l'episiotomia?

Si, appena è arrivato il ginecologo

Come si è svolta esattamente la manovra con la ventosa?

Confesso che non lo so di preciso, tutto è successo molto velocemente e riuscivo solo a pensare alla salute del mio bambino.

Che sensazioni hai avuto? E' stato doloroso?

Mi hanno fatto una piccola anestesia locale quindi in quel momento non avevo nessun dolore, solo un grande scuotimento.

Hai avuto complicazioni dopo il parto?

Dolori un po' dappertutto e infezione alle vie urinarie. I giorni dopo il parto, tra i punti dell'episiotomia e la ventosa, avevo dolori ovunque e non riuscivo a stare seduta.

E per il bambino ci sono state complicazioni?

Fortunatamente no, nessuna.

Il bambino ha dovuto eseguire dei controlli particolari nei giorni dopo la nascita?

Direi di no. Ricordo però che gli hanno fatto diversi controlli approfonditi agli occhi.

Nel complesso come giudichi l'utilizzo di questo strumento?

Avrei preferito evitarlo ovviamente. Mi ritengo fortunata che sia stato il mio ginecologo ad assistermi. Mi sono fidata ciecamente di lui e tutto è andato bene.

Il parto con ventosa di Miriam

A che punto del parto è stata presa la decisione di utilizzare la ventosa?

Dopo aver provato con la manovra di Kristeller il medico di turno ha deciso di procedere con la ventosa.

Ti è stato spiegato cosa stava per accadere ed eventuali rischi?

Mi hanno detto che dovevano provare con la ventosa altrimenti avrei dovuto fare un cesareo. Dei rischi però non mi hanno parlato.

Ti è stata chiesta l'autorizzazione a procedere?

No. Anzi, quando mio marito ha chiesto in cosa consisteva la manovra lo hanno zittito intimandogli di preoccuparsi di me e non di quello che facevano loro.

Ti è stata praticata l'episiotomia?

Si una episiotomia totale con poca anestesia prima, per cui mi ha fatto molto male.

Come si è svolta esattamente la manovra con la ventosa?

Dopo l'episiotomia il medico ha inserito la ventosa senza tanti complimenti e con molta poca delicatezza. Poi ha iniziato ad aspirare l'aria e dopo circa dieci minuti ha iniziato a tirare con forza. Il bambino era bloccato e nell'attimo in cui si è mosso in avanti ho provato il dolore più forte che si possa immaginare. Con una ultima spinta il bambino è uscito ma non me lo hanno fatto vedere. Ero molto preoccupata perché non piangeva ed il medico aveva i guanti ricoperti di sangue.

Finalmente dopo un tempo che mi è sembrato infinito l'ho sentito piangere e sono svenuta per qualche minuto a causa della stanchezza e del dolore.

Hai avuto complicazioni dopo il parto?

A causa dell'episiotomia totale mi sono stati applicati molti punti, la mia ginecologa che mi ha visitata il giorno dopo il parto si è rifiutata di dirmi quanti perché sostiene che dopo i trenta è meglio non contarli più.

Ho avuto anche una emorragia importante dovuta alle molte lacerazioni interne del canale del parto ed ho subito una piccola trasfusione.

Per diversi mesi ho avuto dolore ogni volta che andavo in bagno o tentavo di sedermi su una superficie dura. Ancora oggi, a distanza di sei mesi, spesso ho ancora qualche fitta e non sono ancora riuscita a riprendere i rapporti con mio marito a causa del troppo dolore.

E per il bambino ci sono state complicazioni?

Purtroppo sì. La meno grave è stata un piccolo strappo ai muscoli del collo che siamo riusciti a risolvere con l'aiuto di alcuni esercizi che ci ha insegnato il pediatra. Inoltre è rimasto in osservazione in terapia intensiva neonatale per due settimane dopo la nascita a causa di un ematoma molto esteso. Per fortuna ha iniziato a riassorbirsi e non ci sono state conseguenze a livello neurologico ma ha ancora il “bozzo” sulla testa.

Nel complesso come giudichi l'utilizzo di questo strumento?

Per me è uno strumento che non deve più essere utilizzato: è troppo pericoloso sopratutto se messo nelle mani di personale non qualificato. Quasi tutte le complicazioni che abbiamo avuto io ed il bambino mi hanno detto essere dovute al fatto che la manovra non è stata eseguita in maniera corretta. Se dovessimo decidere di avere un altro figlio pretenderò il cesareo al primo accenno di difficoltà.

 

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07/03/2012
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