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Inerzia uterina

Durante il parto, una complicazione tipica è l’assenza di contrazioni dell’utero. Un breve approfondimento per saperne di più.

Che cosa si intende per inerzia uterina?

Inerzia uterina
© Thinkstock

Una condizione caratterizzata da assenza completa di contrazioni dell’utero; se queste sono insufficienti si parla di ipocinesia; viene distinta un’inerzia (o ipocinesia) uterina primaria, se le contrazioni sono deboli e irregolari fin dall’inizio e una secondaria quando le contrazioni divengono tali dopo essere state per un certo periodo violente e frequenti.

Da che cosa è provocata?

La causa dell’inerzia uterina primaria non è nota. L’inerzia uterina secondaria viene di solito causata dal prolungarsi del parto, da perdita delle acque e da spossatezza della madre; in taluni casi, inoltre, può insorgere quando il bacino materno non è sufficientemente ampio per la testa del bambino o questo ha assunto una posizione anomala, mentre in altri può essere dovuta a insufficiente dilatazione della bocca dell’utero.

Quali misure terapeutiche vengono adottate per ovviare all’inerzia uterina?

Se la posizione del bambino è normale, con il capo regolarmente all’ingresso del bacino, e tra questo e la testa del bambino stesso non esistono rapporti dimensionali anomali, l’inerzia uterina viene curata anzitutto con medicinali atti a stimolare l’utero a contrarsi con forza e regolarità. Alla partoriente vengono quindi somministrati estratto ipofisario per intensificare le contrazioni uterine, quantità di liquidi tali da contrastare la disidratazione dei tessuti e sedativi per calmare la tensione. Qualora l’inerzia uterina sia invece causata da un’anomalia, per esempio da posizione irregolare del bambino, può rendersi necessario un taglio cesareo.

In caso di inerzia uterina la fase postparto può presentare rischi?

Sì, perché ci può essere un distacco solo parziale della placenta, che può anche non staccarsi completamente, e c’è un rischio di emorragia. Questo perché dopo il parto l’utero presenta normalmente ancora delle contrazioni che riducono il suo volume provocando in questo modo la chiusura, totale o parziale, dei vasi sanguigni e riducendo di molto la perdita di sangue.

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27/01/2011

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