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Chi mi aiuta a partorire?

È con sollievo tinto di apprensione che vedi avvicinarsi la data della nascita. Dopo aver conosciuto i medici, le ostetriche e l'anestesista, finalmente arriva l'incontro con il tuo bambino. Ma in effetti chi sarà presente il giorno fatidico?

Chi mi aiuta a partorire?
© Getty Images

Tutto dipende dal tipo di istituto che hai scelto, ospedale o clinica privata, e dalla natura della tua gravidanza. I reparti maternità sono classificati per livelli. Le gravidanze senza complicanze sono orientate verso un livello 1. Poi vengono i livelli 2 che comportano una unità di neonatologia verso le quali si dirigono ad esempio le gravidanze gemellari. Infine, i livelli 3 dispongono di un servizio di rianimazione neonatale. Qualunque sia il livello, a partire da 1.500 parti all'anno, il regolamento richiede la presenza 24 ore su 24 di una équipe medica completa (pediatra, ginecologo-ostetrico, anestesista, ostetriche, ecc.).

Nelle strutture del primo o del secondo livello, il funzionamento dell'équipe è diverso. L'ostetrica e il medico ostetrico sono di turno, ovvero presenti sul posto, anche se il medico anestesista o pediatra sono disponibili, ovvero fisicamente assenti, ma reperibili mediante il "cercapersone". Infine, nelle strutture private, avrai a che fare con l'ostetrica, il medico del parto non arriva se non durante l'ultima fase del travaglio, per l'estrazione del bebè.

L'ostetrica

Al tuo arrivo in reparto maternità, sarà lei (o il medico di guardia, in sua assenza) ad accoglierti. Dopo un esame clinico completo, l’ostetrica verificherà se è iniziata la fase di travaglio, se si sono rotte le acque e se le contrazioni sono regolari. Sarà lei a decidere, eventualmente, di inviarti ad un altro istituto se presenti rischi particolari oppure di sistemarti in sala parto.

L'ostetrica sorveglierà l'evoluzione del travaglio, assistita dal monitoraggio che avrà installato. Questo apparecchio permette di registrare il ritmo cardiaco fetale e le contrazioni uterine.

Ogni ora, l'ostetrica effettuerà un esame per valutare il progresso del travaglio. Se il parto non presenta anomalie, procederà lei stessa ad aiutarvi a partorire, e tu non vedrai il medico. In caso contrario, verrà chiamato il medico. È lei che pratica l'episiotomia se lo ritiene necessario, procedendo poi a suturarla. La sua formazione le permette di gestire alcune complicanze e di intervenire in caso di urgenza. Ad esempio, l'ostetrica potrà praticare un parto artificiale nel caso in cui la placenta non venga espulsa. Oltre alle sue competenze mediche, assicura un accompagnamento, instaurando un vero rapporto di confidenza. Le ostetriche sono a disposizione anche per rispondere alle tue domande e preoccupazioni, e per spiegarti l'evoluzione del travaglio e le decisioni prese.

Il ginecologo

Se l'ostetrica rileva una qualsiasi anomalia (sanguinamenti, febbre, anomalie del ritmo cardiaco fetale...) , nel corso del travaglio, che ritiene necessiti la competenza del medico ostetrico, quest'ultimo verrà chiamato per stabilire la condotta da tenere, e/o decidere di intervenire, fornendoti una spiegazione.

È il ginecologo ostetrico che pratica il cesareo, sistema il forcipe con l'episiotomia e relativa sutura, oltre a praticare le manovre ostetriche per la nascita in posizione podalica. La sua presenza è necessaria anche durante le nascite multiple o per tutte le altre complicanze durante il parto e i suoi postumi immediati.

L'anestesista

Se desideri un'epidurale, dillo subito all'ostetrica, in modo che avverta l’anestesista. È lui che pratica l'anestesia epidurale o generale d'urgenza.

L’anestesista ti chiederà di posizionarti di spalle, coricata sul fianco o seduta. Dopo un'accurata disinfezione e un'anestesia locale della pelle e del derma di ingresso identificato, il medico farà scivolare un ago fra due vertebre. Una volta giunto nello spazio epidurale, un cateterino viene inserito nell'ago. Successivamente, il medico ritirerà l'ago, lasciando il cateterino in posizione. Attraverso questa cannula verrà iniettato il liquido anestetico.

Sappi che l'anestesista è a disposizione anche in caso di emorragie, convulsioni, problemi di comportamento o altre complicanze durante il parto e postumi immediati.

Il pediatra

La sua presenza è sistematica se:

  • Partorisci prematuramente;
  • È una gravidanza multipla;
  • Soffri di patologia materna nota (diabete, ipertensione);
  • O ancora se partorisci con un cesareo; anestesia generale o ancora forcipe...

E sicuramente l'ostetrica farà appello al medico se le condizioni del bebè alla nascita lo richiedono.

Ciascuno ha le proprie competenze e responsabilità, ma è il lavoro di squadra che assicura la qualità dell'accoglienza del tuo bebè.

Martine Lochin, ostetrica

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08/08/2012
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