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La storia del parto

Le donne partoriscono dalla notte dei tempi e solo negli ultimi 4 secoli il parto è diventato oggetto di studi medici ed ospedalizzato. In questi anni si tende nuovamente a preferire il parto “umanizzato” come accadeva nell'antichità e come ancora avviene in moltissime culture non occidentali.

La storia del parto
© Getty Images

L'evoluzione della posizione della gestante

Le prime testimonianze di parto che abbiamo risalgono al periodo egizio grazie ai geroglifici. Il simbolo della parola "partorire" è infatti una donna accovacciata. La stessa posizione la ritroviamo in alcune statue greche risalenti intorno al 500 a. C. Questo ci fa supporre che, un tempo, le donne partorissero quasi sempre in posizione verticale. In piedi durante il travaglio ed accucciate durante la fase espulsiva. Sempre nella Grecia di Ippocrate venne inventata la sedia per il parto, una normale sedia di legno con un buco al centro per permettere l'uscita del bambino. Una versione moderna di questa antica sedia è ancora oggi in uso in molti paesi del nord Europa.

La posizione distesa nasce verso la fine del medio evo quando, le donne ricche, rifiutavano di partorire allo stresso modo di quelle delle classi povere e decisero di farlo comodamente sdraiate nei loro letti. Nel 1600 venne così inventato il forcipe che divenne presto un'abitudine in ogni parto e non, come si usa oggi, uno strumento da adottare solo in casi eccezionali.

La posizione distesa favoriva anche il lavoro di medico ed ostetriche ma prolungava i tempi del travaglio e la donna si riprendeva molto più lentamente dal parto.

Soltanto negli ultimi anni si è ricominciato a discutere sul fatto che la posizione litotomica (sdraiata) non fosse quella ideale per la donna. La stessa OMS ha dichiarato che:  "Non è raccomandabile che la donna gravida sia posta nella posizione litotomica dorsale durante travaglio e parto. Il camminare durante il travaglio dovrebbe essere incoraggiato ed ogni donna deve decidere liberamente la posizione da adottare durante il parto".

Ecco quindi che nella maggior parte degli ospedali italiani scompaiono quasi tutti i vecchi letti statici e vengono sostituiti dai letti da parto che permettono di mantenere una posizione quasi verticale. Nascono le sale travaglio dove poter passeggiare lungo le pareti e gli innovativi parti in acqua. Questi ultimi nascono ufficialmente intorno al 1960 grazie ad un ricercatore russo ed un ostetrico francese che svilupparono gli studi sulla sicurezza ed i benefici della nascita in acqua sia per la madre che per il bambino. Sempre più donne oggi scelgono di partorire in casa, aiutate da un'ostetrica qualificata, come facevano le nostre ave sui pagliericci delle stalle e come fanno ancora oggi le donne africane e quelle delle popolazioni tribali dell'America latina.

Gli studi hanno dimostrato che partorire in posizione verticale aumenta la velocità del travaglio favorendo l'ingresso del bambino nel canale del parto. La possibilità di muoversi rende il dolore delle contrazioni più sopportabile e migliora le condizioni di tranquillità della gestante. Nella posizione distesa infatti, l'utero preme contro l'aorto cavale riducendo l'afflusso di sangue ed aumentando ansia e agitazione. La possibilità quindi di avere contrazioni migliori fa si che il perineo si distenda nel modo giusto diminuendo i rischi di lacerazioni.

1 La storia del parto - continua ►

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17/12/2010
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