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Mangiare la placenta: pro e contro

Placenta al ragù, zuppa di placenta, frullato di placenta... Decisamente poco invitante? Eppure sono vere ricette, tratte dal libro “The placenta Cookbook”, pubblicato recentemente negli Stati Uniti, dove mangiare la propria placenta va molto di moda! Ma perchè alcune donne vogliono mangiare la placenta? Come si può mangiare? Doctissimo ha svolto una piccola inchiesta sulla placentofagia. Forse, prima di farsi prendere dalla solita moda del momento, occorre riflettere su quali sono le implicazioni del mangiare la propria placenta.

Mangiare la placenta: pro e contro
© Getty Images

Le virtù della placenta

Si sa, i mammiferi ingeriscono la propria placenta subito dopo la nascita. Questo sembrerebbe attenuare i dolori post-parto rinforzando la relazione madre-figlio. Certo, anche l’uomo è un mammifero. Ma da qui a pensare che mangiare la propria placenta possa portare  gli stessi benefici c’è un mare... che alcune donne non hanno affatto paura di attraversare... Per quali ragioni? Per prevenire la depressione post-parto, per favorire l’allattamento e rimettersi più rapidamente dopo il parto. “La placenta è ricchissima di vitamine. Non ci sono ancora studi su questo punto, ma l’esperienza ci insegna che, indirettamente, la placenta ha degli effetti benefici sul nostro organismo” afferma Valérie Supper, ostetrica libera professionista in Alsazia.

Non esiste, in effetti, nessuna prova scientifica che ne assicuri l’efficacia, e diversi specialisti non credono assolutamente all’utilità della placentofagia. Come per esempio il Professor Deruelle: “ La placenta perde le sue virtù nutritive nel momento in cui viene estratta dall’utero” afferma il ginecologo-ostetrico di Lille.

Come mangiare la placenta?

Alcuni la consumano cruda, aggiungendola ad un frullato di frutta, altri invece la preferiscono cotta. C’è chi, negli Stati Uniti, la cucina “alla cinese”, con zenzero, limone e peperoncino. Ma, più spesso, la placenta è seccata, triturata e trasformata in capsule: è il processo di incapsulamento, molto in voga negli Stati Uniti. Alcune donne fanno dei decotti di placenta nell’acqua distillata e nell’alcool.

Inoltre, Valérie Supper aggiunge che esistono dei laboratori tedeschi in grado di produrre dei granuli omeopatici a partire da pezzi di placenta: si parla di “isoterapia placentaria”. “Questi permettono di sostenere la mamma e il bambino, di accompagnarlo durante la crescita, riportando all’equilibrio fisiologico un organismo eventualmente “squilibrato”. I granuli reggeranno così anche trattamenti mirati a risolvere patologie più pesanti”, precisa l’ostetrica. Tuttavia, per ora non esistono prove scientifiche sull’efficacia della placenta!

Cosa dice la legge italiana

Sebbene non esistano leggi precise in materia, in Italia sappiamo che non esiste un limite alla possibilità della donna di richiedere e usare la placenta a scopo autoterapico. A  differenza di altri paesi europei, come la Francia per esempio (che vieta questo genere di pratiche), in Italia la donna è considerata la legittima proprietaria della sua placenta.

Infine, una riflessione sul valore della placenta

 “Certo, una moda è pur sempre una moda. Ma, dietro alla polemica, c’è una riflessione da fare su ciò che la placenta rappresenta davvero!” afferma Valérie Supper. Per la specialista, si tratta di un organo straordinario, quasi sovraumano, che appartiene al piccolo e non alla madre. Il professor Deruelle aggiunge su questo punto: “La placenta è quasi un organo “estraneo” e non sappiamo ancora esattamente come funziona. Ecco spiegato il fascino per questo organo!

L’ostetrica distringue tre gruppi di donne che consumano la propria placenta: “Alcune lo fanno perchè hanno un istinto animale, altre per divertimento, altre ancora per il supporto energetico che essa procura: per loro la placenta corrisponde al nutrimento originale del bambino, e per questo fanno fare dei granuli omeopatici che serviranno proprio alla sua alimentazione. Visitando un po’ i forum di discussione si possono effettivamente rintracciare queste tre classificazioni, anche se la tendenza resta alquanto di nicchia, non mancano infatti le opinioni negative: “è puro cannibalismo”, “non siamo animali”... Reazioni che non stupiscono Valérie Supper: “In Europa non si è consapevoli di ciò che la placenta rappresenta davvero!”. Le cose cambieranno? In ogni caso, la placenta e ciò che possiamo farne non lascia affatto indifferenti!

Anne-Sophie Giover-Bondeau

Fonti:

-Intervista del Dottor Philippe Deruelle, ginecologo-ostetrico all’ospedale “Jeanne de Flandre” a Lille

-Intervista di Valérie Supper, ostetrica libera professionista a Sélestat (Alsace)

-Agenzia di Biomedicina

-New York Times, “The Placenta Cookbook”

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17/06/2015

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