Home  
  
  
    Il parto podalico
Cerca

I momenti del parto
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Tutto quello che c'è da sapere sul parto podalico

Il parto podalico richiede sempre maggiori precauzioni da parte dei medici del reparto di ginecologia e ostetricia: vari aspetti devono infatti essere presi in considerazione per poter dar alla luce il proprio bambino per via naturale. Un esame indispensabile? La radiopelvimetria. Abbiamo chiesto spiegazioni al Dottor Dr Stéphane Bounan, specialista in ginecologia e ostetricia all'ospedale Port Royal di Parigi.

Il parto podalico
© Getty Images

La data del termine si avvicina e il tuo bebè non si è ancora deciso a girarsi? Può darsi che non abbia più posto per farlo e che quindi sia inevitabile un parto podalico. Non preoccuparti: il tuo ginecologo saprà trovare la soluzione per un parto in tutta sicurezza.

Il bambino è in posizione podalica: completa o incompleta?

All’8° mese di gravidanza può accadere che il bebè non si sia ancora girato: anziché avere la testa posizionata nel bacino della mamma, si presenta in posizione podalica. Possono verificarsi tre casi:

  • Le natiche sono verso il basso - si parla di posizione podalica,
  • Il bambino è rannicchiato con le gambe flesse- si parla di posizione podalica completa;
  • Il bambino è sulle natiche con le gambe in alto- si parla di posizione podalica incompleta.

"Quando viene riscontrata una posizione podalica si propone alle mamme di attuare una manovra detta di rivolgimento manuale, che consiste, sotto controllo del battito cardiaco del bebè e ecografia, nel portare il bebè alla posizione con la testa in basso (posizione cefalica) posando le mani sul ventre della mamma. Alcuni centri ospedalieri universitari utilizzano anche l’agopuntura, che può rivelarsi efficace", precisa il Dottor Stéphane Bounan, specialista in ginecologia e ostetricia al reparto maternità dell'ospedale Port Royal di Parigi. Se la manovra non funziona, l’équipe medica valuterà se optare per il parto cesareo o per quello naturale. 

Cesareo o naturale?

Per dare il via libera a un parto podalico per via naturale, i medici sottopongono la futura mamma a un esame indispensabile e necessario: una radiopelvimetria. L’obiettivo: misurare il diametro del bacino della mamma e vedere se è superiore a quello della testa del bebè, valutato approssimativamente per mezzo dell'ecografia. Ma per il Dottor Bounan questo criterio da solo non è sufficiente: "Una volta iniziato il travaglio, è necessario che la dilatazione del collo dell’utero materno sia continua (un centimetro all’ora) e non si arresti, altrimenti si decide per la sala operatoria e si procede al cesareo. Occorre inoltre che il sederino del bebè sia sceso fin quasi alla vulva: si fa spingere la mamma e il bambino esce da solo".

Questo tipo di parto è in ogni caso più difficile, perché la testa del bambino si presenta per ultima all’interno del bacino; a volte le spinte della mamma non sono sufficienti e il medico dovrà intervenire con specifiche manovre per favorire l’espulsione. "La manovra di Lovset consiste nell’afferrare le natiche del bebè girandolo su se stesso per liberare le braccia, in modo che così la testa esca da sola. È inoltre possibile utilizzare la manovra di Mauriceau, che consiste nel mettere il proprio braccio sotto il bebè con le dita nella sua bocca per piegargli la testa, con il mento sullo sterno, con lo scopo di ridurre il diametro della testa e favorirne quindi l’uscita",spiega lo specialista.

In qualunque momento, in caso di complicazioni, come ad esempio un’anomalia del ritmo cardiaco del bambino, una rotazione in direzione sbagliata o ancora degli atti respiratori del bambino durante l’espulsione, l’ostetrico potrà decidere di attuare un cesareo: per questo in Francia l’epidurale è obbligatoria. 

Parto podalico: sorvegliare il bambino dopo l’uscita

È possibile che il bambino nato in posizione podalica incompleta (i piedini davanti al viso) rimanga in questa posizione per almeno due ore dopo il parto: a forza di restare in questa posizione per un tempo più o meno lungo nel ventre della mamma, mantiene l'abitudine! Il pediatra può prescrivere un’ecografia delle anche all’età di circa un mese per verificare che non vi siano problemi in quell’area. Va inoltre verificata l’eventuale presenza di torcicollo: in ogni caso, spesso si consiglia una visita dall’osteopata.

Isabelle Frenay

Commenta
14/12/2012
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Salute: sei pronta a diventare mamma?

Test famiglia

Salute: sei pronta a diventare mamma?

Calcola la data del parto